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Antonio Bravi sindaco, il day after
Resa dei conti con il Pd
«Servono basi e persone nuove»

RECANATI - Il neo sindaco, dopo la vittoria al ballottaggio, è lapidario sull'apporto dei dem: «Se fossero stato compatti la forchetta sarebbe stata più ampia, ho intenzione di recuperare il rapporto, ma è necessario un cambio». Lettera di alcuni iscritti a Zingaretti e Gostoli per chiedere conto dell'atteggiamento ambiguo del coordinamento locale. Il segretario provinciale Vitali prova a stemperare: «Abbiamo contribuito alla vittoria». Ecco la composizione del nuovo Consiglio
lunedì 10 Giugno 2019 - Ore 15:01 - caricamento letture
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Il brindisi in piazza dopo la vittoria

 

di Giovanni De Franceschi (foto Federico De Marco)

«Abbiamo vinto contro tutti e questo ci dà una soddisfazione ancora più grande. Adesso possiamo ripartire da subito, la città non si ferma, da oggi siamo già operativi in Comune». Il giorno dopo la soffertissima vittoria al ballottaggio che lo ha incoronato sindaco di Recanati e la notte di festa in piazza Leopardi (leggi l’articolo), per Antonio Bravi è il momento dell’analisi e della consapevolezza del lavoro che da qui ai prossimi anni attende sia lui che la sua squadra. Nel centrosinistra l’aria resta tesa, soprattutto sul versante Pd. 

«Innanzitutto ringrazio tutti i cittadini che hanno capito il messaggio – continua il neo sindaco – malgrado tutte le forze contrarie ci hanno permesso di raggiungere questo risultato che definirei un capolavoro. E’ stata una vittoria molto sofferta e ancora dobbiamo recuperare la serenità, ma il segnale che voglio dare è che non c’è da perdere tempo e possiamo fin da subito rimetterci a lavorare per la città». La serenità di cui parla Bravi è ovviamente quella all’interno del centrosinistra. Visto che fin da subito sul banco degli imputati è finito il Pd locale, accusato di aver dato solo un appoggio di facciata e di non essersi speso quasi per niente per Bravi al ballottaggio dopo aver sostenuto un altro Bravi (Graziano) candidandolo al primo turno.

Il segretario provinciale Francesco Vitali, sembra non voler prendere atto dei problemi che ci sono stati e si dice soddisfatto del risultato.«Abbiamo contribuito a conservare Recanati nel centrosinistra facendo eleggere Antonio Bravi – dichiara – Nell’ultimo periodo il Pd locale ha preso coscienza e responsabilità di quanto accaduto, sia il partito che l’elettorato si sono impegnati per il ballottaggio». E così rinvia a prossime analisi e riunioni ogni decisione sul circolo locale, dopo spauracchio del commissariamento paventato nei giorni scorsi: «Una ricucitura dei rapporti è ora in mano ad Antonio Bravi. Il Pd comunque ha saputo reagire ad una situazione difficile. Recanati era l’ultimo e importante tassello, ora faremo un’analisi approfondita dei territori, ma mi sembra evidente che mentre il risultato delle Europee non è stato positivo, a livello locale si registra un ottimo radicamento, come abbiamo visto anche a Osimo e Fano».

Per quanto riguarda Recanati però la realtà racconta un’altra storia. E non è un caso che alcuni iscritti dem abbiano inviato una lettera al segretario nazionale Zingaretti e a quello regionale Gostoli per chiedere conto del perché la segreteria locale non si sia spesa per Bravi al secondo turno. «Quello che ci dicono i cittadini ai seggi conferma l’atteggiamento distante e favorevole al candidato di centrosinistra solo a parole – si legge nella lettera – peraltro sempre polemiche e ambigue. Nessun messaggio e nessuna mail agli iscritti, nessuna partecipazione pubblica (nonostante gli inviti) agli eventi, nessun post e nessun articolo». Questo è quanto sostengono alcuni iscritti.

Tesi confermata sia da Fiordomo subito dopo la vittoria («Il nostro gruppo civico di centrosinistra è stato lasciato solo. E ci sono state situazioni gravi), sia dallo stesso Bravi, che però preferisce non entrare nella polemica. «Fare un’analisi dei flussi, visto che le coalizioni sconfitte al primo turno rappresentavano circa il 60% dei voti, è quasi impossibile – aggiunge il neo primo cittadino – però è chiaro che se il Pd fosse stato compatto la forchetta sarebbe stata più ampia. E’ un dato oggettivo ciò che sostengono alcuni iscritti, però voglio tenermi fuori da questa polemica, non sono mai stato nel Pd. E’ un’area politica con cui ho lavorato 10 anni e ho intenzione di recuperare, ma è chiaro che servono basi e persone nuove per farlo». Il messaggio al segretario Andrea Marinelli è più che chiaro. Sulla giunta invece ancora nessuna anticipazione, neanche su un eventuale nomina di Francesco Fiordomo a vice. «Nel giro di una settimana al massimo farò le nomine», taglia corto Bravi.

IL CONSIGLIO COMUNALE – Vista la sconfitta di Simone Simonacci, l’apparentamento ufficiale non porterà nessun consigliere alle liste di centro di Massimiliano Grufi. Quindi 10 consiglieri alla maggioranza e sei all’opposizione. E saranno così divisi: cinque consiglieri a Vivere Recanati (Rita Scoccio, Mirco Scorcelli, Tania Paoltroni, Giorgio Lorenzetti e Antonella Mariani), due a Uniti (Stefano Miccini e Michele Moretti), uno a Idee in Comune (Sergio Bartoli) e due a Recanati Insieme (Reginaldo Polsonetti e Roberta Sforza). All’opposizione invece, oltre ai due candidati sindaci Simone Simonacci e Graziano Bravi, entrano due consiglieri della Lega (Nicoletta Marzioli e Benito Mariani) e due del Pd (Andrea Marinelli e Roberta Pennacchioni).

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