Carancini, terra bruciata con Unimc
ma in Regione lancia il brand
“Le Marche delle Università”

IL CONSIGLIERE regionale del Pd è promotore di una mozione per creare un tavolo permanente con atenei, accademie e conservatori: «È essenziale che il governo regionale comprenda l’importanza di un dialogo stabile e continuativo con questi enti»
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Romano Carancini, neo consigliere regionale del Pd

 

di Federica Nardi

Il consigliere regionale Romano Carancini è promotore insieme al gruppo assembleare del Pd della mozione “Brand ‘Le Marche delle Università’”, che sarà discussa domani in Consiglio regionale.  La richiesta in sintesi è che la Giunta istituisca un tavolo di confronto permanente, che al momento non c’è, tra Regione, università marchigiane, le Accademie di Belle Arti e i conservatori.

Non si può però dimenticare che Carancini, da sindaco di Macerata, sarà ricordato anche per aver fatto colare a picco i rapporti con l’ateneo e in particolare con il rettore Francesco Adornato. Tanto che quest’ultimo dopo la riunione con la nuova amministrazione a guida di Sandro Parcaroli ha subito precisato tramite nota stampa che l’incontro «ha segnato una svolta rispetto al rapporto con la passata amministrazione». La situazione tra Comune e ateneo aveva messo in imbarazzo lo stesso Pd, allora partito di maggioranza, tanto che arrivò la richiesta tramite ordine del giorno di sedersi a un tavolo comune per ricucire i rapporti.

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L’allora sindaco Romano Carancini e il rettore Francesco Adornato

Insomma, quello che adesso il Pd regionale si propone di fare nelle Marche. Scegliendo come promotore, ironia della sorte, proprio l’uomo dello strappo con l’università di Macerata. Carancini comunque tira avanti dritto senza riferimenti al passato: «È essenziale che il governo regionale comprenda l’importanza di una dialogo stabile e continuativo con le università e le equiparate istituzioni di alta formazione che rappresentano degli interlocutori fondamentali in quanto attori principali del territorio», dice Carancini in una nota. Parole di un tenore completamente diverso rispetto agli ultimi cinque anni maceratesi, segnati da un gelo crescente e palpabile tra Comune e ateneo tanto da congelare anche diversi progetti, in primis quello su l’ex Upim.

«Oltre ai temi primari legati allo sviluppo economico e alla valorizzazione della regione, le esperienze del sisma e del Covid ci insegnano l’importanza della conoscenza applicata – prosegue Carancini -, programmare idee e risorse per mettere a frutto quel capitale del sapere di cui disponiamo grazie alle università è un approccio più che opportuno ormai, sia in condizioni ordinarie che straordinarie. Nei fatti possiamo già parlare di un brand “Le Marche delle Università” che, grazie alla qualità e alla completezza della proposta formativa, determina un valore aggiunto per il settore non solo culturale, ma anche turistico, sociale ed economico dell’intera regione. Nella nostra visione è arrivato il momento di dare una forma riconoscibile a questo brand, di dedicargli uno spazio di confronto permanente e di prevedere le giuste risorse per una promozione sinergica».

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