Camion rimosso, rabbia del conducente:
«E’ stato un sopruso, faccio ricorso»

CIVITANOVA - Mercoledì la polizia locale aveva fatto rimuovere da piazza del Tricolore un mezzo pesante. Ma il proprietario contesta: «Ero in regola e lì potevo parcheggiare. Quello non è un marciapiede ma una pertinenza stradale. E' stata un'azione dimostrativa per dare risposta alle lamentele di alcuni genitori»
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Il camion rimosso mercoledì scorso

 

Camion rimosso dalla sede stradale, il conducente presenta ricorso al giudice di pace: «è stato un sopruso, in quella strada non ci sono divieti e quello non è un marciapiede ma una pertinenza stradale in uso al cantiere». A parlare è Paolo Ballatori, camionista civitanovese che l’altro giorno ha saputo dalla notizia su Cronache Maceratesi della rimozione del suo autoarticolato.

La polizia municipale mercoledì scorso ha infatti fatto rimuovere dalla zona vicino alla scuola Anita Garibaldi il suo veicolo verbalizzando che si trovasse sopra al marciapiede e contestualmente ha multato altri due mezzi pesanti.

Il controllo è scaturito dopo una petizione da parte dei genitori della scuola che lamentavano la sicurezza per i pedoni a causa della scarsità di visibilità occultata dai camion. Ma il camionista non ci sta e annuncia ricorso: «è stato un abuso – sostiene – perché il mio camion non era sopra ad un marciapiede, quello è un’area di pertinenza della banchina, non essendo questa delimitata né da striscia continua né da delimitazioni fisiche di alcun tipo ed è un’area a raso del piancito stradale e priva di barriere. Inoltre il mio mezzo era a distanza regolamentare da strisce pedonali e intersezioni e lasciava ben più dei 3 metri di carreggiata previsti dal Codice della strada in caso di veicoli parcheggiati su carreggiata in centro urbano. Rimuovere un mezzo pesante non è esattamente la stessa cosa che rimuovere una utilitaria, il carroattrezzi ha dovuto fare un trasporto speciale e rimuovere mezzi pesanti come il mio possono provocare danni ingenti ad un veicolo che costa centinaia di migliaia di euro. Al momento, ad esempio, riscontro vari errori riportati da varie centraline elettroniche del veicolo, che saranno rettificati ed addebitati a chiunque verrà riconosciuto colpevole. Quello che non mi va giù non è tanto il costo della rimozione, ma il sopruso subito per rispondere a pressioni da parte di genitori, probabilmente visto che il mio camion ha targa straniera avranno pensato di fare un’operazione dimostrativa, peccato che abito nel quartiere Risorgimento da quando ho 8 anni e lì i camion ci sono sempre stati. Se vogliono risolvere la questione ci mettessero un divieto di sosta. A dimostrazione che già il giorno dopo c’erano altri due camion parcheggiati, di cui uno tra l’altro con il rimorchio sganciato su strada urbana pari a un veicolo senza assicurazione,  ma l’azione dimostrativa è stata fatta solo con me».

(l. b.)

Sosta vicino ad una scuola, petizione dei genitori sui tir Un mezzo rimosso dai vigili



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