De Mita e il “Patto di San Ginesio”
STORIA - Nel corso di un convegno del 1969, in un periodo in cui si discuteva della nascita delle Regioni, l'ex parlamentare, scomparso il 26 maggio, stipulò con Arnaldo Forlani un accordo per rinnovare la Dc

Ciriaco De Mita
di Ugo Bellesi
La recente morte di Ciriaco De Mita (26 maggio) ha offerto l’occasione ai quotidiani locali e nazionali di ripercorrere gran parte della storia della Dc in Italia. Ai più è sfuggito un episodio che si verificò a San Ginesio, nel settimo convegno di studio che annualmente organizzava il Circolo politico culturale “Alcide De Gasperi” di cui era presidente l’avvocato Carlo Cingolani (segretario provinciale della Dc era Antonio Vannucchi). Alla vigilia della creazione degli enti Regione quei convegni erano destinati a discutere di queste future strutture. La città-regione fu il nuovo obiettivo per lo sviluppo diffuso delle Marche dove le piccole e medie industrie facessero diventare attrattivo il nostro territorio e non più terra di emigranti. Già si parlava del futuro tracciato dell’Adriatica e il parlamentare Adriano Ciaffi si battè invano per l’arretramento rispetto a quello che fu poi scelto troppo vicino alla costa.
C’è però anche da ricordare che quel settimo convegno di San Ginesio, nel settembre del 1969, fu determinante per creare, nella Dc, una svolta storica. In quella occasione infatti Ciriaco De Mita e Arnaldo Forlani stipularono un patto per rinnovare la Dc. Si chiamò il “patto di San Ginesio” che portò ad un ricambio nella guida della Dc favorendo i “quarantenni” e provocando la divisione della vecchia maggioranza dorotea.
I parlamentari di allora ricordano bene quegli eventi a seguito dei quali Arnaldo Forlani diventò segretario della Dc e Ciriaco De Mita vice segretario. Infatti nell’ottobre del 1969 i dorotei di “Impegno democratico” si divisero in due correnti: quella di Mariano Rumor e Flaminio Piccoli e quella di Giulio Andreotti ed Emilio Colombo. Rumor si dimise da segretario della Dc e al suo posto fu eletto Forlani. Pochi giorni dopo De Mita divenne vice segretario. Fu così che Forlani e De Mita furono chiamati i “gemelli di San Ginesio”.
Ma non va dimenticato che a partire dal 1968 in Italia quegli anni diventarono turbolenti ad iniziare dalle manifestazioni studentesche contro la riforma degli esami di Stato così come era stata proposta dal Ministro della pubblica istruzione Fiorentino Sullo. Proprio per parlare della riforma degli esami di Stato Adriano Ciaffi fu chiamato a tenere un “comizio informativo” all’Istituto industriale di Fermo, dove avevano compiuto gli studi proprio Mario Moretti e i fratelli Patrizio e Roberto Peci che ben presto divennero protagonisti di varie imprese delle Brigate rosse nelle Marche.
Proprio mentre in Cile si verificava il colpo di stato con il rovesciamento del governo Allende, arriviamo al giugno del 1973 quando, nell’ambito di tutte le correnti Dc, si diede vita al “Patto Giustiniani”, siglato da Amintore Fanfani e Aldo Moro, che segnò il ritorno di Fanfani alla guida del partito. Due anni dopo l’onorevole Ciaffi divenne presidente della Regione Marche.
Frattanto in tutta Italia le Brigate rosse erano diventate sempre più violente e anche nelle Marche si ebbe l’assalto alla sede Dc e alla Confapi di Ancona (1976). Si arriva infine al marzo 1978 con il sequestro di Aldo Moro e il ritrovamento del suo cadavere, nel maggio dello stesso anno, nella parte posteriore di un’auto targata Mc.
Erano quelli gli “anni di piombo”, ma solo nel 1981, in occasione del processo in Assise che si tenne in Ancona contro le Br marchigiane, emerse che, tra le varie iniziative, i brigatisti della nostra regione avevano programmato attentati contro qualche esponente Dc delle Marche e si era fatto anche il nome di Adriano Ciaffi. Fortunatamente non se ne fece nulla.