Cup ad ostacoli,
tra protocolli di sicurezza
e 6mila prenotazioni sospese

RIPARTENZA COMPLICATA - Le telefonate quotidiane sono 4 volte quelle di prima, i tempi tra una visita e l'altra sono raddoppiati per esigenze di distanziamento e sanificazione. Negli ospedali le sale operatorie si sono rimesse in moto, Macerata è quello più in difficoltà. La Regione rilancia la app per far fronte ai problemi per le prenotazioni
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di Luca Patrassi

Passata, o quasi, la paura per i contagi da Covid 19, l’attenzione degli utenti è tornata sugli esami da fare, sulle visite, sugli interventi che erano stati lasciati per qualche mese da parte in attesa di tempi migliori e più sicuri. Ora che, più o meno, i segnali sono confortanti e le attività sono ripartite, ci si scontra con una realtà lontana dalle aspettative. L’utente che pensava di poter definire l’arretrato velocemente, si è trovato di fronte a difficoltà perfino nel sentirsi rispondere al telefono dal Cup. Fissare poi appuntamenti in tempi rapidi è solo una speranza. Il Cup pare stia ricevendo il quadruplo delle telefonate che normalmente riceve in un giorno. I numeri disponibili per le prenotazioni di visite ed esami sono poi esigui, se rapportati alle seimila prenotazioni sospese per il Covid 19 e al fatto che le misure di sicurezza impongono protocolli che raddoppiano il tempo che passa tra una visita e l’altra. Prima si indicava una media di venti minuti ed ora di circa quaranta, per evitare assembramenti e per permettere la sanificazione dei locali.

Si cerca di rispondere potenziando gli orari e aumentando il numero dei giorni dedicati a visite ed esami, ma pure non è facile. La disponibilità non è infinita ed i tre mesi di Covid 19 si portano dietro problemi legati alla disponibilità anche del personale, riposi e ferie da smaltire, esigenze familiari sopravvenute. Non solo visite ed esami. La ripartenza delle attività ospedaliere ha dei protocolli da seguire che non sono agevoli e semplici. L’ospedale di Camerino, l’attività operatoria di chirurgia e di ortopedia è programmata con cinque sedute settimanali ad iniziare da lunedì prossimo. Civitanova è partita da diversi giorni con cinque sedute, saranno dieci da lunedì prossimo per tornare velocemente alle 16 del pre Covid. Macerata è già sugli standard pre Covid con 18 sedute operatorie settimanali. Mentre però Camerino e Civitanova hanno strutture relativamente recenti, Macerata paga il prezzo di utilizzare un ospedale che ha parecchi decenni di vita e poco si presta alle esigenze di cautela legate al Covid 19. Complicato, per esempio, garantire il distanziamento tra i letti nei vari reparti se non riducendo drasticamente il numero. Infinita, poi, la serie di porte e relativi ingressi secondari specie nell’ala vecchia: probabilmente la decisione sarà quella di chiudere tutto e restare con i due ingressi centrali. L’Asur regionale ha indicato i protocolli da seguire negli ospedali: una stanza grigia nei reparti, percorsi distinti, misurazione delle temperature agli ingressi, tamponi da fare a casa 48 ore prima per chi deve essere sottoposto ad intervento. I mesi di stop delle attività chirurgiche ed ambulatoriale hanno portato in eredità numeri pesanti: poco meno di quattromila interventi chirurgici sono rimasti in sospeso, seimila le prenotazioni annullate di visite e di esami. Investimenti pubblici per dare risposte alle richieste di servizi sanitari ma anche tanti fondi dai privati. Nei tre mesi di emergenza Covid ci sono stati migliaia di cittadini che hanno donato soldi e tempo libero per aiutare il prossimo: l’Area Vasta 3 ha avuto donazioni per 1,6 milioni di euro. Intanto i problemi emersi per le prenotazioni di visite ed esami hanno indotto Regione ed Asur a muoversi con urgenza.

Intanto i problemi emersi per le prenotazioni di visite ed esami hanno indotto Regione ed Asur a muoversi con urgenza. La Regione sta mettendo a punto in queste ore un progetto per il recupero delle prestazioni sanitarie (visite mediche ed esami diagnostici) che erano state interrotte durante l’emergenza Covid. Si tratta delle prestazioni non urgenti, che invece sono state garantite. Il piano prevede una maggiore diffusione della app “MyCupMarche” per disintasare i centralini e un allungamento degli operari per cui si potranno fare visite anche di sera e nei weekend. «Anche il sistema della lista di garanzia sarà ripristinato – assicura Luca Ceriscioli, governatore e assessore alla Sanità -. In caso di indisponibilità all’interno delle agende, sarà il sistema sanitario a farsi carico di garantire all’utente la prestazione nei tempi dovuti, richiamandolo entro un termine prestabilito per fissare l’appuntamento». L’app è disponibile gratuitamente per Android in Google Play, per IOS nell’App store Apple o su web all’indirizzo https://mycupmarche.it. Per prenotare visite ed esami (una alla volta) servono le credenziali Spid o cohesion e si deve avere la ricetta demetarializzata.

 

«Impossibile prenotare esami via Cup, ok l’emergenza Covid ma così muoiono tutti gli altri»



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