Acquedotti, 78 milioni alle Marche
ma il Maceratese resta a secco:
nessuna domanda dai gestori

MACERATA - Nessun progetto presentato dall'Aato 3 e dagli amministratori locali per il bando del Pnrr finalizzato a contenere le perdite nella rete. La causa? Le varie municipalizzate non hanno trovato un accordo. Eppure i dati Arera dicono che a Civitanova c'è un percentuale di dispersione pari al 40%
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di Luca Patrassi

Dal Pnrr 78 milioni alle Marche per progetti finalizzati alla riduzione delle massicce perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio. Dei 606 milioni erogati per investimenti in Italia, il 13% andrà alle Marche: 19,5 milioni di euro a Marche Multiservizi di Pesaro; 23 milioni alla rete idrica di Viva Servizi e riguarderà i comuni di Ancona, Falconara, Senigallia, Jesi, Fabriano, Matelica e Sassoferrato. Altri 19,5 milioni andranno al Ciip, per il territorio di Ascoli Piceno, 5,9 milioni al Tennacola, per il Fermano e alcuni Comuni del Maceratese. Manca la provincia di Macerata, non un euro.

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Massimo Principi, direttore Aato3

Possibile che la Regione guidata dal maceratese di Potenza Picena Francesco Acquaroli abbia dimenticato Macerata finanziando progetti di tutti gli altri territori ed escludendo il nostro? No. Accade semplicemente che i nostri amministratori locali non hanno nemmeno fatto la domanda di partecipazione al bando multimilionario in questione facendo perdere al territorio parecchi milioni di euro che sarebbero stati destinati alla sistemazione della rete idrica che perde quote consistenti della risorsa trasportata. Possibile? Sì, possibile. Lo dicono i fatti, fondi multimilionari a tutti ma non alle municipalizzate e ai consorzi che si occupano di gestire il settore idrico nei Comuni di riferimento dell’Aato 3, vale a dire larghissima parte della provincia di Macerata. Cosa è accaduto?

La motivazione ufficiosa è talmente paradossale che suscita persino imbarazzo a scriverla. Giusto per sgomberare il campo dagli equivoci, la responsabilità non è della dirigenza dell’Aato 3, guidato dal direttore Massimo Principi, che anzi ha pronto da un pezzo un importante progetto al quale mancava solo un dettaglio: i finanziamenti. Per presentare il piano, la dirigenza dell’Aato avrebbe dovuto avere il placet dei diversi gestori maceratesi, visto che tra i requisiti del bando Pnrr c’è la gestione di almeno 2200 km di rete idrica. La responsabilità non è nemmeno dei sindaci, alcuni di essi, fino a ieri, nemmeno erano a conoscenza del bando e della storica occasione persa. Sarà interessante conoscere il pensiero del sindaco di Macerata e presidente della Provincia Sandro Parcaroli.

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Il trasporto acqua per i pascoli in quota

Il motivo della mancata presentazione della domanda per l’accesso ai finanziamenti previsti dal Pnrr è legato al fatto che le tante municipalizzate, alcune anche mini, da Macerata a Civitanova passando per Tolentino e Recanati (Apm, Atac, Astea per citarne alcune) non hanno ritenuto di farla, non si sono sedute al tavolo – chi a destra, chi a sinistra –  per raggiungere un accordo e presentare insieme il progetto che appunto aveva tra i requisiti necessari un dimensionamento minimo che da soli Apm, Astea e Atac non raggiungono. Dunque, avanti a tutto gas (è una battuta, che rende però l’idea di quali siano i costi per i cittadini di simili comportamenti) con l’ipermunicipalismo, con il il posticino in consiglio di amministrazione e una remunerata poltrona da presidente e da direttore. Ovviamente, se ci fosse, i presidenti delle varie municipalizzate e società di gestione, da Massimo Belvederesi per l’Atac di Civitanova a Gianluca Micucci Cecchi dell’Apm di Macerata passando per Fabio Marchetti dell’Astea di Osimo/Recanati, possono spiegare il motivo di questa azione che ha determinato per la provincia maceratese un bagno colossale.

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Angelo Sciapichetti

Un aiuto a capire lo offre l’ex assessore regionale ed ora segretario provinciale del Partito Democratico Angelo Sciapichetti: «Nel 2015 proposi di arrivare a un gestore unico del settore idrico, come accade quasi ovunque: mi accusarono di voler svendere i beni del nostro territorio, ad iniziare dall’allora sindaco di Recanati Francesco Fiordomo che poco dopo divenne presidente dell’Aato3 ed assicurò che nel successivo mese di giugno avrebbe ridotto a uno i gestori maceratesi del servizio idrico. Sono inutilmente passati sette anni. Ora vediamo nella pratica cosa significa ritrovarsi con questa situazione, con tanti piccoli gestori non si realizzano grandi investimenti». Infine una piccola annotazione: da mesi, in riferimento all’Aato3, i partiti parlano sempre e solo del presidente da nominare. Poi magari sfuggono decine di milioni del Pnrr, magari chi ha contribuito a questo flop verrà promosso presidente. Il maggior beneficio dell’investimento con i fondi del Pnrr sarebbe stato per Civitanova che, secondo i dati Arera, ha una dispersione della risorsa idrica di oltre il 40% e in questi tempi di siccità è un altro elemento allarmante .



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