«Accesso al credito per le imprese:
non è il momento di restringerlo»

MACERATA - Il direttore Cna Massimiliano Moriconi esprime la propria preoccupazione per l’introduzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che lo renderanno ancora più selettivo e complicato
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Massimiliano Moriconi

«Nelle Marche come nel resto d’Italia, nel corso dell’anno pandemico 2020 abbiamo registrato una consistente crescita del credito bancario nei confronti delle imprese». Il direttore Cna Macerata Massimiliano Moriconi esprime la propria preoccupazione per l’introduzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che renderanno ancora più selettivo e complicato l’accesso al credito per le imprese, specialmente quelle di minori dimensioni. «Alla domanda di finanziamenti, originata prevalentemente da problemi temporanei di liquidità, hanno corrisposto importanti misure di sostegno al credito, su tutte il ricorso alle moratorie e alle garanzie pubbliche da parte delle imprese, e assai favorevoli condizioni di offerta praticate dagli intermediari – sottolinea Moriconi -. Questo ha fatto sì che a dicembre 2020 i prestiti alle aziende marchigiane aumentassero dell’8,2% su base annua, anche se non del tutto equamente tra micro-piccole e medio-grandi imprese. Tuttavia, già nell’anno appena trascorso questa crescita è stata di molto inferiore, solo un +0,6% su scala nazionale». Da qui la preoccupazione, vista anche la recente Legge di Bilancio «che non rassicura affatto il mondo delle piccole imprese – aggiunge il direttore Cna -. Le scelte operate nell’ambito di questa Finanziaria in materia di accesso al credito e di sostegno alla liquidità non sono sufficienti a garantire alle nostre imprese l’ossigeno necessario. La fine della cosiddetta moratoria di stato ed il progressivo riallineamento del sistema pubblico delle garanzie rischiano di trasformare il graduale ritorno alla normalità in una ulteriore morsa per le imprese che impedisce loro di consolidare una ripresa possibile o, addirittura, di compromettere definitivamente chi non è riuscito ancora ad agganciarla».

Il problema è particolarmente sentito nel mondo delle Pmi, tanto che la Cna nazionale, insieme ad altre associazioni, lo ha segnalato attraverso una lettera al premier Draghi. «Abbiamo ricordato al Governo – puntualizza Moriconi – che al 31 dicembre le moratorie a favore del sistema produttivo ancora attive ammontano a un valore superiore a 35 miliardi e da aprile le imprese che hanno contratto nuovi finanziamenti, proprio a valere sulle misure di potenziamento delle garanzie pubbliche, dovranno iniziare a restituire, oltre alla quota interessi, anche ben più corposa quella relativa al capitale. Non è affatto scontato che il sistema delle imprese possa assorbire senza alcun contraccolpo tanto la fine delle moratorie, quanto quella del periodo di preammortamento accordati. Diventa, a nostro giudizio, indispensabile individuare misure e strumenti che consentano alle imprese di gestire al meglio il rientro alla normalità».

Secondo il direttore della Cna di Macerata, sono da ricercare con urgenza alcune soluzioni per accompagnare il sistema produttivo verso l’uscita dalla contingenza negativa. «Una delle priorità è assicurare un allungamento delle esposizioni debitorie, attraverso una misura ad hoc finalizzata a sostenere la rinegoziazione dei debiti, escludendo l’attuale previsione dell’obbligo di erogare credito aggiuntivo». Moriconi suggerisce quindi una delle strade percorribili. «Queste operazioni potrebbero essere supportate dal fondo di garanzia per le Pmi, anche in misura inferiore rispetto a quanto oggi previsto, e in complementarietà con altre forme di garanzia privata. Un ulteriore intervento – secondo la confederazione delle piccole imprese – è l’estensione del perimetro della cosiddetta garanzia pubblica a mercato, con la finalità di intercettare situazioni che, pur dovendo ricorrere alla garanzia per l’accesso al credito, non necessitano di alte intensità di aiuto».

Il direttore Moriconi riconosce, infine, l’utilità degli emendamenti presentanti nel “Mille proroghe” dai deputati marchigiani Morani e Morgoni in favore delle imprese del cratere sismico. «Estendere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per gli immobili inagibili, dell’esenzione della Tosap e congelare per tutto il 2022 altri costi di imprese, famiglie e comuni colpite dal sisma 2016, è indispensabile per non escludere un’intera fetta di territorio dalla piena ripresa che tutti auspichiamo».



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