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Bravi-Pd “promessi sposi”?
Gostoli: «L’obiettivo è ricostruire l’unità»

RECANATI - Il segretario regionale tenta di mediare dopo le polemiche tra la coalizione vincente e i dem: «Abbiamo salvato la città dalla destra, dobbiamo ritrovare un percorso comune: è ciò che ci ha chiesto il nostro popolo». Intanto il coordinatore locale Andrea Marinelli non ci sta a passare da boicottatore: «I numeri parlano chiaro, senza il nostro apporto il centrosinistra avrebbe perso. Potrebbe anche essere legittimo un cambio a livello cittadino, ma dovrà essere il partito a deciderlo»
lunedì 10 Giugno 2019 - Ore 21:27 - caricamento letture
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Antonio Bravi durante i festeggiamenti in piazza

 

di Giovanni De Franceschi

«Come Pd siamo molto contenti che abbia vinto Antonio Bravi, non solo perché può dare continuità al buon governo di centrosinistra degli ultimi dieci anni, ma anche perché è la scelta giusta per il futuro di Recanati.  In generale il Pd, insieme alle coalizioni di centrosinistra e le migliori forze civiche, ha vinto nella maggioranza delle realtà al voto in un clima tra i più difficili degli ultimi venti anni. Nelle città e nei Comuni marchigiani è stata premiata una classe dirigente capace di esprimere il buon governo. Tanta energia locale da cui ripartire per vincere le prossime sfide».

Giovanni Gostoli

Sono le parole del segretario regionale dem Giovanni Gostoli, soddisfatto per i risultati del ballottaggio a Fano, Osimo e Recanati. In particolare nella città leopardiana la vittoria per il centrosinistra è stata una molto sofferta, appena 29 i voti di distacco dal candidato del centrodestra Simone Simonacci. Un’elezione iniziata con una spaccatura fratricida tra l’amministrazione uscente rappresentata da Antonio Bravi e il Pd  e finita con le polemiche, nonostante il successo. In pratica la coalizione, con il neo sindaco e l’ex Francesco Fiordomo in testa, ha lamentato di essere stata lasciata da sola contro tutti. Con un chiaro riferimento proprio ai dem. Non a caso c’è stata anche la lettera di un iscritto, ripresa poi da altri simpatizzanti, in cui si segnalava sia a Gostoli che a Zingaretti un atteggiamento ambiguo del Pd locale al ballottaggio. «Adesso però dobbiamo guardare avanti – continua il segretario regionale – e abbiamo tre strade: la prima è far finta che non sia successo niente, chiudersi nelle stanze e ignorare quello che è accaduto; la seconda è continuare con una litigiosità permanente; la terza, anche se è la più difficile è provare a ricostruire un’unità. Io considero le prime due inappropriate e noi come segreteria regionale, nel rispetto dell’autonomia della federazione provinciale e del circolo locale, ci mettiamo a disposizione così come abbiamo fatto fin dall’inizio, quando abbiamo cercato una sintesi che ci avrebbe consentito di vincere probabilmente già al primo turno».  Insomma Gostoli, a differenza del segretario provinciale Francesco Vitali che stamattina in pratica è come se avesse voluto glissare, non nega che un problema di fondo ci sia. Il punto ora è capire come superare questa fase che avrebbe potuto portare alla disfatta il centrosinistra. «Dopo aver salvato Recanati dalla destra – continua il segretario regionale – bisogna costruire un Pd che sostenga la nuova amministrazione.  Se c’è la volontà di costruire un nuovo sentiero unitario, dovremmo nei luoghi opportuni provare ad approfondire quello che è avvenuto e costruire una proposta per ricucire la frattura. C’è bisogno di un fiducia reciproca e di un obiettivo comune. Noi vorremmo dar seguito al nostro appello sincero per Bravi. Anche perché in queste situazioni bisogna chiedersi innanzitutto cosa vorrebbe il nostro popolo e il nostro popolo ha dimostrato di volere un centrosinistra unito».

Andrea Marinelli

Questa settimana sarà convocata una segreteria regionale e la prossima una direzione sempre regionale per analizzare il voto. E’ molto probabile quindi che anche il provinciale convochi a breve una direzione, da dove potrebbero uscire delle risposte a livello territoriale e in particolare per Recanati, dove il Pd al primo turno ha scelto di appoggiare l’altro Bravi, Graziano. Al momento di commissariamento di Recanati nessuno ne parla e ne vuol sentir parlare. Intanto però il segretario di cittadino Andrea Marinelli non ci sta a passare da boicottatore e sarebbe anche disposto a fare un passo indietro, purché sia il partito a decidere. Una risposta altrettanto chiara alle parole inequivocabili di Antonio Bravi, che sempre stamattina aveva detto: «Se il Pd fosse stato compatto la forchetta sarebbe stata più ampia, ho intenzione di recuperare, ma è chiaro che servono basi e persone nuove per farlo». Ecco la risposta di Marinelli:  «Faccio i miei complimenti ad Antonio, secondo me sarà un ottimo sindaco, ma i numeri parlano da soli: se il Pd non avesse fatto la sua parte si sarebbe perso. Si è vinto di misura perché quello era il margine di uno scontro polarizzato molto difficile. Non vogliamo riconoscenza, ma neanche lo stravolgimento della realtà. Il nostro appoggio al ballottaggio a Bravi è stato chiaro, sancito prima dal direttivo e poi ratificato da un’assemblea pubblica. E non è stato neanche facile farlo passare, vista la prima parte di campagna elettorale in cui noi siamo stati indicati come i veri nemici al posto della Lega. Certamente all’interno del partito una riflessione politica andrà fatta vista la sconfitta al primo turno e penso sia legittimo anche un eventuale cambio, non è detto che uno debba fare il segretario a vita. Ma questo dovrà essere il partito a deciderlo non certo Antonio Bravi».

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