Terremoto in Albania,
sentito anche nelle Marche
IL VIOLENTO SISMA con epicentro vicino a Durazzo è stato percepito anche sulla costa. Ad Ancona Adria Ferries ha aperto una unità di crisi. Riunione straordinaria della giunta regionale, l'assessore Sciapichetti: «Saremo in prima fila nella rinascita del Paese»
Il violento sisma in Albania, di magnitudo 6.5 con epicentro vicino a Durazzo è stato sentito anche sulla costa marchigiana. Il terremoto ha causato almeno tredici morti e 600 feriti ma si scava ancora sotto le macerie che hanno devastato il Paese al di là dell’Adriatico. Scosse che si sono sentite fino nelle Marche, c’è chi questa notte lo ha avvertito a Grottammare e a San Benedetto tanto che c’è chi ha chiamato i vigili del fuoco per chiedere informazioni e segnalare di aver sentito una scossa. In Italia danni comunque non ce ne sono stati ma la scossa è stata sentita perfino a Napoli. Tanti gli albanesi che vivono nelle Marche e nel Maceratese, scossi per quello che è avvenuto nel loro Paese. Persone che il terremoto lo hanno vissuto nel 2016 con le scosse del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre. C’è chi chiede di inviare aiuti per aiutare le popolazioni. Ad Ancona la compagnia Adria Ferries, che fornisce collegamenti con Durazzo, ha aperto una unità di crisi per portare aiuti. Nel pomeriggio la giunta regionale si è riunita in via straordinaria proprio per mettersi a disposizione della Protezione civile per qualsiasi forma di aiuto da fornire all’Albania. L’assessore Angelo Sciapichetti: «Solidarietà ai fratelli albanesi, siamo disponibili h24 per ogni forma di aiuto». Sciapichetti ha riferito in merito ai contatti avuti con il Dipartimento nazionale che ha subito mobilitato le protezioni civili delle regioni più vicine alla costa albanese. «Le Marche – ha detto l’assessore – hanno dichiarato la completa disponibilità h24 a soddisfare ogni necessità che perverrà già nei prossimi giorni. Nell’immediato altre Regioni più limitrofe all’Albania si faranno carico dei primi aiuti, noi come Marche metteremo a disposizione tutto l’occorrente per sostenere le esigenze delle popolazioni che verranno manifestate. Le Marche terremotate, che hanno ricevuto la solidarietà nazionale e internazionale, saranno in prima fila nella rinascita del Paese delle Aquile».

Non l’ho sentita la scossa.
Sentita bene al quarto piano!!!
Non l’ho avvertito, ma mi dispiace per il popolo albanese
Siabiché, non te venesse su la mente de presentatte là con un paro de forbici da inauguraziò!! Recordete che in Albania guarda tutti TVRS. Eppò ce jario piano co se promesse de jutà che guarda pure Tv Centro Marche, li Sibillini co le àcche in mezzo la née e le belle bidonville più vidò che ville co li funghi marziani.
Premesso che, da “terremotato” esprimo la mia solidarietà al popolo albanese, così duramente colpito dal sisma, vorrei ricordare all’esimio Assessore Angelo Sciapichetti, nato a San Severino Marche:
1. che, a seguito degli eventi sismici del 2016, se non ricordo male, ben 87 comuni della Regione Marche, hanno subito danni e sono stati inseriti nel cosiddetto “cratere”;
2. che di questi 87 comuni, ben 46 (Acquacanina, Apiro, Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Colmurano, Corridonia, Esanatoglia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Gualdo, Loro Piceno, Macerata, Matelica, Mogliano, Montecavallo, Monte San Martino, Muccia, Penna San Giovanni, Petriolo, Pievebovigliana, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Ripe San Ginesio, San Ginesio, San Severino Marche, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Sefro, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Urbisaglia, Ussita e Visso) appartengono alla Provincia di Macerata;
3. che molti di questi comuni, posti nell’entroterra maceratese, hanno subito danni rilevantissimi dal punto di vista edilizio, sociale ed economico;
4. che, a distanza di oltre 3 anni dagli eventi sismici, chiacchiere e passerelle politiche a parte, la ricostruzione delle zone colpite si eleva molto poco al di sopra dello zero;
5. che, di questo passo, solo i nipoti dei terremotati, se avranno la fortuna di vivere a lungo, potranno, forse, avere il privilegio di di vedere (ovviamente, da turisti) la ricostruzione dei paesi in cui vissero i loro nonni;
6. che, nel frattempo, lo splendido alto maceratese, abbandonato a se stesso a causa dell’incuria, del disinteresse, del menefreghismo e della incapacità della classe politica, si spopolerà quasi completamente.
Per questi e per tanti altri motivi che, per necessità di sintesi, tralascio, invito e prego l’esimio Assessore Angelo Sciapichetti affinchè, una volta portata a compimento la “rinascita del Paese delle Aquile”, voglia gettare uno sguardo benevolo voglia gettare uno sguardo benevolo anche su questa terra martoriata che, involontariamente, gli ha dato i natali e che, del tutto inconsapevolmente, per ben due volte, gli ha dato i voti per essere eletto in Consiglio Regionale.
Credo che l’esimio ricordi seppur confusamente che anche nel maceratese c’è stato un distruttivo terremoto non molto tempo fa. Lo ricorda lui, lo ricordano in molti. Il problema e che per tanti di questi memori, il ricordo è stato archiviato per fare spazio ad altre ed importanti, per loro, nuove emergenze. Per l’esimio possiamo restringerle in maniera seppur non esaustiva e tolte le ore dedicate allo svago, al sonno, al cibo, rimango quelle poche da dedicare alle sempre più vicine battaglie elettorali a Macerata e soprattutto ad Ancona. In Regione non mancherà di riprovarci visto che scorrendo questa pagina ci sono molti commenti o chiamiamoli messaggi di ” simpatia ” verso il nostro caro esimio che gli saranno di propulsione a non mollare. A Macerata deve comunque fare il relescion public men traghettando i suoi voti insieme a quelli di Carancini ed altri verso il segretissimo unto dal Pd. Ma salvandone forse uno/una sia in Regione che a Macerata per cui ancora non c’è stato un adeguamento alla sciatteria totale ma statisticamente poco probabili vincitori delle due Kermesse, mi chiedo che differenza fa chiunque vinca scelto nel mucchio servatico,. Si cerca nella società civile, allora c’è n’è anche una incivile e perché non lo cercano di qua il candidato da presentare che mi sembra più consono ai vari gruppi dei quali in molti hanno già dato il loro contributo e a sentire come si sbranano civilmente ognuno usando i propri lunghi ed arrossati canini, non sono assolutamente dissimili. Chiedo scusa se ho preso due piccioni con una fava ( il commento) ma è dovuto a motivi personali, non miei ma della redazione sempre più stringente o forse più distratta nel riportare i miei commenti certo non all’altezza di specifici commentatori, un paio, toh tre o quattro al massimo che stanno facendo dell’incomprensione mescolando ciccì e coccò con Trinchetto e Catullo la loro caratteristica uniti in un amplesso indissolubile. Ehh, sui grandi discorsi si conclude così.