Sfregio al Monte Sibilla
con una bomboletta spray:
«Deturpato un luogo magico»
VANDALI – Ignoti hanno dato sfogo alla propria pochezza macchiando di blu una delle rocce poste in vetta Montemonaco. Le parole di Alessandro Rossetti, funzionario del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e la ferma condanna del Cai

di Andrea Braconi
«Tu, che sali sul Monte Sibilla portandoti una bombetta di vernice spray per stuprare, con delle vomitevoli frecce blu, il luogo magico per eccellenza. Il simbolo dei nostri monti e della nostra terra. Forse pensavi di fare un servizio agli escursionisti? Una cosa utile? Cosa ti aspetti ora, gli applausi? Qualsiasi sia il ‘motivo’ di questo gesto credo che non meriti questi luoghi. È da gente come te che dobbiamo difenderci. Da chi come te, incapace di provare empatia per la Natura, vuole cancellate la sacralità di questi monti per ridurli ad insulso luna park».
Le dure parole ma soprattutto la foto postata da Alessandro Rossetti, funzionario del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, hanno mosso lo sdegno di migliaia di appassionati di montagna.
Quell’immagine, infatti, testimonia lo sfregio ad uno dei luoghi più belli dell’Appennino marchigiano, carico di leggende e storie che lo hanno fatto diventare un punto di riferimento per turisti provenienti da ogni parte del mondo.
E anche il Cai ha voluto far sentire la propria voce. «Condanniamo in toto questo scempio, viene meno il rispetto verso l’ambiente montano e soprattutto viene deturpato un luogo magico. Non sappiamo chi sia l’autore e se sia stato autorizzato da qualcuno, ma è una vicenda vergognosa. Stiamo pensando di fare una denuncia formale e stiamo informando anche il gruppo regionale del Cai, che valuterà i provvedimenti da prendere. Per noi questo resta un bruttissimo risveglio».
https://it.wikipedia.org/wiki/Land_art
Vabbè, probabilmente è un principiante poco dotato, d’altra parte è impossibile essere un artista nel nostro tempo…
Verusca anche tu però ci metti del tuo…metti l’apostrofo qualche volta.
Il gesto di questo povero o povera idiota dovrebbe insegnarci:
1. Queste maledette bombolette di vernice non si possono più vendere liberamente, ne hanno fatti di danni anche nei muri delle cittá.
2.bisogna far capire a tutti che un gesto del genere è una cosa gravissima, è un pò come chi butta i rifiuti dal finestrino, si lascia stare si tollera e poi ci ritroviamo con piccole discariche ovunque i bordi delle strade piene di immondizia.
3. Occorre che ci si controlli a vicenda, ogniuno deve essere un poliziotto per quello che può fare ovviamente.
4. Quando si trovano questi mascalzoni, o si fanno una settimana di lavori socialmente utili oppure pagano una forte multa con cui si assumeranno operai dediti a ripulire.
Questo è ciò che penso e credo che una societá efficiente debba fare.
Grazie
qualcuno ha individuato la strada per un negozio di cervelli, e avendone la necessita, voleva pure pubblicizzarlo
Non basta sdegnarsi, occorre trovare gli autori dello sfregio.
A proposito, ecco uno sfregio per il quale è stato individuato subito il responsabile:
https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/08/04/danneggia-statua-canova-per-una-foto-identificato-turista-austriaco_dTdaxFcIeIrIiSu4qQSZAN.html
E’ ovviamente molto opportuno che il CAI faccia una denuncia formale, d’altronde si fanno denunce perfino per illeciti tentati e non andati a buon fine.
Vabbè, sarebbe il caso di dare una ripassatina al Bauhaus e a Paul Klee prima di accusare d’ignoranza gli arcieri sconosciuti…
PAUL KLEE, Teoria della forma e della figurazione
”Il problema è nientemeno quello della vita o della morte. Movimento radiale rispetto al centro: progressivo verso la vita, regressivo verso la morte . La decisione, in questo caso, spetta alla piccola freccia”. La decisione della direzione, una decisione che può essere vitale , dice Klee, spetta alle frecce, di cui possiede “una bella collezione”.La freccia può essere una forza naturale (come la forza di gravità) oppure può nascere dal pensiero, dal desiderio o dal bisogno dell’uomo di aumentare la portata dei propri mezzi limitati. “Questa capacità dell’uomo di spaziare a piacimento, con lo spirito, nel terreno e nel sovraterreno, in antitesi con la sua impotenza fisica, costituisce la più profonda tragedia umana: la tragedia della spiritualità. La conseguenza di questo coesistere d’impotenza corporea e mobilità psichica è la dicotomia dell’essere umano. L’uomo è per metà prigioniero, per metà alato; ognuna delle due parti, in cui è lacerato il suo essere, accorgendosi dell’altra, prende coscienza della propria tragica incompiutezza”. Graficamente è il punto (l’inizio, l’appena percettibile), che mettendosi in movimento grazie ad un accumulo di energia, in una determinata direzione, dà origine alla freccia. Il movimento continua fino all’esaurimento dell’energia accumulata. La freccia deve fare i conti con l’attrito dell’aria…”Il movimento potrà perdurare (non certo fino al punto da divenire infinito, ma almeno fino a un certo punto), un po’ più del possibile, un po’ più del solito? E dunque lasciatevi lanciare, frecce! E perché non abbiate a stancarvi troppo presto, lasciatevi foggiare in modo da colpire, da giungere a segno, anche se non sempre, cedendo alla stanchezza riuscirete a farlo!”. La freccia per Klee è pathos: “volontà di espressione piena di slancio” e Klee, ha già manifestato il suo desiderio di andare al di là del pathos.”
Se quelle frecce le avesse disegnate Paul Klee, tutti parlebbero di un commovente atto d’amore verso la montagna…