«Alluvione, Acquaroli fa lo scaricabarile
sulla pelle dei dipendenti della Regione»

ATTACCO del consigliere regionale dem Romano Carancini, dopo la scelta del governatore di istituire una commissione tecnica per valutare eventuali responsabilità: «Non è capo, scappa dalle responsabilità, non riconosce l’onere e l’onore di governare tutta la struttura regionale e prende le distanze dai propri dipendenti»
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Romano Carancini, ex sindaco di Macerata e consigliere regionale del Pd

«Il post di stamattina del presidente della Regione Marche, che riporto qui sotto, crea un moto di sdegno che non può essere taciuto, nonostante questo sia ancora il momento del dolore». Sono le parole del consigliere regionale dem Romano Carancini, che punta il dito contro il governatore Francesco Acquaroli. Stamattina, infatti, il presidente della Regione ha fatto sapere tramite un post su Facebook che istituirà una commissione tecnica interna per verificare eventuali responsabilità nelle procedure adottate per fronteggiare la tragica alluvione che ha devastato parte dell’Anconetano e del Pesarese.

«Prima delle Commissioni tecniche, prima delle inchieste della magistratura, prima di ogni indagine – aggiunge Carancini – ci sono le responsabilità politiche, caro presidente Francesco Acquaroli. È lui la prima persona che, rispetto a quanto accaduto il 15 settembre nelle Marche, avrebbe dovuto sentire il dovere dell’autocritica pubblica, esplicita, semplice, senza se e senza ma, perché è stato evidente fin da subito che qualcosa non ha funzionato. Avrebbe dovuto farsene carico per il ruolo rivestito di guida della Regione. È lui che avrebbe dovuto avere il coraggio e la personalità di chiedere al proprio assessore Aguzzi, dopo le dichiarazioni di quest’ultimo, di fare immediatamente un passo indietro perché, sopra ogni altra cosa, non è accettabile leggere che lo stesso assessore, per esercitare le proprie importanti responsabilità di Protezione civile, nella consapevolezza dei minuti drammatici in cui si stavano decidendo le vite delle persone, dal dibattito elettorale a Senigallia prima è tornato a Fano per indossare il giaccone della Protezione civile e solo dopo è andato nella sala operativa di Ancona».

«È lui, il presidente della Regione Marche – continua ancora il consigliere dem – che con il post pubblicato non avrebbe dovuto spostare l’attenzione dell’opinione pubblica verso le eventuali responsabilità dei propri dipendenti per quanto successo. Non certo perché non debbano essere verificati i comportamenti di tutte le persone coinvolte e delle strutture competenti, quanto piuttosto perché, sentendo l’esigenza di divulgare un post sull’istituzione di una commissione tecnica “per evidenziare eventuali disfunzioni e responsabilità”, ancora una volta, anche nella tragedia, sceglie di fare lo “scaricabarile” dando in pasto ai cittadini il messaggio che le responsabilità non sono le sue, ma di altri. Francesco Acquaroli è un governatore che non è capo, che scappa dalle responsabilità, che non riconosce l’onere e l’onore di governare tutta la struttura regionale e quando un’Istituzione, quella che lui stesso incarna, prende le distanze dai propri dipendenti, non è un’Istituzione. Questo è solo l’ultima storia, la più drammatica, di un governo regionale che da quasi 2 anni ha imposto questa filosofia. Il modello delle destre nelle Marche è questo».

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