Articolo1 e Corvatta con Paglialunga,
Morgoni incontra Italia Viva

CIVITANOVA - Le liste di sinistra aderiscono al progetto di centrosinistra commentano la scelta dei 5 stelle: «Accordi fra soggetti contrapposti non portano ad alcun civismo». Dipende da noi chiede maggiori informazioni sulla casa di riposo e propone un incontro pubblico sul tema
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Mirella Paglialunga

 

Articolo 1 e Futuro in comune appoggiano Mirella Paglialunga. Ufficializzata l’adesione delle liste di sinistra al progetto centrosinistra avviato dal Pd. All’indomani della scelta del Movimento 5 stelle le liste di Tommaso Corvatta e Marsilio Marsili chiariscono la loro posizione e commentano la scelta dei pentastellati.

«Si attendeva con pazienza da parte di 5 liste di centrosinistra la decisione del M5S da settimane – dicono – Infatti la nostra lista di Futuro in Comune ed Articolo 1 aveva da tempo aderito alla proposta di candidatura comune con Pd, La nuova città, Civitanova cambia e Dipende da noi. Queste liste hanno scelto complessivamente di dimostrare una vera trasparenza che non può essere perseguita con gli assembramenti di soggetti eterogenei da sempre contrapposti culturalmente. Quest’ultimo è il punto sulle considerazioni di scelta politica: è stato dimostrato plasticamente in questi anni di disorientamento politico-istituzionale, di demagogia spinta senza alcun minimo di coerenza, che gli accordi tra soggetti per natura contrapposti non portano ad alcun civismo né quindi ad alcun vero servizio nei confronti della cittadinanza ed in particolare di quella cittadinanza che richiede alla politica giustizia sociale».

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Il candidato Vinicio Morgoni

Sul fronte delle alleanze anche la lista del candidato Vinicio Morgoni La nostra città ha iniziato una serie di interlocuzioni con altri soggetti: nei giorni scorsi primo incontro conoscitivo col neonato gruppo civitanovese di Italia Viva.

Entra nel merito delle scelte amministrative dell’attuale giunta Dipende da noi che chiede spiegazioni sull’avviso pubblicato dal Comune per ricercare partnership imprenditoriali finalizzate alla realizzazione di una casa di riposo: «A maggio si era parlato della vendita di villa Letizia dove ad oggi alloggiano 56 persone non autosufficienti e con demenza. Sono posti letto convenzionati e gestiti dall’istituto Paolo Ricci. Ora il rischio della vendita dell’immobile sembra essere scampato, ma non è chiaro a quali altre strutture comunali si stia pensando. Quale sarà la destinazione di Villa Letizia? Questa struttura va riqualificata come casa protetta di impostazione comunitaria e non certo lasciata alla speculazione privata. Non è chiaro quale sia l’obiettivo dell’amministrazione comunale. A quali bisogni si intende rispondere, solo per persone anziane? autosufficienti, non autosufficienti, con demenza?  e sulla base di quale rilevazione? L’ipotesi di realizzare strutture di questo tipo richiama uno dei punti scoperti più dolorosi nella gestione pubblica dei problemi collettivi dei cittadini ed è l’inadeguata risposta alle esigenze delle persone anziane non autosufficienti e delle loro famiglie».

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Il professor Roberto Mancini, che guida il movimento Dipende da noi

«Non è assolutamente possibile – continua il movimento – ritardare nel dare una risposta oppure credere di risolverla con megastrutture da centinaia di posti, che sono come strutture di concentramento invece che dignitosi luoghi di vita. Le persone anziane non autosufficienti non sono cose da stipare dentro scatoloni dove perdono dignità, calore umano e vita di relazione. Occorre rispondere alle esigenze delle persone anziani non autosufficienti primariamente attraverso il potenziamento del sostegno alla domiciliarità e quando sia necessario risposte residenziali queste devono essere di natura comunitaria dove siano assicurati una cura e un rapporto a misura di persona per anziani che già devono subire lo sradicamento, la solitudine e spesso la malattia. Perciò è del tutto sbagliato il progetto della giunta Ciarapica che ipotizza una struttura sociosanitaria di 110-120 posti. Prima di ogni altra considerazione bisogna escludere l’idea di costruire una sorta di struttura di concentramento di massa, alle persone anziane non autosufficienti servono residenze comunitarie di vera accoglienza e cura. Organizzeremo entro febbraio – conclude il movimento – un incontro pubblico per ascoltare le famiglie e gli specialisti del settore così da precisare, coinvolgendo gli assessori comunale e regionale competenti, un progetto di intervento serio, adeguato e rispettoso delle persone».



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