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“Sulla stessa barca
Siware, storie di migranti”

POTENZA PICENA - Testimonianze, musica e mostra fotografica all'incontro organizzato dall'Anpi all'oratorio Don Bosco

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L’incontro organizzato dall’Anpi

Incontro ricco di spunti e testimonianze quello svolto dall’Anpi sezione “Scipioni e Cutini” sabato pomeriggio all’oratorio Don Bosco di Porto Potenza Picena, intitolato “Sulla stessa barca – Siware, storie di migranti”.

anpi-potenza-picena2-325x217Alle 17:30 il presidente Luca Manzi ha iniziato salutando i tanti presenti (la sala era così colma che alcuni astanti hanno partecipato fuori, sul terrazzo) ricordando subito la figura dell’indimenticato Claudio Gaetani, docente, attore, presidente dell’Anpi di Civitanova, presente in quella stessa sala, come moderatore, pochi mesi addietro quando l’Anpi locale organizzò un incontro con il regista Giuseppe Piccioni, per parlare del suo film “L’ombra del giorno”, che ha per tematica centrale la presa di coscienza di ciò che realmente è (stato) il regime fascista, una apparentemente silente ma feroce dittatura. In conclusione del suo intervento Manzi ha ricordato pure che il prossimo 25 aprile sarà ancora più sentito e carico di eventi perché celebrato con la scuola media di Potenza Picena, che sul solco del Percorso della memoria tracciato l’anno scorso dall’Anpi cittadina, che collaborerà al progetto in quanto agente formativo accreditato dal Miur, saranno gli stessi alunni i protagonisti che narreranno le vicende, entrando pienamente nella Storia: una intera giornata di festa di e per tutti, nessun escluso. Presente in sala anche il sindaco Noemi Tartabini che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, rallegrandosi per una così cospicua affluenza anche da località limitrofe e non, il presidente dell’Anpi Provinciale di Macerata Francesco Rocchetti, la vice presidente Lucrezia Boari, la presidente dell’Anpi di Macerata Chiara Bonotti e una rappresentanza di Officina Universitaria.

L’incontro poi è entrato nel vivo,  condotto da Cinzia Canale del direttivo Anpi (a lei si deve tale iniziativa, per aver mantenuto con i protagonisti, costantemente, i contatti), la quale ha introdotto il primo dei relatori, Osemudiamhen Ochemhen detto Osas, un giovane nato nel villaggio di Esan in Nigeria e che ha deciso, in un tragico viaggio della speranza “Siware”, appunto, nel 2015, a soli 15 anni, di partire per raggiungere le coste italiane, dopo un lunghissimo periodo di deprivazione e schiavitù, perché di questo si tratta, e poi approdare, finalmente in Italia, nelle Marche, dove attualmente risiede. Sta concludendo il corso per diventare operatore socio-sanitario, perché vuole, ci tiene a dire, ripagare chi lo ha aiutato, suffragato per questo da una grande fede cristiana. Le sue traversie le ha testimoniate e scritte, con Diana Montedoro, in un toccante libro presentato per l’occasione “Siware, il viaggio di Osas” che ha ispirato il titolo dell’evento (per informazioni si può scrivere in merito a: oochemhen@gmail.com). Altro protagonista è stato Tommaso Basilici, membro dell’equipaggio sui mezzi di st. John Ambulance, soccorritore del 118 e tecnico e coordinatore di ricerca del soccorso alpino, da sempre implicato nel grande mondo dei movimenti, dalle lotte per la casa, ai mezzi di comunicazione indipendenti, dall’attivismo delle libertà digitali, ai supporti legali. Quest’anno Basilici ha partecipato alla missione 12 sul mar Jonio per l’organizzazione Mediterranea (human saving) è ha spiegato come e quando ha tratto in salvo, con altri colleghi volontari, vite umane, oltre poi affrontare questioni legislative che legano accordi, come il “Memorandum” tra Italia e Libia. Questo trattato chiamato “Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana” firmato nel 2017, ha continuato Basilici, non ha nessuna efficacia in una terra, come quella della Libia, in guerra civile da ben oltre dieci anni.

anpi-potenza-picena1-325x246«Lo conferma l’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani – spiega l’Anpi – che giudica tale accordo “disumano”, poiché nei centri di detenzione arbitraria per i migranti presenti in Libia si commettono abitualmente atti di tortura, e privazione dei più elementari diritti, come ha confermato Osas, che lo ha vissuto in prima persona». Dal pubblico hanno domandato poi che cosa si prova quando si incrociano in mare gli occhi dei sopravvissuti e Basilici ha risposto che l’emozione in quei momenti potrebbe pregiudicare la missione, tante sono le meticolose procedure da attuare per portare in salvo tutti, poi una volta al sicuro, l’emozione arriva ed è meraviglioso veder mutare un essere umano, appena scampato al pericolo di vita, pericolo durato anche interi lunghi anni, riprendere a poco a poco la dignità di essere libero, seppur con molte incertezze sul proprio futuro, sul calpestio della nave che finalmente lo porterà davvero in un “Porto sicuro”.

A intervallare questi momenti c’è stata la voce della cantautrice Serena Abrami, voce della band “Leda”, che ha alle spalle collaborazioni con grandi nomi della canzone d’ autore italiana. Ha partecipato a Sanremo e ha da poco terminato la scuola di Alta Formazione “Malagola” del Teatro delle Albe di Ravenna. Serena ha dato voce a canti sull’immigrazione, lasciando gli astanti semplicemente estasiati, con canti sublimi della tradizione siciliana ed europea. E a corollario di questo appuntamento c’è stata l’esposizione fotografica del reportage di Marialuisa Cortesi sui momenti salienti del salvataggio in mare con la “Rescue Island”. La Cortesi che per molti anni ha lavorato nella moda, si occupa della formazione dei giovani al linguaggio visuale e dedica lunghi periodi ai viaggi, alle letture e alle vicende di persone e territori che le permettono di interagire in vari contesti. I suoi lavori sono esposti in mostre, festival nazionali e gallerie internazionali e pubblicati in riviste come Vanity Fair, Internazionale e quindi gli organizzatori sono grati per aver arricchito ancora di più questo incontro pubblico con i suo scatti eloquenti. In attesa dei prossimi eventi dell’Anpi di Potenza Picena, per chi volesse informazioni e per tesserarsi può scrivere a scipioniecutini@gmail.com


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