«Non sottopose operaio ad un esame»,
medico prosciolto dal gup:
era accusato di omicidio colposo
MONTE SAN GIUSTO - Il professionista era sotto accusa per la morte di un dipendente di una ditta di cui era competente. Oggi il giudice ha disposto il non luogo a procedere

Non avrebbe fatto sottoporre un operaio di un calzaturificio di cui era competente ad un esame che avrebbe consentito di scoprire un carcinoma che aveva portato alla morte il lavoratore: prosciolto un medico. Sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata il 69enne Mauro Conti, sangiustese.

L’avvocato Fabiola Cesanelli
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Barbieri, il professionista avrebbe avuto responsabilità nella morte di Livio Conti, maceratese, scomparso a 63 anni il 4 aprile del 2019. L’uomo si era spento a causa di un tumore (che sarebbe dovuto ad una malattia professionale accertata dall’Inail derivante dall’esposizione alle polveri di cuoio naturale e sintetico). La patologia gli era stata diagnosticata il 26 novembre del 2018. Per l’accusa il medico che era competente per la ditta di Monte San Giusto, dove lavorava l’operaio, avrebbe omesso di sottoporre il 63enne a rinoscopia anteriore giudicandolo egualmente idoneo alla mansione lavorativa. La rinoscopia, continua l’accusa, veniva indicata ma non veniva eseguita sin dall’anno 2013. Questo non aveva consentito di evidenziare il tumore già presente. Nel corso delle indagini c’era stata una richiesta di archiviazione da parte della procura, poi opposta dai famigliari della vittima, e che non era stata accolta dal gip. Oggi all’udienza preliminare il giudice Claudio Bonifazi ha disposto il non luogo a procedere per il medico, difeso dagli avvocati Fabiola Cesanelli e Loris Silenzi. L’imputato ha dimostrato di aver fatto sottoporre il lavoratore agli esami dovuti e di non avere responsabilità per la morte del 63enne. I famigliari di Conti si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Pietro Siciliano.
(Gian. Gin.)