Mangialardi chiude la sua civica,
ecco i quattro candidati maceratesi
«Spazio alla società civile»

REGIONALI - A fianco del candidato governatore del centrosinistra Michele Acquaviva, Elena Mihaela Costantin, Barbara Morresi e Alessandro Rossi. «Ho scelto persone che si vogliono impegnare ed aiutano i partiti a raccogliere consenso»
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Maurizio Mangialardi nel suo tour a Civitanova

 

 

Per le elezioni regionali, in attesa che si aprano le urne e si chiuda la telenovela del presunto accordo Pd- Cinque Stelle, è cosa fatta la lista civica del candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi. In campo ci sono quattro candidati (la lista per le regionali per il comprensorio maceratese prevede la presenza di un minimo quattro candidati fino a un massimo di sei, cioè il totale dei consiglieri che la provincia maceratese elegge): ad aprire è Michele Acquaviva, foggiano di 39 anni, residente a Colmurano, già dirigente della Croce Rossa maceratese ed ora al lavoro all’Asur, poi ci sono Elena Mihaela Costantin, romena di 47 anni, Barbara Morresi, maceratese di 56 anni e Alessandro Rossi, sambenedettese di 58 anni. Quadro regionale comunque prossimo alla definizione formale, appunto con i tentativi di accordi in dirittura d’arrivo tra pentastellati e democrat. Sul fronte civico del centrodestra sono due le liste civiche annunciate. Una, “Civici per il territorio”, vede in campo tra gli altri il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e l’ex sindaco di Mogliano Flavio Zura mentre l’altra civica, Movimento per le Marche, ha in lista tra gli altri gli avvocati Giancarlo Giulianelli di Macerata e Pietro Siciliano di Corridonia. Intanto il candidato governatore del centrosinistra parla della sua lista civica “Mangialardi presidente”, con una M blu stilizzata sul simbolo con l’immagine di un picchio su un lato.

Come si è concretizzata la sua lista civica? «Ho scelto persone che si vogliono impegnare ed aiutano i partiti a raccogliere un consenso che c’è attorno al candidato presidente – ha risposto – ho dato spazio ai rappresentanti della società civile». Questo accordo con i pentastellati, arriva o non arriva? «Sinceramente è un problema interno loro, dal canto mio ho apprezzato molto il risultato della piattaforma Rousseau e il fatto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia sollecitato un accordo che forse è più nel loro interesse che nel mio. Vedo che in sede locale i loro atteggiamenti non sono di disponibilità, si arroccano dietro uno pseudo-consenso che arriverebbe dalla stessa piattaforma. Detto ciò, se ci dovessero essere, io ci sono con il programma che parla di un impegno serio verso i marchigiani. i loro atteggiamenti non sono di disponibilità, si arroccano dietro uno pseudo consenso». Gira le Marche da parecchie settimane, che sensazione ha rispetto al clima elettorale nei suoi confronti? « Sensazione molto ma molto buona: sto incontrando veramente tutti, personale sanitario, operai, imprenditori e professionisti, mondo delle associazioni e del volontariato: tutti riconoscono il ruolo che ho avuto e la credibilità come amministratore della cosa pubblica». Che clima ha trovato in regione rispetto alla situazione sociale ed economica: «Tanta prospettiva, però non si può stare solo a indicare le difficoltà del momento, bisogna anche trovare le soluzioni e sono quelle che propongo».

(l. pat.)

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