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Lega, “giallo” su espulsione di Migliorelli:
«Arrivata strana busta dal Senato,
vengo da voi e la apriamo in diretta»

MACERATA - Acque agitate nel Carroccio, l'ex coordinatore cittadino messo alla porta dopo le critiche rivolte al duo Arrigoni-Patassini. Nell'attesa di conoscere domani il contenuto della lettera arrivata da palazzo Madama replica a Giovanni Gabrielli, Simone Merlini e Andrea Cipolletta
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L’avvocato Stefano Migliorelli

 

Acque agitate in casa Lega a Macerata, messo alla porta l’ex coordinatore cittadino Stefano Migliorelli. Ancora non è chiaro se si tratti di un’espulsione vera e propria o di qualcos’altro, tipo un richiamo o un cartellino giallo. Di sicuro ci sono due fatti: che al coordinatore regionale Paolo Arrigoni e al suo braccio destro Tullio Patassini non sono andate giù le critiche mosse dallo stesso Migliorelli su queste pagine in qualità di semplice iscritto alla Lega. Il secondo è che a Migliorelli è arrivata una “strana” busta con carta intestata del Senato.

La lettera arrivata a Migliorelli su busta intestata del Senato

«Non mi è pervenuta alcuna comunicazione dal partito –  risponde Migliorelli sulla sua eventuale espulsione – ma solo una strana raccomandata su busta del Senato della Repubblica, il cui mittente è il questore del Senato Paolo Arrigoni. Potrebbe trattarsi dell’espulsione. Voglio ricordare che la carica di questore del Senato non ha nessuna rilevanza all’esterno dello stesso. I questori del Senato infatti hanno il compito di vigilare sulla applicazione delle norme che regolano le sedute ed i lavori dell’assemblea parlamentare. In particolare coordinano gli assistenti parlamentari – dipendenti pubblici – per assicurare la buona organizzazione e l’ordine nell’istituzione. Una sorta di maggiordomo di palazzo Madama che ha anche facoltà di coordinare gli interventi degli assistenti in caso di intemperanze dei parlamentari. Non essendo io un parlamentare non ritengo possa trattarsi dell’espulsione. Se così fosse due le interpretazioni: o il senatore Arrigoni ha gravissimi problemi di diritto costituzionale e la sua superficialità si manifesterebbe incompatibile con il ruolo che riveste oppure trattasi di volontà intimidatoria che cerca fondamento nel potere delle istituzioni. Comunque la busta non l’ho aperta. Domani vi vengo a trovare in redazione e vediamo cosa c’è dentro».

 

Intanto, nell’attesa di svelare il contenuto della busta, Migliorelli risponde a Giovanni Gabrielli, Simone Merlini e Andrea Cipolletta che avevano bollato le sue critiche al duo Arrigoni-Patassini, come dettate da profondo risentimento.

«Io accusato di essere “accecato dal risentimento” per i “grandi risultati” ottenuti dal partito dopo di me? La sconfitta nei comuni del maceratese alle scorse elezioni sarebbero invece delle vittorie? Il rifiuto dei candidati appoggiati dalla Lega alle ultime amministrative contestualmente alla adesione al partito alle europee costituirebbe un premio alle scelte di Arrigoni e Patassini? Il pensiero dell’onorevole Isidori fuorviato? Eraldo ha espresso il suo pensiero in piena riunione di partito a Macerata in occasione dell’ultima sua presenza ed era vivamente preoccupato per ciò che stava avvenendo. So che si fidava di me e che avrebbe voluto che esponessi il suo pensiero. Non era un grande oratore ma da “onorevole del popolo e per il popolo” vedeva per primo eventuali nubi all’orizzonte. Smentite su quanto dico le accetto solo dalla “attaccatissima” figlia Giorgia e non certo dagli “yesman” del provinciale».

La Lega ai tempi di Migliorelli

Altro punto gli incarichi affidati dal commissario Farabollini. «Perché l’avvocato Cesca e l’intero “pool” capitanato dal duo Arrigoni e Patassini, a seguito dell’accusa dei “terremotati”, hanno sostenuto che c’erano stati solo contatti che non avevano avuto seguito? – domanda – Perché una volta smascherata tale menzogna con la pubblicazione di contratti che prevedevano lauti compensi, si è offesa l’intelligenza di tutti i cittadini marchigiani (specie dei terremotati) sostenendo la legittimità dell’operazione, accampando qualifiche e professionalità invece non corrispondenti a quelle “spiccate e preminenti competenze nelle materie tecnico-scientifiche” imposte dalla legge? Perché i soggetti beneficiari di detti contratti si contraddistinguono tutti per il fatto di aver prestato le loro attività nell’ambito dell’organizzazione politica che si è data il duo “Arrigoni e Patassini”, perfino nel periodo di vigenza dei loro contratti con la struttura commissariale? Sono fatti gravissimi. La domanda di molti ora è politica: che si aspetta a fermare tale “offesa” che noi marchigiani non meritiamo? Molti peraltro si chiedono anche che cosa aspetti la magistratura, pur con i suoi tempi, ad interessarsi della questione?».

