Corsa alla spada, è polemica:
«Festa ostaggio di pochi
non è detto che ci saremo»
CAMERINO - Il direttivo di Muralto: «La maggioranza aveva deciso di allestire le taverne vicino alla chiesa di San Venanzio ma non andava bene al terziero di Mezzo e ad alcune attività che ne fanno parte. E' chiaro che le decisioni del comitato centrale non contano più nulla»

Il terziero di Muralto
«Non riteniamo di dover sederci a nessun tavolo fin quando non ci sarà assicurato il rispetto delle decisioni già prese, e ci riserviamo di decidere sulle modalità di una eventuale partecipazione alla festa che ad oggi, data la situazione non riteniamo scontata». Così il terziero di Muralto minaccia di non partecipare alla Corsa della spada di Camerino, dopo che il sindaco Gianluca Pasqui ha assunto la presidenza provvisoria dell’associazione. Il problema, per il terziero biancoblu, nasce dall’opposizione del terziero di Mezzo alla location scelta per le taverne. Opposizione che ha portato anche alle dimissioni della presidente Sandra Gentili, a cui poi è subentrato Pasqui.
«E’ inutile fare finta di non sapere quale è il problema, che tutti conosciamo, cioè l’ubicazione delle taverne – spiega il direttivo del terziero di Muralto -. Il comitato centrale era chiamato a decidere se posizionarle al Sottocorte Village o nella chiesa di San Venanzio più o meno nelle stesse postazioni dell’anno precedente. Il 16 marzo a maggioranza, con l’opposizione del terziero di Mezzo, il comitato centrale sceglieva di voler rimanere vicino alla città, sia per simboleggiare l’attaccamento alla città che per motivi di rispetto nei confronti della parrocchia di San Venanzio patrono, nella cui area si sarebbero dovuti svolgere mercatini e spettacoli». Scelta confermata anche dalla riunione del 26 marzo, ma non gradita a tutti. «Sono insorti i commercianti del Sottocorte Village, per la verità non più di quindici in tutto, di cui alcuni sono autorevoli esponenti del terziero di Mezzo, insistendo nella propria richiesta, e indicendo una riunione tramite l’Art.Com con i rappresentanti del comitato centrale», spiega il direttivo di Muralto. Da qui le dimissioni rassegnate da Gentili lunedì scorso.

Al centro Sandra Gentili
«E’ evidente – dice Muralto -, che siamo a questo punto per il rifiuto da parte del terziero di Mezzo di attenersi ad una decisione legittimamente presa con cinque voti contro uno favorevole, e che l’intenzione di rimettersi a tavolino è chiaramente prodromica ad una ridiscussione di tutto quanto già deciso per ben due volte, magari con l’appoggio di qualcuno disposto a cambiare idea». Per i componenti del terziero di Muralto, si stanno mettendo in discussione scelte già fatte e l’autorità del comitato centrale della Corsa alla Spada: «Ora è chiaro che ciò significa che le decisioni del comitato centrale non contano più nulla, o meglio contano solo se accontentano il terziero di Mezzo e i commercianti che ne fanno parte, pertanto, allo stato delle cose non riteniamo di dover sederci a nessun tavolo fin quando non ci sarà assicurato il rispetto delle decisioni già prese, e ci riserviamo di decidere sulle modalità di una eventuale partecipazione alla festa che ad oggi, data la situazione, non riteniamo scontata. Noi abbiamo sempre onorato questa festa con impegno e lealtà come dimostra il fatto che due anni fa a posizioni invertite ci siamo adeguati alla decisione del comitato centrale di fare le taverne tutte insieme, e non possiamo accettare che la stessa festa sia ostaggio di quindici commercianti per motivi che nulla hanno a che fare con la Corsa alla Spada e Palio».
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Più che ‘ostaggio’, se ho ben capito sarà ‘appannaggio’ di pochi.