Violenza sessuale al campo della parrocchia,
vittima una ragazza minorenne:
imputato condannato a sette anni

SENTENZA - Un 71enne era accusato di essersi approfittato di una 16enne, che ha un ritardo cognitivo, inducendola ad avere rapporti con lui. Oggi la sentenza al tribunale di Macerata. L'uomo ha sempre respinto le contestazioni. La denuncia era partita da una parente della giovane che aveva scoperto un diario
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di Gianluca Ginella

Violenza sessuale su una minorenne in un campo estivo della parrocchia, contatto a 7 anni un 71enne, che nel centro faceva il factotum. La sentenza oggi al tribunale di Macerata. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe indotto la ragazzina, quando aveva 16 anni, ad avere rapporti con lui approfittato del fatto che la minore ha un ritardo cognitivo.

Avrebbe convito una ragazza minorenne ad avere dei rapporti sessuali con lui, questa in sintesi l’accusa per un uomo di 71 anni che oggi è stato condannato dal collegio del tribunale di Macerata (presieduto da Roberto Evangelisti) a 7 anni e 10mila euro di provvisionale. Secondo l’accusa (sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, che ha chiesto la condanna a 7 anni per l’imputato), le violenze sarebbero avvenute nel luglio del 2014 e del 2015.

Due estati in cui era stato organizzato un campo estivo in un comune dell’entroterra Maceratese, in cui il 71enne si occupava di diverse mansioni, una sorta di factotum. La ragazzina invece aiutava i bimbi più piccoli. Una giovane, è emerso nel corso del processo in base ad una perizia, che sia per via di un leggero ritardo cognitivo, che per questioni famigliari, era molto vulnerabile. E, continua l’accusa, il 71enne si sarebbe approfittato dello stato della ragazza per convincerla ad avere i rapporti sessuali. Rapporti che il 71enne, difeso dall’avvocato Roberto Gentilucci, nega di avere avuto con la ragazzina. La vicenda era emersa dopo che una parente della ragazza aveva scoperto un diario in cui la minore parlava del suo rapporto con il 71enne. Da qui era poi partita la denuncia e l’indagine, che si è avvalsa anche di analisi dei cellulari e dei contatti telefonici tra l’uomo e la minore. Al processo si è costituita parte civile l’amministratrice di sostegno della ragazza, assistita dall’avvocato Maurizio Forconi.

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A tutela della vittima non vengono indicati né il nome dell’imputato, per evitare che possa condurre a scoprire l’identità della ragazza, né il luogo in cui i fatti oggetto del processo sono avvenuti.



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