Primo giorno senza Ztl a Macerata
«Anni di asfissia, ora il centro respira»
SEMAFORO SPENTO stamattina al varco di via Don Minzoni. Il sindaco Parcaroli: «Soluzione temporanea per il nuovo Dpcm, a fine gennaio ne valuteremo l’impatto». La vice D'Alessandro: «La città ne aveva bisogno, prima c'era una chiusura ermetica». Dalla settimana prossima la definizione dei parcheggi in piazza della Libertà, che saranno a disco orario

Piazza della Libertà oggi riaperta al transito delle auto
di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)
Ztl, semaforo spento a Macerata. Parte da oggi infatti il nuovo orario di apertura del centro che di fatto, tranne la notte e il mercoledì mattina, annulla la pedonalizzazione del cuore della città riportando le auto in piazza della Libertà. Anche se i parcheggi non sono ancora pronti (servirà la delibera di Giunta la prossima settimana per riorganizzare la sosta, che in piazza della Libertà sarà con disco orario), stamattina varcare la soglia di via Don Minzoni senza stop and go per fare il permesso e senza guardare l’orologio per non rischiare una multa è stata sicuramente una piccola rivoluzione per quella parte di città che ha sempre tifato per l’accesso libero alle auto.

Sandro Parcaroli
La decisione, ricorda oggi il sindaco Sandro Parcaroli, «è stata presa per sostenere il commercio maceratese che sta affrontando un difficile momento come del resto tutta l’economia del nostro Paese. Crediamo che la revisione della zona a traffico limitato (aperta dalle 6 della mattina alla mezzanotte), possa dare una nuova funzionalità alla piazza e possa permettere il rilancio delle attività cittadine. In concomitanza torno a invitare tutti i maceratesi ad acquistare nelle attività commerciali della nostra città per contribuire al rilancio della nostra economia. La revisione della ztl, al momento, è una soluzione temporanea presa in relazione alle limitazioni imposte dal nuovo Dpcm del presidente del Consiglio; a fine gennaio ne valuteremo l’impatto tracciando un bilancio di questi mesi di apertura».

Francesca D’Alessandro
La vicesindaca Francesca D’Alessandro ribadisce che «la città ne aveva bisogno. Il centro chiuso ermeticamente per anni aveva provocato un’asfissia delle attività commerciali testimoniata dalle innumerevoli chiusure. Il centro così torna a respirare. La misura – prosegue D’Alessandro -, rientra in una serie di azioni volte ad alleviare le ferite che questo momento le attività commerciali stanno subendo e anche di conseguenza tutto il tessuto socio economico della città. Non solo nella nostra città ma in Italia. Noi come Comune abbiamo adottato una misura che potesse essere di supporto non solo alle attività commerciali ma a tutte quelle attività che risentono dell’ultimo dpcm. Sicuramente siamo tenuti a salvaguardare la sicurezza dei cittadini ma pensiamo che lo si possa fare adottando delle misure di buon senso come l’apertura del centro storico. Che in questo momento rappresenta un supporto determinante per contrastare il momento di crisi così preoccupante». Alla parte di città favorevole alla riapertura si contrappone invece chi spinge per mantenere la pedonalizzazione del centro storico. A livello politico, al solo annuncio avevano già replicato l’ex assessore Mario Iesari e anche l’attuale consigliere comunale di Strada Comune-Potere al popolo Alberto Cicarè. Di sicuro, dopo circa cinque anni dall’istallazione dei pilomat in piazza della Libertà (piazzati nel marzo 2015), il senso che qualcosa sia cambiato già è nell’aria. Se nel bene o nel male saranno le prossime settimane a raccontarlo.

