Dall’Istituto di Medicina legale
all’Aula Sacrestia:
il Fai spalanca le porte
MACERATA - Le visite in occasione delle Giornate d'Autunno sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre
Il Fai apre eccezionalmente al pubblico i luoghi simbolici della Facoltà di Giurisprudenza dell’antico ateneo di Macerata. Il percorso partirà dall’Istituto di Anatomia, che conserva una serie di ceroplastiche anatomiche dell’Ottocento, un grande atlante anatomico dipinto a mano e materiale relativo alle indagini medico-legali condotte da Attilio Ascarelli sulle 335 salme dei martiri ardeatini, come verbali scritti a mano, dattiloscritti, biografie di circa 230 martiri e immagini fotografiche, e materiale relativo a questo episodio storico, fra cui documenti di trasferimento dell’autorità tedesca, lettere, scritti di Ascarelli, documenti relativi all’allestimento dei luoghi per le esumazioni e documenti dell’autorità giudiziaria. Tra le tappe del percorso ci sarà anche l’Aula Sacrestia, attrezzata a sala di lettura per gli studenti. La decorano due mobili, disegnati e realizzati nel 1730 dall’intagliatore pesarese Venanzo Guidomei per la sacrestia della chiesa di San Paolo.
E’ una delle tappe previste dall’edizione 2020 delle Giornate Fai d’Autunno dedicata a Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio. Mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre. Anche quest’anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano: l’inesauribile curiosità, la voglia di cambiare il mondo e l’instancabile operosità per un futuro migliore per tutti. Ispirandosi a lei, i giovani del FAI – con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione – scenderanno in piazza per “seminare” conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor più energia e impegno, positività ed entusiasmo al periodo difficile che l’Italia sta attraversando (prenotazione online consigliata su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. Nei due fine settimana apriranno luoghi diversi: consultare il sito per controllare il programma).
Tra le aperture più interessanti nelle Marche ci sono anche il Mercato ittico e porto peschereccio di Ancona.
Costruito tra il 1946 e il 1949 su progetto di Gaetano Minnucci – figura di spicco dell’avanguardia architettonica razionalista italiana – in sostituzione della precedente sede distrutta dai bombardamenti, il mercato ittico offre per le Giornate FAI d’Autunno una completa immersione nel mondo della pesca, tra i suoi protagonisti e le sue attività, che caratterizza Ancona dal punto di vista economico e sociale. L’edificio, che gode di un affaccio privilegiato sulla Mole Vanvitelliana, è posto in parallelo alla banchina per facilitare le operazioni di carico e scarico della merce. Al centro, la sala delle aste è resa monumentale dalla volta sottile che si distende su archi rampanti, sostenuti da cavalletti inclinati, ed è esaltata dall’illuminazione che giunge dai due fronti opposti. Sulle due gradinate a “U” siedono i commercianti per l’acquisto delle partite che scorrono nel piano sottostante. Oggi è stato avviato un iter per la ristrutturazione generale dell’edificio da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’Autorità Portuale, pertanto questa potrebbe l’ultima occasione per visitare i luoghi prima della loro prossima trasformazione.
Ad Ascoli Piceno sarà invece aperto il Palazzo Vescovile e il nuovo allestimento del Museo Diocesano.
Lo scorso 14 marzo, dopo 4 anni di lavori sono terminati i restauri del Palazzo Vescovile, resi necessari in seguito ai danni riportati dal sisma del 2016. Un patrimonio immenso di arte, storia e spiritualità è tornato a nuova vita, ma l’emergenza sanitaria non ha reso possibile celebrare pubblicamente questo importante momento. In occasione delle Giornate d’Autunno, il FAI aprirà il palazzo in anteprima e offrirà ai visitatori l’opportunità di scoprire il nuovo allestimento del Museo Diocesano. L’intero complesso si compone di tre corpi sorti accanto alla Cattedrale che datano dal XIV al XVIII secolo. Attraverso un paziente lavoro di restauro filologico e inglobando i suoi appartamenti privati nel preesistente Museo Diocesano – tra cui la sala affrescata dal pittore Marcello Fogolino, in fuga dalla Serenissima e rifugiatosi nel XVI secolo presso il vescovo ascolano Filos Roverella – l’attuale vescovo ha voluto offrire alla città importanti oggetti d’arte mai esposti, tra cui un prezioso sciamito dell’VII sec., una tovaglia del XIV e veli di seta che avvolgevano ossa umane, probabilmente reliquie. Da segnalare anche il ritrovamento di un lampadario di Giorgio Vasari, con lettere dell’artista al vescovo aretino Pietro Camaiani, autore della committenza.
