Case Erap a Palazzo Ciccolini,
«C’è il vincolo della Soprintendenza»

CIVITANOVA - L'ingegnere Giorgio Medori sui fondi ministeriali per la creazione di 19 appartamenti di edilizia pubblica nell'immobile storico della città alta: «non si faranno, per legge devono avere altra destinazione»
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Giorgio Medori

 

Fondi per realizzare 19 appartamenti Erap a Palazzo Ciccolini, l’ingegnere Giorgio Medori smorza gli entusiasmi: «non si faranno, c’è il vincolo della Soprintendenza e per legge devono avere altra destinazione, non è possibile farci appartamenti».

Il riferimento è alla notizia diffusa qualche settimana fa dalla Regione e dal Comune dell’arrivo a Civitanova di 6,5 milioni di euro per realizzare, fra Comune e Erap, 37 appartamenti di edilizia residenziale pubblica.

Di questi, 19 dovrebbero sorgere all’ex palazzo Ciccolini di Civitanova Alta, struttura del 1600. Per questo intervento la Regione ha previsto 2 milioni 685mila euro, ma l’ingegnere Giorgio Medori attraverso alcune verifiche sugli atti sostiene che per quell’immobile l’intervento è impossibile: «risulta chiaro che stravolgere anche solo gli interni non è minimamente pensabile e progettabile per conservare la memoria storica del bene tutelato che ovviamente deve essere soggetto ad un intervento di restauro filologico conservativo oltre all’aspetto edilizio anche con funzioni appropriate, tipo museo, archivi storici di qualsivoglia genere, aule per didattica, uffici pubblici come ad oggi B4 e non residenziale. Quindi il mio intervento oltre ad applaudire ai fondi ministeriali agguantati, è volto a fare presente alla città e ai politici che purtroppo nel in caso in oggetto giustamente i fondi non saranno utilizzabili cosi come progettati cioè per 19 mini appartamenti ma secondo le linee guida di tutti i beni storici tutelati – sostiene Medori – a maggior ragione poi dal decreto legge del piano di ripresa e resilienza si evince che gli immobili in oggetto devono essere liberi da qualunque vincolo mentre il bene in questione ha il vincolo della Soprintendenza».

E altra opera pubblica finita sotto la lente del solerte ingegnere civitanovese è il parcheggio che dovrebbe sorgere nell’ex area Anconetani all’interno del porto: «la volontà di chiedere in concessione al demanio l’area Anconetani che è ancora sub iudice al Consiglio di stato per un parcheggio per la città che risulterebbe un enclave accessibile solo su via Leonardo da Vinci  sembra essere una mossa elettorale estemporanea priva di una chiara visione organica del futuro piano particolareggiato del porto ancora da progettare per poi adottare ed approvare in consiglio comunale».

Case popolari, 6,5 milioni a Civitanova «Realizzeremo 37 appartamenti»



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