Tullio Patassini e Paolo Arrigoni

Migliorelli prosegue: «Vengo ora alla dimostrazione di come io non possa essere “invidioso” di alcunché. Con fatti documentati. Sono stato l’unico responsabile Lega per la città di Macerata sino alle elezioni del 4 marzo 2018. Mai nessuno venne nominato prima. E’ noto che già al termine del 2017 vantavo con sicurezza una Lega al 20%. Il lavoro “vero” è stato svolto in quegli anni ed a Macerata ci fu l’unica vittoria tra tutte le circoscrizioni marchigiane. Quindi affermare che io possa essere risentito dei risultati del duo “Arrigoni e Patassini” è ridicolo. Il problema vero è stata l’opposizione di molti tra noi alla politica della nomina dall’alto. Dopo la vittoria alle politiche del 2018 si è assistito all’arrembaggio al carro della Lega dei “politici professionisti” nella esaltazione dello spirito degli “yesman” pur di pervenire ad un incarico. Di ciò tutti i maceratesi sono consapevoli perché avvenuto sotto i loro occhi. Chi aveva lottato per “Politica Territoriale” e “Meritocrazia” era divenuto un problema. Dati e fatti alla mano: nell’ottobre 2017 ho chiesto ed ottenuto che si formasse la segreteria di Macerata per la nomina del segretario tramite votazioni entro sei mesi. Venne cosi costituita la prima segreteria cittadina nelle Marche in attesa di votazioni da svolgersi entro sei mesi. In tutti gli altri centri marchigiani solo nomine dall’alto. A novembre 2017 si tennero anche le votazioni per la nomina della Segretaria Provinciale: con molti altri lottammo per ottenerle. Nessuno può negare che fui tra i più attivi in tal senso. Interessato solo alla città di Macerata non mi candidai anche perché la provincia sarebbe stata egregiamente condotta dalla Marino. La Marino venne eletta con oltre l’80% dei voti. Insomma ho fatto di tutto per far prevalere una politica “territoriale” e “meritocratica”. Questo punto è innegabile e documentato. Poi è arrivato Arrigoni che fonda la sua leadership sul potere di nomina e sulla conseguente creazione di yeswomen e yesman: non poteva certo tollerarmi!».

Migliorelli con Salvini

Migliorelli parla poi della vicenda della sala slot di Calolziocorte, comune di cui è stato sindaco Arrigoni. Il comune, sotto la guida di Arrigoni, aveva adottato un regolamento comunale che imponeva limitazioni alla apertura delle sale da gioco slot. Improvvisamente, alla richiesta di apertura di una attività di tal genere, l’amministrazione di Arrigoni revocò alcune limitazioni e l’opposizione, che si avvide dell’operazione, alzò le barricate in Consiglio sostenendo che – in ogni caso – il locale da aprire era troppo vicino alla biblioteca comunale e che il regolamento adottato era chiaro sul punto. Arrigoni si mise ad affermare, contro ogni buonsenso e logica, che la biblioteca comunale non poteva ritenersi un luogo sensibile cui mantenere le distanze da una casa giochi di tal tipo, come se il regolamento non avesse anche l’evidente fine di far rimanere i ragazzi che vanno in biblioteca lontano da tali attività, lontano dal pericolo di ludopatia. Spinto dalla contestazione chiese un parere sul punto all’Ancitel (società che fornisce pareri all’Associazione dei Comuni di tutta Italia) e si sentì rispondere che “la biblioteca integra la fattispecie di luogo sensibile per il quale stabilire una distanza minima per l’insediamento di una sala giochi”. A quel punto lo scandalo. Il ricorso agli yesman. Arrigoni invece che revocare l’autorizzazione invitava la “sua” maggioranza a deliberare che secondo il comune di Calolziocorte la Biblioteca comunale non costituiva un luogo sensibile… negando sostanzialmente che una biblioteca comunale sia frequentata da ragazzi cui evitare di passare nei pressi di una casa slot. La delibera venne approvata e la casa slot venne aperta in quel luogo. Non deve però sfuggire che la colpa vera, in un sistema come il nostro, va individuata negli yesman. In fondo se qualcuno della maggioranza dei consiglieri di Calolziocorte avesse “pensato altrimenti” la casa di slot machine non si sarebbe aperta lì. Non abbiamo bisogno di politici così, non abbiamo bisogno di yesman, di soggetti capaci solo di convogliare il consenso per poi non realizzare il bene comune. Abbiamo invece bisogno di gente capace di sapersi imporre per il bene sociale, gente che venga dal territorio, gente capace di far valere un pensiero alternativo quando la strada intrapresa non sia di buonsenso».

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