“Istinti”, la prima personale
del pittore Riccardo Riccucci

L'ARTISTA sarnanese esporrà le sue opere dal 19 al 27 giugno nella "Sala Imperatori" in via Oberdan a Porto San Giorgio

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Magma, una delle opere di Riccardo Riccucci

 

Verrà inaugurata il 19 giugno nella “Sala Imperatori” in via Oberdan a Porto San Giorgio la mostra “Istinti” dell’artista sarnanese Riccardo Riccucci. L’esposizione patrocinata dal comune del fermano, aperta al pubblico fino al 27 giugno dal lunedì al venerdì a partire dalle 18, sabato e domenica a partire dalle 12, raccoglie le 14 opere realizzate dagli inizi della sua attività. Dopo due collettive, una a Venezia e a Roma l’anno scorso, è la prima personale del pittore.

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Riccardo Riccucci

Dalla descrizione, a cura dell’Archivio Monografico dell’arte italiana, si evincono i motivi per i quali l’appuntamento è di quelli da non perdere: «L’arte di Riccucci, pienamente espressa nelle opere esposte, nasce dalla povertà più pura degli elementi, come una tavola in legno, una colata di resina, una bacchetta in plastica per modellarla, uno straccio consunto per accompagnarla, per poi trasformarsi in ciò che di più magnifico un essere umano possa permettersi: vivere un’emozione. All’interno dei suoi quadri, con capacità intuitiva, l’artista coglie visioni che valorizzano il senso di contemporaneità; la sua ricerca pittorica esalta note cromatiche caratteristiche che determinano un linguaggio espressivo originale ottenuto dalla tecnica usata con padronanza esecutiva. Vagando nella mente, l’artista ci racconta emozioni e sensazioni, esprimendo la sua personale comunicazione con il mondo attraverso una tecnica pittorica ricca e ben equilibrata, dove emergono effetti di notevole caratura artistica. Le forme sembrano muoversi all’interno dell’opera, diventando simbolo di un pensiero in continuo movimento e mutamento».

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Cigno giallo

Ed ancora: «L’arte di Riccardo Riccucci nasce dalle sue esperienze di vita, dai suoi valori, dalla profondità e dalle innumerevoli sfumature dell’animo umano. L’artista sperimenta una forma di pittura che ha il compito di scavare nella mente dell’individuo, la sua opera diventa una sorta di libro aperto, una narrazione delle emozioni, deliziose o turbolente, che prova con la parte più profonda del suo Io. Nelle sue opere affiorano energie misteriose, abitate da una sorta di misticismo onirico o spirituale dove convergono linee, colori, forme astratte, reali o geometriche, un intreccio di lineamenti, configurazioni ben delineati nati da una grande spontaneità e creatività. La sua pittura è istintiva, materica e ricca di esperimenti tecnici ed introspezione, dove subentrano elementi essenziali per una continua e ricercata evoluzione personale. Il colore è la fonte essenziale dell’opera di Riccucci, coinvolgendo psicologicamente lo spettatore attraverso un movimento determinante ed incisivo che l’artista ottiene mediante lo spessore e la lucentezza della resina».

 

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