Soldi per far spostare una squillo,
gli arrestati: «Nessun tentativo di estorsione»

PORTO RECANATI - Oggi ci sono stati gli interrogatori di garanzia in tribunale. Entrambi hanno negato le contestazioni, il 37enne Tetta: «E' stato il commerciante a mostrare una pistola»
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L’avvocato Simone Santoro

 

di Gianluca Ginella

«Non c’è stato nessun tentativo di estorsione», concetto espresso questa mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia dai due uomini arrestati dai carabinieri ieri. Viene contestato loro di aver cercato di ottenere mille euro da un commerciante che vive a Porto Recanati. Oltre all’interrogatorio, per uno degli arrestati, Pierluigi Tetta, 37 anni, residente a Potenza Picena, c’è stata anche la convalida dell’arresto (al momento dell’esecuzione della misura cautelare in carcere sono stati trovati 67 grammi di cocaina nella casa). Tetta durante la convalida ha negato tutto, ha detto di essere stato contattato dal commerciante che aveva il problema di una prostituta che sostava davanti alla sua abitazione e gli avrebbe chiesto se poteva darle dei soldi in modo che si spostasse da un’altra parte.

«Sono andato a casa sua (con lui c’era anche Cataldo Cicciù, 37, il secondo arrestato, ndr) per prendere un caffè – ha detto Tetta -. E lui ci ha mostrato una pistola, dicendo “non vi do niente”. Allora Cicciù lo ha schiaffeggiato, poi è andato a casa a prendere una mazza da baseball». Con quella, secondo i carabinieri, ha poi colpito il parabrezza del furgone del commerciante. Cicciù «aveva solo accompagnato Tetta, non sapeva niente della richiesta di far spostare la prostituta» dice l’avvocato Simone Santoro, che assiste gli arrestati e ribadisce «non c’è stata nessuna estorsione e nessuna violazione di domicilio». L’arresto di Tetta è stato convalidato dal giudice Giovanni Manzoni, che ha confermato la misura cautelare in carcere. Su questo aspetto l’avvocato Santoro ha già annunciato ricorso al Riesame. Per l’interrogatorio di garanzia di Cicciù e Tetta il giudice Domenico Potetti dopo l’udienza si è riservato sulla richiesta di modifica della misura cautelare in carcere. In aula con l’avvocato Santoro questa mattina erano presenti anche due collaboratrici: Marta Cardarelli e Denise Torresi.

Tentata estorsione a un commerciante: «Paga o ti mettiamo tre prostitute davanti casa»



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