Recuperato il corpo di Daniele,
caduto in un crepaccio
sul Gran Paradiso

TRAGEDIA - Il 27enne di Camerino è precipitato per 30 metri, la salma rinvenuta dai tecnici del Soccorso alpino Valdostano coperta da uno spesso strato di ghiaccio e neve. Il cordoglio di Unicam, dove si era da poco laureato in Chimica e dove insegnano i genitori Paola e Andrea, il ricordo degli amici e le condoglianze del sindaco che ha deciso di proclamare il lutto cittadino. IL VIDEO DELLE RICERCHE
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Le operazioni di recupero

 

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Le operazioni del Soccorso alpino Valdostano

 

di Marco Cencioni

Il corpo senza vita di Daniele Catorci, l’alpinista 27enne di Camerino precipitato sabato mattina in un crepaccio mentre stava scalando la parete nord del Gran Paradiso con un amico, il sangiustese Saša Polimanti, è stato recuperato intorno alle 16,40 di oggi dai tecnici del Soccorso alpino Valdostano. Si trovava a circa 30 metri di profondità, coperto da uno spesso strato di ghiaccio e neve, materiale che costituiva il ponte di neve che ha ceduto al peso degli alpinisti. La salma è stata portata a Courmayeur per le procedure di identificazione. 

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Daniele Catorci

Il 27enne, che da poco si era laureato in chimica ad Unicam, dove insegnano i genitori Paola Scocco e Andrea Catorci (che si trovano sul posto, al centro del Soccorso alpino, dove hanno seguito le operazioni di recupero), viveva a Trento e frequentava un dottorato di ricerca. Amante della fotografia, aveva la passione per l’alpinismo ed era partito nella notte di sabato assieme all’amico Saša Polimanti che, fino all’ultimo, non voleva lasciare andare la corda che li teneva legati l’uno all’altro e si è bruciato le mani nell’estremo tentativo di trattenere l’amico. Ora è ricoverato all’ospedale di Aosta per un’operazione alla mano e per ricevere il supporto psicologico dopo la tragedia. Iniziato il percorso dal rifugio Federico Chabod (2.700 metri) per affrontare la scalata del Gran Paradiso, oltre 4mila metri nelle Alpi Graie tra i territori dei comuni di Valsaverenche e Cogne, l’incidente è avvenuto intorno alle 5,30, dopo un’ascesa di circa 700 metri, sulla parete nord della montagna ad un’altezza di circa 3.400 metri.

ricerca-daniele-catorci-3-325x244I due si erano fermati prima di affrontare il tratto più difficoltoso ed ignoravano di essere sopra ad un crepaccio, sospesi su un ponte di neve che ha ceduto, con il 27enne che è precipitato per 30 metri lateralmente, in una cavità di circa mezzo metro. Le ricerche prima stoppate nella tarda mattinata di sabato a causa delle temperature elevate, con il conseguente rischio di crolli nella neve, e poi ricominciate alle prime luci dell’alba di ieri mattina, erano state interrotte intorno alle 17 di ieri e ripartite questa mattina, fino al ritrovamento. In molti, durante queste ore drammatiche, si sono stretti attorno alla famiglia. «Il Rettore e l’intera comunità universitaria si stringono in silenzio intorno ai professori Paola Scocco e Andrea Catorci per l’improvvisa tragedia che li ha colpiti, esprimendo affetto e vicinanza», scrive Unicam sulla sua pagina Facebook. Le condoglianze ai genitori arrivano anche dal sindaco Sandro Sborgia e dall’amministrazione comunale di Camerino che «al fine di esprimere alla famiglia la più profonda partecipazione di una città colpita e sgomenta di fronte a questa tragedia», hanno deciso «interpretando il comune sentimento della popolazione di proclamare il lutto cittadino in segno di profondo rispetto e di sentito cordoglio». «È un momento che viviamo con grande rispetto, c’è poco da dire – ha detto il primo cittadino – Per cui non possiamo fare altro che stringerci al dolore dei familiari. Siamo costernati e disorientati davanti alla tragedia che è successa e siamo tutti vicini alla famiglia».

ricerca-daniele-catorci-1-300x400Sul suo profilo Facebook è l’assessore Giovanna Sartori ad esprimere tutto il suo dolore: «Caro Daniele io a dirti addio proprio non ci riesco. È più forte di me. Voglio immaginarti ancora li, per sempre su quelle pareti e su quelle cime che tanto rinfrancano l’animo di chi le ascende. Voglio immaginarti con il tuo sorriso un po’ nascosto dai baffi, stanco e sudato, con le dita sporche di magnesite e con una corda in vita con la quale fai sicura a ciò che ho di più importante al mondo oltre a mio figlio. Li fra ghiaccio e neve, picche e scarponi, li con la gioia nel cuore. Li per sempre. Buona strada». Tanti gli amici che in queste ore hanno voluto ricordare il giovane. «Così come mi hai detto in mezzo ai ghiacciai in sogno stanotte: “Ciao ci vediamo”, ti ricambio il saluto: “Ci vediamo dall’altra parte, un giorno”. Grazie per avermi insegnato a scalare in palestra», scrive Veon Karech. «Quando ero giovane ed iniziavo ad andare in montagna c’era un mito, un ragazzo forte, un friulano dalle capacità immense e dal cuore grande che diceva sempre a chi gli poneva dubbi sulla sua etica. “Gli alpinisti non vanno in montagna per morire, al contrario, nel contatto con la natura trovano la loro vera vita, la libertà. Se un giorno accadrà che vi lasceremo perdonateci, non giudicateci, provate a comprendere ma soprattutto non piangete, la montagna ci ha dato sempre e comunque più di quanto ci abbia tolto”. Le parole di Luca Vuerich, siano un motivo per i giorni a venire, faro nel buio, monito fedele, preghiera e slancio per te e per chi ti amava», dice Simone Bianchi.

ricerca-daniele-catorci-3-1-325x244Anche Roberto Dracini ha voluto scrivere in memoria di Daniele Catorci, allegando una foto ai suoi pensieri: «Voglio ricordarti così, con questa giornata meravigliosa sul Bove dove in cresta mettesti i ramponi, tu che venivi dall’alpinismo e conoscevi bene il ghiaccio e la prudenza non è mai troppa. il clima è cambiato ed i rischi sono aumentati, ma so di certo che la tua non è stata un’imprudenza. Ciao Daniele riposa in pace». «Ci siamo conosciuti per caso eppure subito la passione per la montagna ci ha uniti – ricorda Ramon Banchero – Indimenticabile quel giorno sulla Marmolada, eri un ragazzo straordinario, sei volato via inseguendo la tua passione. Ancora non riesco a crederci. Ciao Daniele è stato un onore incontrarti in questa vita. Dovunque c’è montagna sono sicuro che è li che sarai». Luca Trubbiani saluta così il suo amico, condividendo una foto: «Voglio ricordarti così… Felice e sorridente in cima alle montagne che tanto amavi! Magari un giorno ci incontreremo nuovamente… Mi mancherai..vola in alto!!!».

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