“Il sognatoio” nella Shoah
diventa musica e parole
CD - E' uscita l'opera sperimentale composta da Ludovico Peroni e ispirata ad un poemetto di Filippo Davoli
E’ uscito il cd dell’opera sperimentale “Il sognatoio”, ispirata a un poemetto di Filippo Davoli e composta da Ludovico Peroni. Opera d’esordio, eseguita dalla Quick Respons Orchestra e centrata su una delle vicende che maggiormente hanno segnato lo spirito del Novecento: la Shoah. «Il titolo fa riferimento a un non luogo per eccellenza, indefinito ed indefinibile, ma che può essere trovato nel cuore di ogni ascoltatore che si avventura nell’ascolto di questo lavoro. Solo quando i confini del mondo sensibile così come conosciuto e percepito a poco a poco si diradano sino alla loro quasi completa dissoluzione, la materia sonora prende a poco a poco forma e sostanza, intessuta di quel dolore che è ricordo e presente» (Edmondo Filippini). Come scrive nel libretto del cd Ludovico Peroni, “Sognatoio” è una parola «che non sono riuscito a trovare nel dizionario. L’ho ascoltata con sorpresa in un magnifico, quanto crudo, documentario sulla Shoah di Alain Resnais (Nuit et brouillard, 1955). Era utilizzata per indicare un luogo chiuso da una porta misteriosa, all’interno di un campo di concentramento, dal quale nessuno aveva mai fatto ritorno. Un termine meraviglioso per indicare un luogo sicuramente orribile. È una parola che, in qualche modo, riesce a trattenere, tenacemente, le tracce di una speranza disperata. Ma una speranza autentica».
Il disco è bellissimo, suonato e registrato splendidamente, come un live in studio. Un particolare insieme di tecniche, compositive e improvvisative (dalla musica di ricerca all’elettronica, passando per rock, jazz e pop), al servizio di una storia, di una drammaturgia. Un viaggio immersivo per l’ascoltatore in una musica che vuol prenderlo per mano e guidarlo emozionalmente, senza respingerlo intellettualmente. La partitura, vincitrice del Premio “Teatro, Musica e Shoah” (Ed. 2017), ha una sua trama avvincente e dolorosa: «Ho immaginato un bambino ebreo – continua Peroni – cresciuto nel bel mezzo dell’ascesa al potere da parte di Hitler, che come primo ricordo ha impresso nella memoria un discorso. Un famoso discorso del Führer. Inizia da lì un percorso di ricordanze rapide che riescono a essere sia dolci che terribili. Delle memorie che somigliano molto al sogno». «Esiste un confine della propria mente, immersa nella paura, che una volta superato non consente più di distinguere con chiarezza il sogno dalla realtà, il dolore dalla gioia, l’odio dall’amore. L’atroce dolore della condizione di deportato ci trascina, attraverso la violenza di colui che la subisce, all’interno di una gigantesca e apocalittica torre di Babele fatta di voci e suoni, dove i lineari percorsi della forma temporale, e i normali ingredienti della narrazione musicale, si mescolano, si agitano e si deformano, creando un viaggio allucinatorio poco prevedibile, limpido e sporco, infernale e paradisiaco allo stesso tempo. “Il Sognatoio” di Ludovico Peroni è esattamente questo» (Fabrizio De Rossi Re). Il cd è acquistabile sia online (nel sito dell’editore, all’indirizzo https://bit.ly/2GThrRZ, oltre che su Spotify), e nei migliori negozi di dischi.

