Il viaggio di “La terra tremano”
si chiude con una standing ovation

FESTIVAL - La rassegna ideata da Giorgio Felicetti è andata in scena a San Ginesio a conclusione di 11 appuntamenti che si sono svolti nei luoghi più disparati. «E’ uno dei casi in cui l’arte diventa esperienza profonda dell’umano». Il 30 ottobre appuntamento in teatro al Lauro Rossi di Macerata

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Il regista e attore Giorgio Felicetti in scena

 

Una lunga standing ovation segna il successo per il festival “La terra tremano”. Negli spazi dell’ostello di San Ginesio si è conclusa la rassegna ideata e diretta da Giorgio Felicetti. Dopo un viaggio lungo undici giornate, nell’arco di due mesi, il festival ha riscosso successo con un pubblico sempre più numeroso, giunto da tutte le Marche, per assistere alle rappresentazioni e agli allestimenti nei luoghi più disparati.

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Una scena dello spettacolo teatrale

Nei parcheggi, in mezzo alle sae, come a Pieve Torina, nei chiostri come a San Ginesio, in riva al lago di Fiastra, in piazze puntellate come a Pievebovigliana, in borghi medievali come a Sarnano, in un rifugio di montagna come a Bolognola, nella “zona rossa” di Visso, in container chiesa come a Monte Cavallo, o ristoranti, come a Ussita, o palestre come a Camporotondo. «E’ stato bellissimo – ammette Felicetti – vedere arrivare pubblico da tutte le Marche. Ma la cosa che più ci rende orgogliosi è stata la partecipazione delle popolazioni del cratere. Un passaparola tra i residenti ha reso ogni rappresentazione imperdibile per gli abitanti dei paesi. C’è voluta tutta la mia follia per concepire un evento del genere, così lungo nel tempo e ravvicinato nei luoghi. Confesso ora, che qualche perplessità inizialmente l’avevo anch’io, specie dopo quel nubifragio di luglio che aveva fatto saltare parte della data iniziale, proprio a San Ginesio. Tutto poteva far pensare che era da pazzi sfidare la natura dei Sibillini». Gli eventi di La terra tremano sono stati seguiti anche dai canali nazionali, come la diretta radiofonica con Rai Radio Tre, grazie a un cartellone che prevedeva ospiti come i Fratelli Mancuso, Simona Vinci, Lucia Tancredi, Sergio Altamura, Francesco Savoretti, Paola Tassetti, Antonio Malagrida, Our Cat.

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Giorgio Felicetti

«Questo festival – spiega il regista e ideatore – è uno dei casi in cui l’arte diventa esperienza profonda dell’umano. Credo di essermi spinto oltre ogni mia conoscenza delle paure e dei sentimenti umani. Dopo quel che abbiamo vissuto insieme, negli ultimi due mesi, mi sento davvero, intimamente di Pievebovigliana, di Visso, di San Ginesio, di Bolognola, di Monte Cavallo, di Camporotondo, di Ussita, e di ogni paese in cui ho raccontato le vicende del sisma. Ogni sera, c’è stata una condivisione così profonda, assoluta, con le persone e con i luoghi, che credo siano cambiati per sempre l’immaginario di questo paesaggio e il modo di raccontarlo». Anche a San Ginesio, dentro l’ostello, si è ripetuta la catarsi, in chi era presente per assistere alla rappresentazione. «Uno spettacolo fatto col cuore, che arriva al cuore», è stato uno dei commenti più frequenti. «Uno spettacolo meraviglioso, commovente e incisivo, da far arrivare alle istituzioni», ripete una spettatrice ai rappresentanti della regione Marche presenti in sala, Daniele Salvi e Simona Teoldi. Visibilmente scosso il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che ha abbracciato l’attore: «Grazie Giorgio per le emozioni che ci hai trasmesso questa sera, lo spettacolo è fantastico. Questo festival non può fermarsi qui, deve assolutamente continuare», lasciandosi poi andare alla commozione.

la-terra-tremano-festival-3-325x244Un particolare ringraziamento, da parte degli organizzatori, ai colleghi sindaci della rete festival: «A tutti loro va il nostro ringraziamento, per come sono riusciti a co-organizzare La terra tremano, nonostante l’emergenza quotidiana in cui sono costretti ad agire. Questo è un bellissimo segnale, di forza progettuale. Così come ringraziamo la regione Marche che, grazie ad un bando pubblico, ha reso possibile tutto questo». Intanto, il progetto va avanti più: è già partita la produzione del docu-film della Noura Cinema di Milano, per la regia di Michele Ciardulli e la fotografia di Mario Mattioli. Sono state girate diversi immagini, nei luoghi del festival e non solo, toccando le regioni del centro Italia colpite dal sisma del 2016: Umbria, Lazio, Abruzzo. «Ora è tempo di lasciare questi luoghi – conclude Giorgio Felicetti – ma sarà un arrivederci, perché il nostro cuore resta qui. E’ tempo di tornare nei teatri. Il 30 ottobre prossimo, a tre anni esatti dalla grande scossa, allestiremo “La terra tremano” al teatro Lauro Rossi di Macerata».


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