La Squadroni torna in campo
e detta le sue condizioni
«Sindaco, azzera la giunta»

CIVITANOVA - L'ex presidente dei Teatri di Civitanova risponde con una lettera aperta a Ciarapica, rifiuta un assessorato che a suo dire il primo cittadino le avrebbe proposto e chiede per un dialogo futuro di estromettere il vice Fausto Troiani
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Silvia Squadroni

 

Incontro fra Fabrizio Ciarapica e Silvia Squadroni. E l’ex presidente dei teatri ora torna ad affacciarsi a Palazzo Sforza e chiede l’azzeramento dell’attuale giunta prima di qualsiasi possibile discorso su cariche e assessorati. Aveva presentato la sua disponibilità la scorsa estate a candidarsi sindaco l’avvocato Silvia Squadroni. Un’accelerazione dettata dalle elezioni regionali che avrebbero potuto mutare l’assetto della giunta a Civitanova, quando il sindaco era candidato per Forza Italia e la sua lista civica ha appoggiato invece l’attuale assessore regionale Saltamartini. Dinamiche che potevano far pensare che a Civitanova “saltasse il banco” e si andasse ad elezioni anticipate. Invece tutto si è risolto con la sola sostituzione dell’assessorato in capo a Fratelli d’Italia. Ma la Squadroni annuncia che nei giorni scorsi c’è stato un riavvicinamento con Ciarapica, lasciando intendere che il sindaco avrebbe pensato a lei per un incarico pubblico. La risposta che però la Squadroni dà a Ciarapica è pubblica e prevede una condizione: l’azzeramento dell’attuale giunta e in particolare del vice Fausto Troiani. Lo racconta lei stessa in una lettera di cui riportiamo alcuni stralci: «Caro Fabrizio, il tempo lenisce le ferite e l’educazione che mi contraddistingue mi ha portato a rispondere al tuo invito di incontrarmi poiché l’amore per la città in cui vivo mi porta a verificare ogni ipotesi diversa dall’attuale. Ti ho ascoltato con attenzione ed interesse e ho finalmente compreso talune dinamiche e trovato conferma di taluni dubbi che mi arrovellavano», scrive la Squadroni. E poi ripercorre le vicende note con i contrasti con l’assessore Gabellieri e l’addio alla presidenza dei Tdc e, ancor prima, l’allontanamento dalla lista del sindaco Vince Civitanova per «la deriva estremista che taluni soggetti le stavano imponendo», dice la Squadroni. «Sei stato eletto – continua – non per i partiti, non lo dimenticare mai, ma per la novità che da civico rappresentavi. Poi ti sei circondato di una variegata squadra di parvenue e miracolati. Mi chiedesti ripetutamente di assumere un’assessorato, rifiutai prefigurando già la tua imminente prigionia politica in un rapporto di sudditanza che nel triennio successivo si estrinsecò in tutta la sua terribile evidenza». E poi arriva all’epilogo di questi giorni: «In tre anni non sei riuscito a realizzare nulla se non consentire che qualcuno si facesse alla grande gli affari suoi mettendo la tua, però, di faccia.  Ed in tutto questo io dovrei ritirare la mia candidatura a sindaco? So di provocare livore, rabbia ed insonnia a più di uno poiché il mio studio è diventato fucina di incontri, idee e progetti. Io dovrei abbandonare tutto questo per assumere, fiduciaria del Sindaco e non dei partiti, deleghe con un solo anno a disposizione ed in piena pandemia? Tutto sarebbe possibile ma occorre mandare a casa tutti i questuanti. Se avrai il coraggio di fare tutto questo sono ben disposta ad incontrarti ancora».



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