«La Tari aumenta in modo cospicuo:
colpa di 10 anni d’immobilismo
nel governo provinciale»

PORTO RECANATI - Il sindaco Andrea Michelini dopo l'assemblea dell'Ata che ha approvato i rincari a partire dal prossimo anno. «Cecità politica alimentata da continui rinvii sulle decisioni da prendere»

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Il sindaco Andrea Michelini

«Totale immobilismo sulla questione dei rifiuti negli ultimi 10 anni e così a pagare sono i cittadini con i maggiori costi della Tari». A dirlo il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, dopo la riunione dell’Ata (lo scorso 30 novembre) in cui sono stati approvati rincari della Tari dal prossimo anno del 9% per far fronte ai costi aumentati del Cosmari.

«La discarica di Cingoli, dove venivano conferiti i nostri rifiuti – dice Michelini -, ha raggiunto il limite massimo di capienza. In questi ultimi 10 anni, nel governo provinciale ha regnato in materia un immobilismo totale del quale ora pagheremo tutti le negative conseguenze. Non avere superato in questo lasso di tempo le problematiche relative all’individuazione di altro sito idoneo alla raccolta rifiuti e non avere contemplato la possibilità di smaltirli con altre note modalità costringerà il distretto provinciale di cui facciamo parte a smaltire, nel 2024 e nel 2025, in discariche situate in altre provincie, con una conseguente lievitazione dei costi. Al momento si parla di un doppio aumento percentuale pari al 9% nell’anno 2024 e ulteriore aumento del 9% per l’anno successivo. Questo comporterà dunque un sacrificio che, a causa di una cecità politica alimentata da continui rinvii sulle decisioni da prendere, ricadrà sulle tasche dei cittadini che vedranno la Tari aumentare in modo cospicuo nei prossimi 24 mesi». Il sindaco di Porto Recanati dice di sperare che «l’intero consesso Ata 3 abbia la capacità di affrontare e risolvere un problema che sta diventando atavico con soluzioni che prevedano misure di celere realizzazione e che possano consentire un ritorno a tariffe meno esose per l’intera cittadinanza. L’immobilismo in materia ha già prodotto troppi danni ed è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità».

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