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Intesa, chiude la filiale di via Carducci
Nuovi arrivi in corso Cavour

CREDITO - Il trasferimento dei clienti a giugno ma saranno i correntisti di corso Cavour a dover cambiare Iban. Intanto c'è un progetto per nuovi locali di fronte alla sede della banca

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La filiale di via Carducci

di Alessandra Pierini

Entrare nella filiale di una banca oggi è molto diverso dall’epoca pre Covid: sportelli semi vuoti, pochissime persone in attesa ma per tanto tempo quasi che le si voglia scoraggiare. Meno filiali fisiche e sempre più virtualità è in effetti l’approccio comune. Non fa eccezione Banca Intesa che scoraggia sempre più operazioni direttamente allo sportello e si muove a lunghi passi verso la digitalizzazione del servizio tanto che, nei giorni scorsi, si è distinta per aver “rottamato” i libretti degli assegni, sostituendoli con bonifici istantanei e ordinari.

Meno operazioni e meno filiali anche a Macerata. La provincia era stata interessata già in passato da chiusure di filiali durante i vari passaggi da un istituto di credito all’altro. In linea col percorso intrapreso un paio di anni fa quando Intesa ha rilevato Ubi, arriverà a giugno la chiusura della filiale di via Carducci con trasferimento dei clienti nella filiale di corso Cavour. Con una particolarità. L’ennesimo cambio di Iban che avviene ogni volta che si cambia filiale, non interesserà questa volta i conti stanziati in via Carducci ma invece quelli di corso Cavour.

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La filiale di corso Cavour

Intesa prevede di rafforzare e potenziare in questo modo la filiale di corso Cavour, lato sinistro, quella per intenderci di fianco al bar Delizie. Impossibile non notare però che c’è movimento anche dall’altro lato della strada nei locali che in passato hanno ospitato diversi istituti bancari. Lì lavorano quei dipendenti Intesa che fanno capo a strutture centrali ma ci sarebbe anche un progetto importante in ballo che potrebbe rappresentare un notevole flusso di persone in quella zona. Al momento non trapela nulla di più.

Intanto Intesa rassicura e sottolinea che il nuovo piano d’impresa prevede un nuovo modello di servizio omnicanale con un’ottimizzazione della rete grazie ad una maggior digitalizzazione dei servizi. «Già oggi il 93% della clientela è multicanale, svolgendo in autonomia la maggior parte delle operazioni di routine ed acquistando online i principali prodotti bancari.

A livello operativo, quando una filiale viene chiusa, la continuità dei servizi e il rapporto con la clientela sono garantiti nella filiale accorpante, dove saranno trasferiti in automatico dalla banca tutti i depositi e conti con relative domiciliazioni di bollette e accredito di stipendi/pensioni. I clienti possono continuare ad usare il medesimo carnet di assegni e le stesse carte bancarie. Per supportare la clientela nel processo di migrazione, Intesa Sanpaolo ha già attivato diverse iniziative di attenzione.

Il modello di servizio della banca prevede – oltre alla rete di filiali fisiche – la presenza di aree self (ad oggi sono 3.400 punti self, con oltre 6.200 macchine in tutta Italia), la filiale digitale, che risponde ai clienti dal lunedì al giovedì dalle 7 alle 24, il venerdì dalle 7 alle 22 e nel weekend e festivi (tutti i festivi) dalle 9 alle 19, il potenziamento dei canali diretti (atm/mta/ib/app), con l’app e il circuito Mooney che comprende circa 45.000 tabaccherie e altri punti operativi in Italia dove si possono ricaricare le schede telefoniche, fare bonifici, pagare bollette, F24 e MAV e prelevare contante fino a 250 euro al giorno».


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