«Studenti al centro»:
mozione per scongiurare
le “classi pollaio”
REGIONE - A presentarla il capogruppo Pd Francesco Micucci e i consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti e Traversini
«Dalla parte degli studenti marchigiani». Sui tagli agli organici prospettati per il prossimo anno scolastico dall’Ufficio Scolastico delle Marche è stata presentata in questi giorni una mozione firmata dal capogruppo Pd Francesco Micucci e dai consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti e Traversini.
«Questa mozione – spiega Micucci – impegna il presidente e la giunta regionale ad attivare tutte le azioni possibili per scongiurare il taglio degli organici e la conseguente formazione di classi numerose, ad attivarsi presso il Ministero dell’Istruzione per evidenziare una situazione che da troppo tempo rischia di mettere in difficoltà l’organizzazione scolastica delle Marche e dei territori provinciali e a sensibilizzare la conferenza Stato-Regioni sulla necessità di riprendere il disegno di legge n. 877 del 5 maggio 2018 per normare con legge nazionale il tetto di capienza massima delle classi e i criteri a favore di una stabile sicurezza e qualità della vita scolastica degli alunni e dei loro processi di apprendimento e formazione, che tenga in considerazione le diversità territoriali e le esigenze economiche del territorio». Il taglio, che «appare particolarmente incomprensibile e fuori dal contesto attuale caratterizzato dall’emergenza sanitaria provocata dal Covid- 19 – prosegue la nota – che richiede misure di distanziamento sociale per la ripresa dell’attività scolastica al fine di scongiurare la diffusione di una nuova ondata epidemica, provocherebbe le cosiddette “classi- pollaio”, classi troppo numerose con conseguente difficoltà nello sviluppo della didattica, nella sicurezza sanitaria e nel contrasto della dispersione scolastica, condizioni fondamentali per la qualità della scuola italiana più volte richiamate anche dal Ministro dell’Istruzione». Si legge nella mozione: «La scelta di ridurre gli organici è contrastante con le esigenze di una buona scuola e con le caratteristiche dei nostri territori dove la situazione diventerebbe particolarmente ingestibile nell’entroterra e nelle zone terremotate con un’aggravante inaccettabile nei confronti degli studenti con disabilità».
