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«Ospedale Camerino, nessun allarmismo
Investiremo oltre 1,2 milioni»

AFFOLLATO il consiglio comunale aperto richiesto da Radici al futuro: le rassicurazioni fornite dal direttore dell'Area Vasta 3 Maccioni e dall'assessore regionale Sciapichetti, dubbi e timori di amministrazione comunale e cittadini
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L’affollato Consiglio aperto di ieri

 

di Monia Orazi

Una seduta operatoria in più ad ortopedia a settimana per ridurre le liste di attesa delle protesi, lunghe anche due anni, l’elisuperficie abilitata al volo notturno i cui lavori saranno conclusi tra qualche settimana, l’arrivo a marzo di un nuovo farmacista, l’avvio del concorso per sostituire il dottor Marco Chiarello, primario di Anestesia e Rianimazione appena andato in pensione, investimenti in nuove attrezzature mediche per un milione e 233mila euro.

L’intervento di Alessandro Maccioni

Sono queste alcune delle novità annunciate ieri sera dal direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni, durante il Consiglio comunale aperto sulla sanità di Camerino, organizzato su richiesta del gruppo di minoranza Radici al futuro, con la sala riunioni Contram che non è bastata a contenere il pubblico presente, rimasto ad ascoltare le quattro ore di dibattito con numerosi interventi dei cittadini. Sono stati stabilizzati anche i 28 dipendenti Asur assunti per il terremoto. «Un’amministrazione che investe 33 milioni di euro dal 2015 al 2019 in tutta la Provincia, cifra mai stanziata nei 35 anni precedenti in tutta l’Area vasta 3 non potete pensare che voglia chiudere qualcosa – ha detto Maccioni – ci correrebbe dietro la Corte dei conti. Occorre partire da quello che abbiamo senza prefigurare scenari apocalittici, non si può andare in giro a dire che l’ospedale di Camerino chiude, poi chi verrà a lavorare qui? Oggi i medici sono inferiori al fabbisogno necessario e possono scegliere. Noi dobbiamo rendere le strutture appetibili, fare un’operazione di marketing per attrarre professionisti, altrimenti la struttura si chiude da sé. Il problema per un ospedale nasce quando sorgono comitati per difenderlo dalla chiusura, quando non c’è bisogno. Quando si investe e si fa programmazione i comitati non servono. Ho dato la mia disponibilità ad incontrarvi, ma ogni volta dite che si depotenzia o si chiude, io non posso correre dietro alle polemiche, parlo con i fatti e con i risultati. Ad esempio riaprire un punto nascita con solo 350 parti l’anno è un rischio, diventa un luogo ad alto rischio perché non viene garantita la qualità. Non lavoriamo per favorire un territorio rispetto ad un altro, abbiamo cercato di portare avanti tutte le strutture».

Il direttore sanitario Massimo Palazzo

Per Camerino Maccioni ha detto di aver risolto la carenza di personale in Cardiologia, dove ci sono ora cinque medici ed un primario. Per radiologia al concorso hanno aderito due cardiologi, dovrebbero prendere servizio a partire da aprile, perché lavorano in altre Asur. Ora a coprire i turni mancanti arriverà personale da altre strutture. Il concorso per il primario di Anestesia è stato bandito e le domande scadono a metà febbraio. È arrivato un medico da Civitanova per sopperire alla carenza di personale in Chirurgia. Saranno fatti due concorsi per assumere personale destinato a Sert e Psichiatria. Tra la nuova strumentazione di prossimo acquisto annunciata da Maccioni sistemi di monitoraggio per Anestesia, un ecografo ed ecotomografo, sistemi di ventilazione polmonare ed uno di monitoraggio dei parametri vitali, una strumentazione per odontoiatria, un sistema di videolaparoscopia per chirurgia, un tavolo operatorio per ortopedia, un armadio per endoscopia. Dovrebbero partire anche le procedure per indire la gara per una tac ed il telecomandato. Maccioni ha detto che a Camerino sono stati investiti tra il 2015 ed il 2019 un milione e 761mila euro.  Presenti anche il dottor Massimo Palazzo direttore sanitario del presidio unico di area vasta, il responsabile dell’emergenza dottor Ermanno Zamponi ed altri dirigenti di area vasta, assenti esponenti dell’Asur regionale, per la giunta era presente solo Angelo Sciapichetti, assessore alle aree interne.

