Area camper a Valfornace
«Una scelta di praticità»
L'AMMINISTRAZIONE replica al presidente di Legambiente, che aveva lanciato una raccolta firme contestando la decisione di realizzarla in via Mariana da Frontillo

Massimo Citracca, sindaco di Valfornace
«La scelta di individuare in quei 1.662 metri quadri di terreno situati in via Mariana da Frontillo, lontano da rischi esondazione, l’area da destinare all’accoglienza di camper e roulotte, è maturata da una valutazione di praticità». Inizia così la replica dell’amministrazione di Valfornace al presidente di Legambiente Marche Marco Marco Ciarulli, che ha lanciato una raccolta firme sulla piattaforma “Change.org” per chiedere di valutare un’alternativa alla zona individuata per ospitare l’area camper. «Come paese rientrante nel cratere sismico – spiega l’amministrazione – Valfornace è risultato destinatario dei fondi messi a disposizione dalla Regione e dall’Usr per la realizzazione di specifiche aree camper, da realizzarsi su proprietà dirette del Comune, una misura senz’altro utile anzitutto per permettere ai proprietari di seconde case danneggiate dagli ultimi eventi sismici di poter tornare nonostante la ricostruzione registri gli evidenti ritardi, oltre a consentire alle varie attività e ricettive presenti di promuoversi e valorizzarsi. Per l’entità dei danni registrati, al nostro Comune sono stati assegnati fondi per realizzare due aree: una in località Fiordimonte ed una in località Pievebovigliana. Mentre nel primo caso non ci sono stati problemi per l’individuazione, nel territorio di Pievebovigliana sono sorte criticità maggiori a causa di una serie di fattori specifici: da un lato le proprietà comunali sono dislocate in aree a rischio esondazione, non idonee quindi all’allestimento di tali strutture, dall’altro gli spazi che potevano essere funzionali per la realizzazione dell’intervento sono stati già occupati da altre opere, come ad esempio i pannelli solari su terreno, fatti istallare dalle precedenti amministrazioni di Pievebovigliana in un’area già individuata dopo il sisma del 1997 come Area di Protezione civile e realizzati a ridosso della piccola zona adibita ad area camper, peraltro attualmente ulteriormente ridotta in quanto all’interno della stessa, a seguito del sisma del 2016, sono stati collocati i container della stazione dei carabinieri, della banca e dell’ufficio postale, a conferma della scarsità di spazi utili disponibili da parte del Comune, ipotecando in tal modo la possibilità di un futuro potenziamento della stessa. A tal proposito ci permettiamo di chiedere al direttore di Legambiente Marche come mai, se ci fossero state così tante alternative, l’ex amministrazione di Pievebovigliana ha optato collocare i container dei servizi proprio all’interno dell’area camper esistente». Così l’amministrazione spiega la scelta dell’area in via Mariana da Frontillo, contestata da Legambiente perché classificata come bosco urbano. «Il fatto di sacrificare 39 alberi di piccolo fusto – continua l’amministrazione – riteniamo sia stata ampiamente compensata dalla scelta di sposare la campagna “Alberi per il Pianeta” promossa dall’associazione Amma Italia, inaugurata lo scorso 8 febbraio nel nuovo Parco “Rosolina” e nell’Area Sae “Piani Campi” e che proseguirà nei mesi prossimi, che prevede la piantumazione di circa 90 esemplari di piante mellifere, suddivise tra alberi ornamentali e alberi da frutto, oltre a numerose essenze arbustive. Oltretutto, il prossimo Consiglio Comunale sarà chiamato a votare anche una mozione promossa dall’associazione “Itidealia” riguardante il rifiuto di identificare nei comuni rientranti nel “Cratere sismico” del 2016 ogni ipotesi di discarica, così come paventato da Provincia e Regione: a conferma della volontà di questa amministrazione di salvaguardare l’ambiente ed evitare tentazioni e scorciatoie, così come paventato in passato. Nonostante ciò – conclude l’amministrazione – rimaniamo disponibili a valutare eventuali alternative o mitigazioni, invitando sin d’ora il direttore di Legambiente Marche, Marco Ciarulli, ad un incontro di approfondimento, nella consapevolezza che l’impossibilità ad individuare un sito alternativo comporterà il ristorno del finanziamento la rinuncia alla realizzazione dell’opera».
Raccolta firme di Legambiente sull’area camper di Valfornace: «Salviamo il bosco urbano»