Fusione Lardini-Roana Cbf,
Morresi conferma:
«Se andrà in porto giocheremo a Macerata»

VOLLEY - Appuntamento tra i club a metà maggio per trovare l'accordo. Il numero uno della società di Filottrano, che da tre anni milita in serie A: «Siamo arrivati al vertice e per rimanerci è indispensabile essere più forti e più grandi»
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Giovanni Morresi

 

di Mauro Giustozzi

Due indizi fanno una prova. E quando a sbilanciarsi sono i due massimi esponenti delle società interessate ecco che il matrimonio diventa sempre più possibile. Prima Pietro Paolella, presidente della Roana Cbf Macerata (leggi l’articolo) ora Giovanni Morresi presidente onorario e anima della Lardini Filottrano. Quest’ultimo ha poi voluto dare una ribalta mediatica nazionale alla probabile fusione tra i club di Filottrano e Macerata, con trasferimento dell’attività sportiva al palas Fontescodella, parlando ai microfoni di Rai Sport.

Lardini«Confermo la notizia di questa possibile operazione – ha detto il numero uno di Filottrano – contatti che io preferisco chiamare chiacchierate che erano iniziate da prima che scoppiasse questa particolare situazione che stiamo vivendo legata all’emergenza coronavirus. Questo perché c’è un’analoga filosofia e modo di lavoro con i dirigenti della Roana Cbf, oltre ad un’amicizia che ci lega da tanti anni: c’è un’idea di fondo di consolidare ed allargare il territorio che possa partecipare a questa avventura di avere una squadra femminile di volley in A1. Ci siamo resi conto in questi 3 anni di militanza nella massima serie nazionale di doverci confrontare con un livello molto alto e professionale sia organizzativo che tecnico per cui è necessario affrontarlo con una struttura forte. Avere dei requisiti che non sono quelli semplici che ci hanno portato sin qua: volontariato, passione ed impegno vanno bene, però siamo arrivati al vertice e per rimanerci ed affrontarlo in modo serio è indispensabile essere più forti e più grandi. Il poter allargare un territorio ed un bacino d’utenza è fondamentale: noi distiamo da Macerata 22 km, siamo confinanti e questa idea su cui stiamo lavorando è affascinante, intrigante e può consentire di avere livelli migliori per le due società».

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Un’ipotesi di lavoro che era spuntata già un anno fa quella di una fusione tra i due club ma che poi, per ragioni diverse, era stata accantonata con le società che hanno proseguito il loro cammino separatamente. Ora, anche con l’abbattersi della crisi economica che porterà con se il post coronavirus pure nello sport, l’ipotesi fusione è riemersa prepotentemente. «Le difficoltà dell’economia e anche degli sponsor per la prossima stagione in tutti gli sport ed a ogni livello saranno innegabili – continua Morresi – però la questione di questa possibile operazione non è esclusivamente economica. Già i contatti si erano avviati più di un anno fa, quando di questa pandemia che sta cambiando il mondo non c’era traccia, perché c’erano similitudini nel modo di lavorare e stima reciproca. Poi allora non se ne fece nulla, con la Roana che ha disputato un buon campionato di A2 da esordiente. Ora si sono create le condizioni per poter riprendere e magari completare il discorso iniziato nel 2019.

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Pietro Paolella

Nel caso in cui la fusione si concretizzerà è chiaro che andremo a giocare al palas Fontescodella di Macerata, anche perché noi a Filottrano non abbiamo un impianto e in questi anni ci siamo spostati per 5 anni ad Osimo e nell’ultima stagione a Jesi. Sempre con la filosofia di allargamento e di un territorio più ampio da coinvolgere: tra Jesi e Macerata le distanze sono praticamente identiche per cui non cambierà nulla per la nostra società». I dirigenti dei due club si sono dati appuntamento a metà maggio per vedere di riuscire a stringere i tempi ed entrare nel concreto per esaminare pro e contro ed ostacoli da superare, quello maggiore probabilmente sarà legato al nome del nuovo club legato a due sponsor storici come Lardini per Filottrano e Roana Cbf per Macerata. «Uno dei temi, se non il tema, è come poter coniugare i nomi delle due società che si mettono assieme -conferma il presidente della società filottranese -. Nessuno vuol perdere la sua identità: noi siamo legati storicamente alla Lardini, azienda che ci ha accompagnato nella scalata alla serie A1. E’ un valore che non vogliamo perdere: io sono convinto che si possano però coniugare queste esigenze delle due società. Siamo anche legati al nome del nostro conterraneo Michele Scarponi con i loghi che abbiamo sulla maglia per le iniziative che sono nate da parte della famiglia dopo la sua scomparsa. Abbiamo intenzione di continuare a far sì che questo resti come identità di Filottrano anche nel progetto nuovo su cui stiamo lavorando».

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