«Stanno smantellando l’ospedale,
uniti a manifestare ad Ancona»

CINGOLI - L'appello del sindaco Michele Vittori in vista del sit-in di sabato 21 per dire no al passaggio all'Area Vasta 3: «Ci siamo fidati per le ferie estive non ci fidiamo più delle loro promesse e vogliamo i fatti»
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Michele Vittori, sindaco di Cingoli

 

«Invito i cittadini e tutte le forze politiche a sostenere uniti gli interessi delle nostre Comunità nella manifestazione di sabato 21 dicembre. Ci siamo fidati per le ferie estive non ci fidiamo più delle loro promesse e vogliamo i fatti». Sono le parole del sindaco di Cingoli Michele Vittori in merito alla situazione dell’ospedale cittadino.  Per sabato prossimo, infatti, è stato organizzato un sit-in ad Ancona per esprimere la contrarietà della città al passaggio dall’Area Vasta 2 all’Area Vasta 3. Ma il primo cittadino va anche oltre e punta dritto alle problematiche che sta affrontando la struttura. «Il Piano del personale per le sostituzioni dei medici in pensione e degli infermieri – spiega Vittori  – è ancora in alto mare. La direzione generale ancora non risponde né alla mia richiesta, né alla richiesta formulata da tutti gli altri sindaci dell’Area Vasta 2, in un incontro con il presidente Cerscioli e il direttore Guidi a Fabriano. Dopo la chiusura di 20 posti letto su 40 – giustificati con le ferie estive- il nostro ospedale funziona con 3 medici e mezzo, e ancora non si conosce quando verranno integrati 2 sanitari dei reparti andati in pensione, oltre al medico radiologo e la fisiatra nel Reparto post acuzie riabilitativo. Nonostante le pressioni e la programmata manifestazione ad Ancona sabato 21 dicembre, i responsabili sanitari regionali rimangono afasici». Quindi l’affondo ai dem. «Intanto – aggiunge il sindaco – prosegue la solitaria campagna di disnformazione del Pd di Cingoli. Da un lato il Consigliere Consalvi sostiene che l’Area Vasta 2 “è piena di debiti in una situazione prefallimentare”, mentre il presidente Ceriscioli, ai sindaci dell’Area Vasta della Provincia di Ancona ha detto che con i 3 miliardi del bilancio dell’azienda unica regionale sono “tutte infondate queste voci in materia”. Il Pd, probabilmente consapevole del fallimento della politica sanitaria continua a propagandare messaggi, come la riapertura del PPI Punto di primo intervento, misura deliberata dal Consiglio regionale e non ancora attuata dopo oltre 1 anno. Adesso il Pd, consapevole della discriminazione compiuta contro Cingoli rispetto a Pergola e Amandola, con il Piano socio sanitario deliberato in giunta a gennaio 2019, vanta l’intervento risolutore di alcuni consiglieri regionali che avrebbero proposto un emendamento diretto a riconoscere il plesso di Cingoli tra le Aree disagiate, mentre ne sta smantellando gradualmente tutta la sua funzionalità».

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