In zona rossa per salvare affreschi,
ex sindaco finisce sotto accusa:
«Ha agito a fin di bene»
CASTELSANTANGELO - L'ex primo cittadino di Matelica, Alessandro Delpriori, ha fatto opposizione al decreto penale di condanna (avrebbe pagato 40 euro) e ora è imputato in tribunale a Macerata. Il legale: «Sarebbe stato ingiusto pagare per aver fatto una azione meritoria»
«Ritenevamo assolutamente ingiusto il decreto penale di condanna per Alessandro Delpriori, per questo, anche se si trattava solo di 40 euro, abbiamo fatto opposizione. Ha agito a fin di bene» dice l’avvocato Enrico Carmenati, legale dell’ex sindaco di Matelica che è imputato al tribunale di Macerata per essere entrato nel cantiere di una chiesa di Castelsantangelo, in zona rossa. A Delpriori, storico dell’arte, viene contestato di aver violato l’ordinanza del sindaco che disponeva l’inaccessibilità al centro e alle frazioni del piccolo comune (causa i danni del sisma). Il 25 aprile del 2018 l’allora sindaco di Matelica era andato a Nocelleto di Castelsantangelo per vedere la chiesa di Santa Maria in Castellare dove erano in corso lavori di messa in sicurezza. Era stato lo stesso Delpriori, all’epoca dei fatti, a spiegare di essere entrato per controllare perché aveva ricevuto segnalazioni preoccupanti su come stavano operando per fare quei lavori e sul fatto che venisse utilizzato anche un bobcat, col rischio che venissero danneggiati preziosi affreschi.
«Delpriori ha avuto il merito si sollevare la questione e si trova penalizzato. Ha agito a fin di bene – dice l’avvocato Carmenati -. Il cantiere era stato attenzionato a lui e ad altri studiosi, era stato detto che in quel cantiere stavano raccogliendo addirittura le macerie con il bobcat. È andato sul posto e vista la situazione è entrato. Lo ha fatto in maniera meritoria e non si è fatto scrupolo di pubblicizzare la cosa per sensibilizzare su ciò che stava accadendo. Oggi abbiamo sentito una testimone che ha riferito che i lavori nel cantiere sono stati posi sospesi poco tempo dopo, il 15 o 16 maggio del 2018». Del caso si era interessato anche il critico dell’arte Vittorio Sgarbi che aveva sostenuto l’iniziativa di Delpriori nel corso di una trasmissione. Oggi in udienza sono stati sentiti anche il comandante dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, Carmelo Grasso, e Franco Marcelli, docente di Storia dell’arte all’università di Perugia.
(Gian. Gin.)
Tenta di salvare affreschi in zona rossa: multato il sindaco di Matelica
