Polo scolastico e ospedale,
il Comune si rivolge
a Parlamento e Governo

CINGOLI - Il gruppo di maggioranza guidato dal sindaco Michele Vittori chiede rassicurazioni sulla costruzione dei nuovi istituti e sul riconoscimento del territorio come "area disagiata" per garantire servizi al nosocomio
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Michele Vittori, sindaco di Cingoli

 

Futuro incerto a Cingoli per polo scolastico e ospedale, la maggioranza non ci sta. Il gruppo “Centro destra Civico” del sindaco Michele Vittori si rivolge al Governo e al Parlamento per denunciare i disagi del territorio. Lo fa attraverso due note che verranno discusse durante il consiglio comunale convocato d’urgenza per domani (venerdì 6). 

Il primo punto sarà relativo al polo scolastico. La squadra di Vittori denuncia il «pressappochismo» del decreto Sisma approvato recentemente alla Camera. Nella norma, si prevede che gli edifici scolastici dei centri storici debbano essere ricostruiti nei luoghi dove erano prima del terremoto del 2016, salvo ragioni oggettive che lo impediscano. Secondo la maggioranza, questo provvedimento andrebbe ad annullare il lavoro già svolto dal Comune. Il nuovo polo scolastico sorgerà infatti in zona Cupette (fuori dal centro storico), per questioni di sicurezza e infrastrutture. Il sindaco chiede quindi che «il Governo e il Parlamento si impegnino a garantire al Comune di Cingoli e alla Provincia di Macerata la prosecuzione del procedimento del nuovo polo scolastico in area delocalizzata».

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L’ospedale di Cingoli

Per quanto riguarda il capitolo ospedale, la maggioranza intende sottolineare «il disagio e la gravissima discriminazione che la Regione Marche pone in materia di politica sanitaria nei riguardi del Comune di Cingoli». Il gruppo si riferisce alla possibilità che al Comune non vengano riconosciute le condizioni per essere inserito in “Area disagiata”, nonostante la Commissione sanità abbia approvato il relativo emendamento nel Piano sanitario (leggi l’articolo). L’amministrazione chiede inoltre «la permanenza nell’Area vasta 2 e l’immediata riapertura di 40 posti letto, nonché la sostituzione del personale medico, infermieristico, di specializzazione e di laboratorio come previsto dalle vigente disposizioni e come più volte segnalato».  «Questo disservizio – si legge nell’ordine del giorno – sta allontanando giovani medici dal nostro presidio».



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