Pienone al Donoma per Emis Killa,
controlli della polizia e ragazzi lasciati fuori.
Angelini: «Se devo chiudere lo dicano»

CIVITANOVA - Folla ieri per il concerto del rapper lombardo, gli agenti della questura e del commissariato hanno verificato il rispetto della capienza. Polemiche perché molti non sono stati fatti entrare nonostante avessero già comprato il biglietto. Il titolare della discoteca: «Verificheremo e nel caso rimborseremo il costo o forniremo un ingresso gratis per la prossima iniziativa. Spero ci sia par condicio nei controlli»

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La folla ieri sera all’ingresso del Donoma

Folla al Donoma per Emis Killa, controlli della polizia e ragazzi costretti a restare fuori anche col biglietto. Lo sfogo di Angelini: «Se devo chiudere, me lo facciano capire: sono pronto a riconsegnare le chiavi del locale».

Una serata da tutto esaurito e anche di più quella di ieri nella nota discoteca di Civitanova. Lo special guest era il rapper lombardo, al secolo Emiliano Rudolf Giambelli. E così nella città costiera sono arrivati centinaia e centinaia di ragazzi, anche da fuori regione, per poter assistere al concerto. Prima della mezzanotte un controllo della polizia, con agenti della questura e del commissariato che hanno verificato in particolare il rispetto della capienza massima, così come previsto dalla licenza. Vedremo se verranno contestate delle irregolarità o meno. Di sicuro, molti ragazzi che avevano acquistato il biglietto in prevendita, non sono stati fatti entrare perché il locale era pieno. E questo oggi ha scatenato un vespaio di polemiche.

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Daniele Maria Angelini

Il titolare Daniele Maria Angelini dice la sua. «Si ieri c’è stato questo inaspettato e massiccio controllo della polizia per evitare che entrassero più persone di quelle previste dalla licenza, cioè un migliaio – spiega Angelini – Questo ha fatto sì che all’esterno si creasse qualche attimo di panico, qualche spintone tra chi stava aspettando fuori. E’ possibile che qualcuno non sia stato fatto entrare nonostante il biglietto già pagato, verificheremo e nel caso rimborseremo il costo del biglietto o forniremo un ingresso gratis per la prossima iniziativa. Io rispetto le forze dell’ordine e anzi li ringrazio per il lavoro che svolgono, con loro c’è stato sempre un rapporto di collaborazione e hanno dimostrato sempre equilibrio nei nostri confronti. Mi auguro però che non ci sia una convention ad excludendum per il Donoma, spero ci sia una par condicio nei controlli. Perché magari chi non è stato fatto entrare qui è andato in altri locali». 

«Sono un po’ amareggiato e come me tutte le persone che lavorano nel locale, anche ieri m’hanno detto che così è difficile lavorare perché ci sentiamo sempre sotto i riflettori – continua Angelini – Noi ce la mettiamo tutta, cerchiamo di rispettare la capienza, teniamo i prezzi bassi per permettere a tutti i giovani di divertirsi, rispettiamo le regole e diamo lavoro almeno a una sessantina di persone a serata. Siamo riusciti a migliorare, rispetto al passato, anche la situazione all’esterno del locale per creare meno problemi possibili ai cittadini. E infatti ieri la presenza di molti genitori che hanno accompagnato i propri figli è stata identificativa del fatto che il Donoma è un locale sicuro. Detto questo, mi si faccia capire però se devo chiudere, perché io sono pronto a riconsegnare la chiavi del locale alla famiglia Longhi. Io non vivo di Donoma, ma credo che sia una struttura che dà vanto alla città e all’intero territorio, per cui secondo me andrebbe salvaguardata. Come è stato detto ieri al convegno sulla tossicodipendenza, Civitanova ormai è il centro di un comprensorio di 250mila abitanti, allora bisogna capire se c’è la volontà di farla restare punto di riferimento turistico-ricreativo oppure no, altrimenti chiudiamo le attività e via».

(redazione Cm)

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