Il sindaco si dimezza l’indennità,
la giunta segue l’esempio

MATELICA - Gli assessori prenderanno il 30 percento in meno rispetto a quanto previsto dalla legge. Il primo cittadino invece il 50 percento. La decisione annunciata in Consiglio comunale mentre si discuteva dell'indennità al presidente Turchi
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Il Consiglio comunale di Matelica

 

Il sindaco di Matelica Massimo Baldini si è diminuito l’indennità del 50 percento rispetto alla quota prevista per legge, gli assessori invece hanno deciso di ridurla del 30 percento. È emerso durante il Consiglio comunale di ieri, mentre si discuteva dell’indennità di carica spettante al presidente del Consiglio comunale Francesco Turchi.

Per la prima volta da quando nella precedente consiliatura è stata istituita questa figura, ricoperta prima dall’avvocato Alessandro Casoni e poi da Maria Laura Medici, percepirà l’indennità prevista dalla legge, pari a 237 euro. «Prendiamo atto della scelta di introdurre l’indennità di carica per la figura del presidente del consiglio, figura da noi voluta e da molti osteggiata e di cui ci fa piacere si riconosca il valore»,  hanno detto Cinzia Pennesi e Fabiola Santini del gruppo “Per Matelica”.

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Massimo Baldini, sindaco di Matelica

Il sindaco Massimo Baldini ha spiegato che «sono stato uno di quelli che ha osteggiato la carica di presidente del consiglio comunale, ma alla fine riconosco che libera il sindaco da una mole di lavoro. In quanto alla scelta di percepire l’indennità è strettamente personale, in giunta io ho scelto di ridurre del 50 percento il mio compenso e gli assessori del 30 percento, per una cifra nel complesso lievemente inferiore a quella della precedente amministrazione».
Al momento del voto gli assessori Rosanna Procaccini e Graziano Falzetti si sono astenuti, motivandolo con il disaccordo sulla scelta, ribadendo la loro stima all’avvocato Francesco Turchi. Voto favorevole da parte della minoranza, in totale cinque gli astenuti. Il presidente del consiglio Turchi ha spiegato che l’indennità «è prevista dalla legge, è un principio costituzionale che permette di accedere alle cariche pubbliche, dunque sono favorevole alla sua introduzione. Ho cercato di ridurla a dieci euro, ma la legge prevede solo la decurtazione del 10 percento. A prescindere da questo voto la maggioranza è forte».

(m. o.)



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