Riorganizzazione del porto,
diportisti e cooperative alzano la voce

CIVITANOVA - In attesa del vertice fra Comune e Capitaneria Associazione produttori piccola pesca e Casa del pescatore si dicono contrarie ad ipotesi che riducano gli ormeggi e l'utilizzo della banchina sud. Il Madiere: "no ad un nuovo scalo di alaggio"
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

motovedetta-guardia-costiera-porto-area-portuale-civitanova-archivio-arkiv-FDM

Il porto di Civitanova

 

 

«Siamo contrari ad una modifica del regolamento del porto che sottragga alla pesca parte della banchina sud». Le associazioni produttori piccola pesca e Casa del pescatore intervengono nel dibattito sull’ipotesi di riconversione di parte del porto a cantiere e ormeggio per imbarcazioni di grandi dimensione e di lusso. In attesa dell’incontro fra Capitaneria di porto e Comune di Civitanova fissato per questa settimana anche le categorie espongono il proprio punto di vista sulla riorganizzazione dell’area portuale e chiedono un incontro al comandante dell’ufficio marittimo e al sindaco. 

casa-del-pescatore-civitanova-2-325x217

Giuseppe Micucci

Una possibilità, quella della riorganizzazione, salita alla ribalta quasi all’improvviso all’arrivo dello yacht Alalya in porto per diversi mesi per lavori di manutenzione. E su questo si discute. «Riteniamo fondamentale e necessario mettere in sicurezza il porto tramite la protezione dell’imboccatura mediante opere idonee ad evitare danni da maltempo e insabbiamenti nella zona di ingresso. Inoltre la costruzione di un nuovo scalo pubblico, di maggiori dimensioni non intralcia le operazioni delle imbarcazioni da pesca per cui tale ipotesi non ci vede contrari purché sia fatto salvo il numero totale degli ormeggi oggi a disposizione nel pontile “la rosa dei venti – scrivono le due associazioni – siamo invece assolutamente contrari ad una modifica del regolamento del porto che veda sottratta alla pesca tutta o parte della banchina sud. Tale banchina, i fatti lo dimostrano, risulta necessaria per l’attracco delle vongolare iscritte al consorzio di Ancona.  Tanto che negli ultimi anni si è, con difficoltà, permesso l’attracco alle sole 19 unità di proprietà di armatori civitanovesi. L’unica ipotesi su cui si può discutere è la destinazione all’attracco delle imbarcazioni di nuova costruzione o da diporto che necessitano il tiro in cantieri al solo tratto di banchina che va dalla radice alla bitta 4. In tal caso però tale zona va messa in sicurezza per evitare collisioni fra le imbarcazioni. Vogliamo infine sottolineare che dove i due cantieri Anconetani e Canaletti siano destinati, al termine delle attuali procedure fallimentari, a cantieri per nuove imbarcazioni da diporto, parte di questi in alcuni mesi dell’anno debbono essere comunque riservati al rimessaggio e manutenzione delle imbarcazioni da pesca».

gianni-santori-e1587488778251

Gianni Santori de Il Madiere

Sulla questione erano intervenuti qualche giorno fa anche i diportisti delle associazioni racchiuse da Il madiere. Anche dal loro punto di vista il progetto porterebbe benefici, ma anche criticità: «La questione più rilevante è certamente la proposta di costruzione di un nuovo scalo di alaggio che se venisse affiancato allo scalo pubblico esistente, pregiudicherebbe in modo rilevante gli ormeggi del diporto situati nelle vicinanze con la perdita inaccettabile di numerosi posti barca – sostiene Gianni Santori de Il Madiere –  Il porto ha già due scali di alaggio e aggiungerne un terzo non sembra una scelta molto razionale; molto meglio ristrutturare uno dei due scali esistenti senza pregiudicare gli spazi del diporto che avrebbero bisogno di essere ampliati anziché ristretti. Altra questione di grande impatto è la redistribuzione degli spazi della banchina sud per consentire l’attracco di grandi unità da diporto per le operazioni di manutenzione e rimessaggio invernali; su questo tema riteniamo sia indispensabile ascoltare la voce del settore della pesca e trovare una sintesi che sia rispettosa delle esigenze di tutti e che soprattutto definisca la modalità di convivenza in sicurezza di due attività tanto diverse quali sono il diporto e la pesca. Infine la proposta di realizzare un’opera “provvisoria di facile rimozione” per la protezione dell’imboccatura del porto che certamente vede i diportisti molto interessati perché sono proprio loro a pagare il prezzo più alto alle mareggiate che entrano senza ostacoli nel nostro porto».

(l. b.)

 

Riconversione del porto per yacht, la Capitaneria: «Progetto ambizioso, ma non c’è nulla di concreto»

Lusso sulle onde: dalle Eolie a Civitanova, arriva anche il Lota

Ciarapica visita il mega yacht «Il porto volano per Civitanova» La Riccio incontra gli agricoltori

E’ del presidente del Psg il mega yacht nel porto di Civitanova



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X