Manca il numero legale,
il Consiglio “fiume” rinviato
CORRIDONIA - All'ordine del giorno c'erano 18 punti, le minoranze avevano chiesto di rinviare ma invano. Poi è stato un capogruppo di maggioranza a lasciare. Nelia Calvigioni: «E' stata un'assise molto articolata e discussa, ma il piano delle opere pubblico è vuoto di contenuti: mancano le scuole»

Nelia Calvigioni
La minoranza chiede il rinvio del Consiglio per i troppi punti all’ordine del giorno, la richiesta viene negata, ma alla fine a notte fonda è un consigliere di maggioranza a lasciare l’assise e a far mancare di fatto il numero legale. E’ quanto successo ieri sera a Corridonia, dove all’ordine del giorno dell’assise c’erano ben 18 punti, tra cui vari regolamenti, il bilancio, il Dup, il piano delle opere pubbliche e alcuni argomenti portati dalla minoranza: tra cui una mozione sulla futura discarica provinciale che vede in Corridonia uno dei probabili siti e la cittadinanza onoraria al Milite ignoto. Già durante la precedente riunione dei capigruppo, le minoranze avevano chiesto la possibilità di dividere il Consiglio in due sedute, visti i tanti punti all’ordine del giorno, ma la richiesta era stata bocciata, con la promessa però che l’assise si sarebbe potuta sospendere in diretta qualora ci si fosse resi conto che i tempi erano stretti. Così ieri sera, con il Consiglio che è iniziato alle 21,15, verso mezzanotte è arrivata la prima richiesta di sospensione, che è stata negata. La discussione è quindi continuata fino alle 2 quando, poco prima di approvare il Dup 2021-2023 e il bilancio di previsione (poi comunque approvati), è stato il capogruppo di maggioranza Mauro Vecchietti (Pensare Corridonia) ad abbandonare il Consiglio. Facendo così di fatto mancare il numero legale di lì a poco, visto che poi anche i consiglieri di opposizione hanno lasciato l’assise. Si riprenderà dunque stasera con all’ordine del giorno alcuni regolamenti e la mozione sulla discarica della minoranza. «E’ stata un’assise molto articolata e discussa – commenta l’ex sindaco e presidente del Consiglio Nelia Calvigioni, ora all’opposizione – Il piano delle opere pubbliche è però vuoto di contenuti, perché dei progetti di tre scuole su cui si sarebbe potuto discutere, ne è rimasto solo uno, per cui per altro c’è ancora solo uno studio di fattibilità con molte criticità: la nuova scuola Manzoni all’ex mattatoio. Sulla scuola di via Martiri della Libertà, infatti, spiace constatare che si è avverato ciò per cui di fatto sono stata estromessa dalla maggioranza. Nel 2018 chiesi la possibilità di un ampliamento, ma venne bocciata perché venne data la priorità all’adeguamento sismico. Ieri abbiamo appurato che adesso non c’è né uno né l’altro. Infine, per la nuova Lanzi si è discusso più che altro di tutto ciò che non è stato fatto, visto che qui l’amministrazione ha rinunciato al finanziamento dell’Inail».
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