Frontignano a un passo dalla riapertura:
«Agli impianti manca solo il collaudo»
Gli sciatori sperano nella zona gialla

DITA INCROCIATE per il comprensorio di Ussita, che attende questo momento da oltre 4 anni. Il Comune ha sollecitato l'ufficio ministeriale che si occupa dell'ok definitivo: «Da parte nostra abbiamo fatto tutto quanto necessario. Siamo pronti, come prevede la norma». Operativo anche il rifugio delle Saliere (senza ristorazione) e l'Hotel Felycita delocalizzato. Attendono di sapere il "colore" della regione anche Sassotetto e Bolognola, dove oggi è stato avvistato un lupo sulle piste
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Frontignano di Ussita innevata

 

di Monia Orazi

«L’unico attuale ostacolo alla riapertura di Frontignano è il collaudo degli impianti da parte dell’Ustif, che non dipende da noi. Per quest’anno la gestione sarà a carico del Comune, se entro il 18 gennaio sarà stato effettuato il collaudo e le Marche saranno zona gialla, una sciatina potremo tornare a farcela». A parlare è il sindaco di Ussita Silvia Bernardini, che annuncia che è tutto pronto per accogliere gli appassionati di sci, con gli impianti appena riparati dai danni del sisma le seggiovie Schiancio-le Saliere e Pian dell’Arco-Belvedere. Sarà riaperto anche il rifugio “Le Saliere”, ma senza attività di ristorazione.

«Abbiamo anche rimesso in funzione il gatto delle nevi e battuto le piste – spiega il sindaco – siamo bloccati dalla parte formale del collaudo, abbiamo sollecitato. Se si potrà riaprire il rifugio sarà operativo solo come tale, per l’accoglienza degli sciatori, non per il servizio ristorazione. Da parte nostra abbiamo fatto tutto quanto necessario per riaprire, siamo pronti, come prevede la norma. E’ pronto a ripartire anche l’Hotel Felycita, riaprirà non appena si saprà in quale zona saranno le Marche dall’11 gennaio. Se sarà gialla sono pronti a partire con tutte le attività. Se apriremo quella attuale non sarà la gestione degli anni prima del terremoto, il nostro obiettivo è stato quello di far ripartire gli impianti, tanto grande è in tutti il desiderio di riaprire e di tornare a sciare a Frontignano, potrebbero esserci delle lacune, ma la gente vedrà tutta la nostra buona volontà».

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A Pintura di Bolognola, invece il direttore della stazione sciistica Bolognola Ski, Francesco Cangiotti spiega: «La neve non manca e continua a nevicare, abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza, noi non vogliamo andare avanti di sussidi ma vogliamo lavorare. Dita incrociate quindi per il 18 gennaio…In questo momento difficile per le società impianti ringraziamo i tanti atleti dei vari sciclub umbro-marchigiani che in questi giorni hanno scelto di effettuare i propri allenamenti sulle nostre piste. Un sentito ringraziamento a tutti i presidenti delle varie società sportive e al Comitato Umbro-Marchigiano. Qualche bel lupetto questa mattina si aggirava sulle piste, prima vicino alla Madonnina, poi ripreso dalla webcam a Porte di Berro. Anche loro non vedono loro di andare in pista».

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Il lupo avvistato sulle piste

Ad essere aperta per gli allenamenti è la pista più in alto, la Gs 6 di Castelmanardo, ieri sera è stata sparata anche un po’ di neve con i cannoni artificiali. L’obiettivo è quello di mantenere ottimale il manto nevoso, proprio in vista della ripresa del 18 gennaio prossimo, quando la stazione sciistica, ammesso che le Marche in quel periodo siano gialle, potrà aprire a tutti gli appassionati di sci senza distinzioni.

Nella vicina Sassotetto, il responsabile marketing di Sarnano Neve Maurizio Tosoroni spiega: «Aprire il 18 è come dire agli chalet balneari di iniziare la stagione il 15 settembre. E’ possibile che per settembre ed ottobre il tempo sia buono, ma Ferragosto ed i mesi precedenti non sono recuperabili a livello economico. Non si può far scorrere all’indietro il calendario. Non è colpa di nessuno se c’è la pandemia, ma la sua gestione mi lascia profondamente perplesso. Governare significa avere la capacità di assumere decisioni, belle o brutte che siano, non possiamo essere noi a decidere. Se si riapre il 18 gennaio va tenuto conto che sarà un lunedì, le persone lavorano ed i più giovani sono impegnati con la scuola, anche se in didattica a distanza. Il nostro non è un territorio in cui si viene per le settimane bianche, richiama solo turismo locale. Ammesso che quel giorno le Marche siano zona gialla e si possa riaprire non sappiamo con quali norme, il biglietto online con il qr code da noi non si può fare perché manca il segnale telefonico. Ogni volta che è stato fatto l’annuncio di apertura, noi abbiamo preparato le piste, le abbiamo battute, già solo per mettere in funzione i mezzi per un giorno partono centinaia di euro di carburante, considerando le tre baite in gestione, tutto l’indotto, sono duecento le persone che lavorano per la stagione invernale».

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Aggiunge Tosoroni: «Sino ad oggi non è giunto nessun ristoro, ma per preparare le aperture le abbiamo sostenute le spese, che si aggiungono ai mancati incassi. Non si possono aprire gli impianti per poche persone, si va sotto con le spese, tenendo aperto dal lunedì al venerdì non ci sarebbero problemi di distanziamento, ma andiamo in perdita. Non vorrei che questo fosse una scusa per non dare i ristori e mettere in difficoltà i gestori, si sta giocando sulla pelle delle persone e delle aziende che già hanno serie difficoltà. Gestire un’attività in questo momento è come partecipare ad una battaglia navale, si spera di non affondare. Abbiamo tutti bisogno di lavorare, guadagnare per pagare bollette e stipendi ai dipendenti, stipendi nostri, ma devono esserci regole precise. Quello che sta avvenendo è uno scaricabarile, si annunciano date che poi non sono rispettate, chi ha il dovere si assuma le sue responsabilità e faccia delle scelte, che siano fattibili, senza lasciare il cerino in mano alle attività private».

Impianti sciistici, stagione al via dal 18 gennaio

Viaggio inaugurale alle seggiovie di Frontignano



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