Il semaforo spento della Ztl





Ora la mascherina in piazza sarà sempre obbligatoria…. scarichi auto….
La notizia si poteva benissimo intitolare con:
“ora il centro respira (ma smog)”
oppure
“ora il centro respira (ma co2 e polvere sottili)”
Inoltre chiedo, c’è qualche stazione che registra la qualità dell’aria di quella zona? Sarebbe curioso vedere con dati alla mano quanto in più inquini una affluenza continua e indiscriminata di macchine.
Che poi non ho capito il nesso logico tra la soluzione temporanea dell’aprire il centro e le “limitazioni imposte dal nuovo Dpcm del presidente del Consiglio”, non aveva forse consigliato nel dpcm a tutta la popolazione italiana di spostarsi il meno possibile? Aprire una zona limita e ristretta come può essere il centro a un numero maggiore di persone, non è un controsenso?
Finalmente, stiamo ritornando negli anni ’80.
La richiesta dei commercianti del centro storico è stata rapidamente accolta. Ora i commercianti sappiano che, se vogliono i clienti, non possono vendere, a prezzo maggiorato, ciò che si trova nei centri commerciali. Pertanto le auto in centro serviranno solo per coloro che non vogliono andare al parksì
Sarebbe utile, onde evitare che si vada in Piazza se i posti auto sono finiti, un sistema di monitoraggio dei posti liberi cosi che in via Don Minzoni o in altri punti strategici della città, possa essere segnalata la presenza o meno di posti liberi in piazza della Libertà. Essendo un parcheggio limitato inutile provare ad andarci se non ci sono posti: sarebbe un risparmio di tempo per i cittadini e ci sarebbe meno impatto ambientale in quanto si eviterebbe la “processione” delle auto alla ricerca di un posto in quanto già sanno se c’è o no.
Parlare di asfissia quando non circolano veicoli e di buon respiro quando circolano significa non preoccuparsi di offendere l’intelligenza dei lettori pur di adulare il nuovo sindaco. Almeno Cherubini, paladino del ritorno alla terra, dovrebbe farlo presente.
Si pone fine al provvedimento assurdo preso da Carancini e la sua giunta subito dopo il terremoto. Forse, vista la situazione, aveva più senso aprire la ztl H24. Dall’altro lato, però, occorre una politica per RISANARE e RAFFORZARE le ISOLE PEDONALI cosa che la sinistra non è stata in grado di fare, correndo dietro ai suoi dogmi come fanno Iesari, e Cicaré ma anche Cherubini. Sarebbe opportuno che Parcaroli e i suoi assessori ci consultassero, in quanto abbiamo idee sul Centro storico messe su carta da mesi. (Gino Giometti, membro del comitato “Le isole”).
La prima chiusura del centro storico fu tentata da Gian Mario Maulo nella seconda metà degli anni novanta. L’amministrazione comunale successiva, guidata da Anna Menghi, riaprì tutto. Nel decennio a guida Meschini (2000/2010) ci furono tentativi di sintesi e di mediazione (residenti e fruitori da un lato, commercianti dall’altro). Poi, con l’amministrazione Carancini, la chiusura totale. Oggi si torna all’apertura selvaggia. Molti gioiscono, altrettanti subiscono. E’ possibile pensare ad una soluzione che contempli l’interesse di tutti?
Questa è la caporetto del centro destra. La nuova Amministrazione di Parcaroli parte male. Penso che già molti cittadini si siano pentiti di averlo votato.
Io credo che siano parcheggi per i disabili!
PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA
Freud ci ha insegnato come, a volte, ci siano delle incursioni dell’inconscio, del rimosso nella nostra vita di tutti i giorni.
Lapsus, dimenticanze, sbadataggini, errori, non sono mai casuali, anzi rendono esplicito un pensiero nascosto, ignorato anche dallo stesso soggetto e, comunque, spesso inconfessabile.
La metafora, essendo un linguaggio per immagini, è terreno fertile per tali incursioni e spesso dicono molto di più di quello che appare.
Uno straordinario esempio di scuola è la metafora “respiratoria” che la vicesindaco di Macerata ha usato per dare la notizia dell’apertura del centro storico. Trattasi di “voce dal sen fuggita”: evidentemente la D’Alessandro è preoccupata dell’aria che si respira ma non si può dire e, forse, non lo può confessare nemmeno a se stessa.
Ingresso solo auto elettriche e ibride eh eh eh si svegliasse il comune !! Ora si può fare, non è come 35-40 anni fa.
la differenza tra un “cattocomunista” che governa secondo una nomenklatura con teorie mentali imposte e un commerciante diventato sindaco, è che il primo si innabissa con la nave, tanto paga il popolo, mentre il secondo si salva con la scialuppa, salvando il popolo. Ossia, il commerciante sindaco, quando vede che avere riaperto Piazza della Libertà non porta alcun vantaggio alla vita cittadina, richiude al traffico e rifà la ZTL. Mentre, invece, il “cattocomunista”, con le sue teorie imposte, lascia che tutto crepi, tanto lui, da avvocato, non crepa.
E’ una progenie di avvvocati: democristiani di Sinistra prima, poi “cattocomunisti”, perchè si sono uniti – già in combutta da anni – ai comunisti di prima, quella che ha distrutto Macerata. Ve lo ricordate Longarini con la sua strada (con i piloni a ricordo) che doveva passare sotto le Fosse per portare il traffico, con gallerie e ponti, fino a Valleverde? E perchè Valleverde, quando con una linea retta tra il Potenza e il Chienti si poteva passare sotto il monumento ai Caduti, come dicevamo noi Verdi e prima di noi il compianto ingegnere Calorero del Comune di Macerata, realizzazione poi fatta, sprecando quindici anni di tempo? Perchè con Valleverde c’erano quattrini in movimento? E quella strada di collegamento di Macerata con la superstrada a Campogiano, gratuita, che non si volle fare, e che oggi si dovrà fare?… Qui mi fermo: la gente che ci ha governato per decenni si fissava con una cosa e a testa bassa andava avanti, costi quel che costi, tanto era Macerata a pagare, con i suoi cittadini inquadrati al voto come somari… Poi c’è stata Pamela e la Madonna ci messo le mani.
Adesso i “cattocomunisti” camminano per strada insieme alle loro allucinazioni. Pure il Grande Vecchio ancora si deve riprendere dall’aver perso il giocherello trentennale che lo faceva sembrare l’uomo del destino maceratese… Eh, sì, il vento è cambiato. Fatevene una ragione. Non perdete tempo a ricordarvi di come sarebbe stata bella Macerata senza quei burloni che avete votato per decenni. Voi avete votato quei burloni, quei buonisti, che ci hanno messo in situazioni che ci porteranno guai mostruosi, quando si scateneranno…