Ogni bottiglia parte da quasi 5mila euro,
il rosso più caro d’Italia è di Montecassiano.
La sua produzione però è un mistero
VINI - Dai pendii maceratesi arriva Megixtone, il prodotto di Gianluca Guerrini: «Si tratta di un’esperienza irrinunciabile per collezionisti ed appassionati». La cantina dove viene prodotto è inaccessibile a chiunque. La stessa segretezza avvolge le modalità di lavorazione delle uve. Ogni potenziale cliente deve passare una specie di selezione per poterlo comprare. Nessuno lo ha ancora recensito

Gianluca Guerrini con il sindaco di Loreto Moreno Pieroni
Dai pendii di Montecassiano arriva il vino rosso più caro d’Italia. Si chiama Megixtone, ogni bottiglia parte da 4.880 euro ed è la sfida del produttore Gianluca Guerrini, residente a Loreto che proprio ieri ha presentato il suo prodotto nella città della Santa Casa insieme al sindaco Moreno Pieroni.
«Questa vera perla della produzione enologica rafforza ancora di più l’osmosi – spiega Pieroni – il forte rapporto che da sempre e in modo crescente lega Loreto al suo territorio e a chi lo vive anche e soprattutto per esigenze produttive ed economiche. Senza contare l’indotto turistico che le produzioni della nostra enogastronomia come quella che stiamo presentando, richiamano, anche al di fuori dei nostri confini regionali. Insomma poter presentare eccellenze della nostra terra significa anche darle il lustro che essa si merita».
A detta di Guerrini il suo prodotto possiede delle qualità che lo collocherebbero al vertice della produzione vinicola italiana, almeno per quanto riguarda i rossi. Un vino che non appartiene a nessun disciplinare specifico ma che nasce da oltre 15 anni di studi. «Bere Megixtone significa esplorare un altro mondo – spiega Guerrini – Per capire meglio i vini, spesso si cerca di definirli in base a ciò che ci si aspetta da una certa uva o regione, ma il nostro obiettivo invece è quello di offrire un’esperienza di piacere assoluto. Megixtone è racchiude un’esperienza irrinunciabile per collezionisti ed appassionati di grandi vini».

Megixtone, il vino rosso più caro d’Italia
Il progetto però è velato da un alone di fitto mistero. La cantina dove viene prodotto è segreta e inaccessibile a chiunque. La stessa segretezza avvolge le modalità di lavorazione delle uve, coltivate in una località del territorio maceratese e affinate con varie tecniche enologiche non definite. La vendita avviene solamente dopo una selezione dei clienti a cui non possono essere concesse più di tre bottiglie per ogni annata.

Gianluca Guerrini nella sua vigna a Montecassiano
«Si tratta di una produzione estremamente elitaria e quindi la sua vendita non può avvenire solamente attraverso un mero pagamento – prosegue Guerrini – dobbiamo essere certi che il cliente sia in grado di comprendere il valore di una bottiglia così preziosa». Le bottiglie, almeno nelle volontà del loro produttore, devono essere quindi considerate come dei pezzi unici e proprio la rarità ne motiverebbe il prezzo a prima vista esorbitante per un territorio come quello di Montecassiano, dove non si riscontrano altre produzioni “di lusso”. In ogni caso, l’unico modo per entrare in contatto con Gianluca Guerrini che curerà personalmente la selezione dei clienti è via mail. Dopo il primo contatto di presentazione sarà inviato un questionario per vagliare l’aspirante cliente. Solo nel caso in cui si venga accettati, si riceverà anche del materiale informativo necessario per comprenderne a fondo le caratteristiche e svelare così alcuni dei segreti alla base della produzione di questo tesoro liquido. «Questa procedura mira solamente a proteggere il nostro vino – conclude Guerrini – vogliamo che il cliente percepisca di essere parte di una ristretta comunità e quindi contiamo sul fatto che possa anch’egli conservare gelosamente le informazioni che gli forniremo». Ad oggi le migliori bottiglie di vino rosso hanno un prezzo inferiore ai 2mila euro, sarà interessante capire se questo nuovo prodotto riuscirà a guadagnare la credibilità degli esperti del settore che però non hanno ancora espresso alcun giudizio.
io se compro un bicchiere di megixtone, poi vado subito a prendere una pasticca di magic-tone per riprendermi dalla scordatura economica.
Ormai tutti vogliono stupire, fare cose molto particolari; ma mi sembra che qui si sia esagerato. Anche perchè la zona di produzione non mi risulta che sia eccezionalmente vocata da un punto di vista vitivinicolo. Non è che ci possiamo inventare dalla sera alla mattina uno Chateau Margaux o uno Chateau Lafit.
Ma è una bomba a GRAPPOLO …!!!
Un’ esperienza sensoriale o pura ostentazione?
Il fumo vale più dell’arrosto…
Qualcuno ha perso il senso della misura, si crede un Dio e invece è solo un povero Cristo. Tra l’altro il vino fa male (ma non lo dicono).
Comunque dalle foto la vigna necessita di manutenzione più accurata… Pretendo lo sconto
quesso vì lo pole conbrà solo li veri patrù come Manfredo Prati.
Da produttore a produttore. Bravo incantatore
Ma devi dimostrarlo!!
Ambecilliiii!
La nostra è una società piena di esagerazioni senza motivo
Se ne può sapere di più su questa presentazione? Qualcuno ha effettivamente e con coraggio assaggiato il nettare visto che le bottiglie in fotografia sono ancora chiuse, non si vedono bicchieri, non sappiamo niente di cosa effettivamente conviene e tutto ha il sapore della burla. La scelta del nome mi sembra più adatta ad una lattina d’olio per auto. Se è vero che dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fiori (cit), vedere l’immagine di quella vigna (fatto notare su altro commento) e se davvero il vino verrebbe da lì chiamerei subito i Nos, l’Asur,L’ICQRF che si occupa di produzioni agricole che regolamentano DOP, IGP, BIO, ecc. Certo nessuno proibisce di acquistare ad occhi chiusi una bottiglia o più di questo vino senza nemmeno sapere che cosa c’è dentro ma poi potrebbe continuare la degustazione in qualche commissariato. Certo se voleva suscitare curiosità o portare per il cu.o tutti quanti sta sulla buona strada. Si rimane in attesa di ulteriori sviluppi e speriamo che l’eventuale vendita all’asta sia pubblicizzata e non ristretta a pochi esperti, meglio se buontemponi che non si sa mai. Devo dire al di là di tutto che finalmente si legge una notizia divertente che va al di là delle notizie spesso pietose che ogni giorno troviamo descritte su CM.
Gianluca, due lire al giardiniere potresti pure darle per fargli dare una botta di decspugliatore alla vigna…
io posso vendere le mie bottiglie anche a 10.000 euro, poi ci deve essere qualcuno che le compra
anche questo conferma che al mercato non viene attribuito nessun limite,a tutto merito di chi ne esalta la libertà.
in effetti per la maggior parte delle persone questi vini sono anche molto più costosi dei 5mila € a bottiglia, a cui andrebbero poi aggiunte le spese mensili per il mantenimento dopo il divorzio !