Sciopero nell’industria alimentare
«No alla frammentazione contrattuale»
DA DOMANI quattro ore di stop a turno anche in provincia per la mancata adesione delle imprese del settore al contratto nazionale siglato il 31 luglio

Sciopero di quattro ore per turno nel settore dell’industria alimentare. A proclamarlo a partire da domani Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil per sollecitare le imprese del settore che non hanno aderito al contratto collettivo nazionale siglato il 31 luglio con Unionfood, Ancit e AssoBirra. Un contratto che secondo i dati Inps interessa, nella sola provincia di Macerata, 2.500 persone (400mila lavoratori a livello nazionale).
«C’è chi con diverse responsabilità ha combattuto in prima linea contro il Coronavirus. Tra questi i lavoratori e le lavoratrici dell’industria alimentare che, continuando tra mille difficoltà e paure a lavorare tutti i giorni, hanno tenuto aperte le fabbriche nel lockdown, garantendo a tutti l’accesso al cibo durante l’emergenza – dicono i segretari di settore di Cisl, Cgil e Uil Stefano Pepa, Elena Fermanelli e Paola Apolloni -. Lo stato di agitazione dei lavoratori è cominciato il 24 agosto con il blocco di flessibilità, straordinari e prestazioni aggiuntive, ed è tuttora in corso in tutte le imprese del settore che non hanno aderito al contratto collettivo nazionale. Questo rinnovo, reso ancor più difficile dalla fase emergenziale vissuta dal nostro Paese, conferma il valore e la centralità della contrattazione collettiva nazionale, vero elemento di tutela e di diritti. E’ stata una negoziazione difficile, nella quale abbiamo fatto di tutto per tenere unite le controparti, ma le divisioni tra le associazioni di imprese di Federalimentare non si sono ricomposte. Il contratto oggi sottoscritto riconosce un aumento salariale significativo di 119 euro a regime. Il contratto sottoscritto – ricordano – è l’unico contratto del settore alimentare. Non accetteremo mai la frammentazione contrattuale perché alimenterebbe il dumping e la concorrenza tra le imprese danneggiando i lavoratori e le lavoratrici e indebolendo l’intero settore. Continueremo lo stato di agitazione e con le assemblee per informare i lavoratori e le lavoratrici, fino a che non otterremo la piena applicazione del nuovo Ccnl in tutte le industrie alimentari della provincia».