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

«Sgombriamo subito il campo – ha detto Sciapichetti – non sono qua per fare campagna elettorale. Questo è un dibattito civile con gente che vuole approfondire. Non ci sarà nessun tentativo di depotenziare l’offerta sanitaria a Camerino, non va fatto allarmismo. Un’amministrazione parla con gli atti non su Facebook o i giornali. Sarebbe stato meglio fare il piano socio sanitario ad inizio mandato, ci sono voluti due anni perché abbiamo fatto tante consultazioni. Non è vero che vogliamo privatizzare la sanità, siamo al 13esimo posto in Italia per spesa nella sanità privata, chi lo afferma dice una bugia. La Regione deve rispettare i parametri nazionali, ci sono stati governi di diversi colori, nessuno ha modificato il decreto Balduzzi». Ha ribattuto il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: «Ci hanno accusato di fare terrorismo psicologico, invece abbiamo segnalato solo le criticità. Non abbiamo paura di parlare dei timori per la nascita dell’ospedale provinciale, come se tre primari bastassero a risolvere ogni questione. Cardiologia da agosto sino a dicembre non ha avuto il servizio sulle 24 ore, i tempi per la soluzione sono stati lunghi. Vogliamo la certezza che i problemi siano stati superati, le persone vogliono che l’ospedale dia risposte adeguate. Ogni manifestazione di democrazia è utile a questo paese. Occorre rivedere la programmazione del personale, per evitare le carenze».

In apertura di seduta Gianluca Pasqui, capogruppo di minoranza ha detto di aver chiesto il consiglio comunale per informare la comunità sulla situazione attuale dell’ospedale. Ci sono stati poi diversi interventi dal pubblico in cui sono state sottoposte a Maccioni le problematiche più rilevanti dell’ospedale. C’è chi ha denunciato liste d’attesa lunghe ed impossibilità di prenotazione al cup dell’ecodoppler dei tronchi aortici o di ricevere medicinali dalla farmacia comunale, per mancanza dell’unico dipendente rimasto in servizio. Un altro intervento ha espresso timori sul pronto soccorso, il giovane Marco Belardinelli ha sollecitato investimenti per il futuro, chiedendo di riaprire un punto nascita nella zona montana. Carlo Francalancia ha esortato ad emettere tutti gli atti necessari per aver certezza delle cose da fare. Giovanna Capodarca ha denunciato il tentativo di depotenziare le strutture ospedaliere esistenti e chiesto maggiore chiarezza alla politica. Molto articolato l’intervento dell’ex assessore della giunta di Enzo Fanelli, Amedeo Paganelli che ha denunciato le liste di attesa lunghe due anni ad ortopedia, causate secondo Maccioni dall’aumento dei pazienti, confermato dal dottor Stefano Sfascia con numerose presenze da fuori regione, ma con una potenzialità massima di 250 protesi l’anno.

Paganelli ha denunciato anche la diminuzione di interventi importanti a chirurgia e il fatto che chi resta al pronto soccorso due giorni deve portarsi il cibo da casa, circostanze categoricamente smentite da Maccioni. È toccato poi a Luisella Tamagnini, ex medico in pensione che per sei anni ha fatto le veci del primario a Cardiologia, fare il punto, relativamente all’ipotesi di istituire a Camerino la cardiologia riabilitativa, ventilata da Maccioni e Palazzo: «Noi cardiologi eravamo in quattro, senza riposi e con la reperibilità, ci sono voluti sei anni e mezzo per fare il primario. Andai a parlare sia con il sindaco Conti che con Pasqui di questa situazione, non mi hanno ascoltato – ha detto -. Per la cardiologia riabilitativa si deve partire da zero, servono spazi, personale e strutture, meglio non raccontare quello che non è. Io fui minacciata dai vertici di area vasta, prima del cup facevamo 18mila prestazioni l’anno, poi ridotte a seimila. Quando portavo i conti, mi è stato detto che facevo stare troppo tempo la gente in reparto, senza drg non era possibile giustificare le spese. Problemi complessi come questi non si risolvono facendo semplicemente l’elenco delle spese fatte».

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