Mappe storiche agli Antichi Forni,
le rarità di Enzo Fusari in mostra:
«Il mio sogno è un museo»

MACERATA - L'esposizione unica nel suo genere sarà aperta dall'11 al 21 febbraio, ad ingresso gratuito. L'assessore all’Urbanistica, Silvano Iommi: «C’è un preciso progetto di rigenerazione e recupero della ex chiesa di Santa Maria in Torresana. Abbiamo 4 milioni disponibili, lì la collezione potrà avere una giusta collocazione»

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Da sinistra Lanciani, Centioni, Crucianelli, Fusari e Iommi

di Mauro Giustozzi

Macerata e il suo territorio rivissuto attraverso un’esposizione di mappe storiche rarissime collezionate dal maceratese Enzo Fusari, un’autentica chicca per gli appassionati, una mostra unica mai realizzata in passato in città. Saranno gli Antichi Forni ad ospitare dall’11 al 21 febbraio l’esposizione ad ingresso gratuito (con obbligo però di Green pass rafforzato e mascherina) “Macerata e il suo territorio. Antiche mappe e vedute dal XVI secolo all’unità d’Italia”. Organizzata dalla neonata associazione Lutes col patrocinio del Comune di Macerata, dell’Ircr e dell’Ordine degli Architetti della provincia di Macerata la mostra metterà in vetrina 50 mappe originali d’epoca, incise e stampate su carte che fanno parte della collezione privata dell’architetto Enzo Fusari che ne ha complessivamente oltre 200 di queste mappe che riguardano anche il resto della regione Marche.

presentazione-mappe-storiche-macerata4-325x183«Questa è la prima iniziativa che organizziamo come Lutes – ha esordito Massimo Crucianelli, presidente dell’associazione nata sul finire del 2021 – la cui finalità è quella di fare attività culturale a favore della città. Lo facciamo con un evento particolare ed inedito per Macerata grazie ad un appassionato di mappe e cartografia come Enzo Fusari che nel tempo è diventato un collezionista di riferimento: ha iniziato trenta anni fa ad acquistare le prime carte della città di Macerata, allargando poi la ricerca alla provincia ed a tutto il territorio regionale. Come detto in passato Lutes non vuole sovrapporsi ad altre iniziative di associazioni maceratesi ma integrarle attraverso proposte culturali diversificate. Non a caso abbiamo avviato da tempo un dialogo con il Comune, la Fondazione Carima, l’Università di Macerata e l’Accademia di Belle Arti per realizzare un grande e bel progetto per la nostra città che intendiamo attuare nei prossimi mesi». Attraverso la cartografia antica si possono leggere i cambiamenti e le evoluzioni dei territori. Inoltre attraverso la vedutistica antica si può leggere l’evoluzione urbanistica di tanti comuni, ben 32 quelli di cui Fusari ha mappe antiche, di cui nove sono collocati nella nostra provincia e sono Camerino, Cingoli, Macerata, Civitanova, San Severino, Tolentino, Treia, Visso e Recanati-Loreto, questi ultimi un tempo accomunati.

«Mi sono appassionato alla storia tramite queste mappe che ho iniziato a collezionare trenta anni fa – ha detto Enzo Fusari -. Le incisioni storiche fanno emergere una storia non conosciuta che indica la grandezza culturale e politica che hanno avuto le città nell’epoca in cui le carte vennero stampate, non una storia scritta ma disegnata. Pensate che poter realizzare una veduta a ‘volo di uccello’ non era affatto facile e, inoltre, era anche costoso quindi non tutti i comuni erano in grado di commissionarle. Ebbene Macerata ne ha quattro, in cui si può notare lo sviluppo urbano dalla metà del Cinquecento alla metà del Seicento, a testimonianza dello spesso e del valore della città. Il mio sogno è in futuro un piccolo museo dove poter conservare queste mappe antiche: alcuni piccoli comuni me lo hanno proposto ma il mio desiderio è che ciò avvenga a Macerata».

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Da sinistra Crucianelli, Fusari e Iommi

La mostra si sviluppa partendo dalla Tavola Peuntingerina incisione originale del XVII secolo e passa poi al Planisfero dell’Ortelio all’Italia Tolemaica allo stato della Chiesa al territorio regionale del XVI secolo . Sulle mappe moderne, quelle del XIX secolo emergono i vari mutamenti dei confini regionali e provinciali, dalle mappe del periodo napoleonico a quelle del periodo delle delegazioni nello Stato della Chiesa sino all’unità d’Italia.

A raccogliere l’appello di Fusari è giunto l’assessore all’Urbanistica comunale, Silvano Iommi. «C’è un preciso progetto di rigenerazione e recupero della ex chiesa di Santa Maria in Torresana da trasformare in edicola votiva incastonata in una nuova struttura vetrata da adibire a casa del parco e museo iconografico della storia urbana della città – ha ribadito Iommi -. Abbiamo 4 milioni disponibili per cui invito l’amico Fusari ad aspettare ancora un po’ perché lì la sua collezione potrà avere una giusta collocazione. Per quanto concerne invece la mostra agli Antichi Forni è un’esposizione unica, dal dopoguerra in poi non c’è mai stata a Macerata e questo sarà un motivo in più per invitare i cittadini a visitarla perché racconta l’identità e l’evoluzione del territorio e della popolazione picena che l’ha abitato. Si tratta di una mostra di assoluta qualità ed unicità frutto del certosino lavoro di collezione che è stato portato avanti in tanti anni da Enzo Fusari. Da parte del Comune non poteva non esserci questa vicinanza e sostegno perché riteniamo che si tratti di un’importantissima iniziativa».

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Alla presentazione hanno partecipato anche Vittorio Lanciani, presidente dell’Ordine provinciale degli Architetti che ha dato il patrocinio ed ha ribadito come «sia un dovere da parte dell’Ordine sostenere le attività culturali portate avanti dai nostri iscritti. Fare cultura oggi è difficile ma questa è un’occasione interessante perché guarda al passato ma si rivolge anche al futuro della nostra professione con prospettive sempre più legate alla rigenerazione urbana più che al consumo di suolo». Infine Giuliano Centioni, presidente dell’Ircr i cui locali hanno ospitato la presentazione, ha sottolineato come «grazie alla partecipazione all’associazione Lutes stiamo lavorando su più fronti che hanno al centro la città di Macerata. Ne è un esempio questa mostra così come un progetto di rivalutazione del parco di Villa Cozza che rappresenta il bosco urbano della città, ha tante potenzialità che vogliamo sfruttare attraverso l’organizzazione di iniziative a scopo sociale e culturale che illustreremo nei prossimi mesi». La mostra sarà visitabile tutti i giorni con orario 16-20.


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