“La mia seconda volta” da sold out
«Storia vera che parla ai giovani»
ANTEPRIMA al Multiplex di Piediripa per il terzo film di Simone Riccioni. Con lui anche le protagoniste Maria Chiara Dimitri e Aurora Ruffino. Sponsor della pellicola Banca Macerata. Il presidente Cavallini: «Speriamo che eviti a qualcuno di cadere in qualche trappola da cui poi difficilmente si esce». LE FOTO

di Federica Nardi (foto di Andrea Petinari)
«Quando racconti qualcosa con il cuore, arriva al pubblico. E il film sta registrando una bellissima reazione, soprattutto tra i giovani. Non avrei immaginato che potessero appassionarsi a una storia vera e anche molto dolorosa come questa». Simone Riccioni esordisce così nella sala d’attesa del Multiplex di Piediripa (Macerata), dove stasera ha salutato il pubblico delle due sale sold out per l’uscita del suo terzo film che lo vede anche come produttore: “La mia seconda volta”.

Aurora Ruffino, Enrico Verdicchio e Ferdinando Cavallini
Con lui le altre due protagoniste, Maria Chiara Dimitri e Aurora Ruffino, l’attore marchigiano Enrico Verdicchio, il regista Alberto Gelpi e il presidente di Banca Macerata, Ferdinando Cavallini, che ha sostenuto la produzione del giovane attore e produttore di Corridonia. Dopo “Come saltano i pesci” e “Tiro libero”, dove Riccioni figurava sempre come attore e produttore con Linfa crowd, “La mia seconda volta” parla di una storia vera, quella di Giorgia Benusiglio. Una ragazza di Milano che una decina di anni fa fu sul punto di morire dopo aver assunto una pasticca di ecstasy. L’ambientazione è marchigiana e anche maceratese. Le riprese hanno animato le vie di Macerata, Recanati, Civitanova, Corridonia.

Simone Riccioni
Il tentativo di Riccioni è ancora una volta quello di puntare l’attenzione sul nostro territorio: «Ci sto provando – dice -, ma avrei bisogno di un aiuto che so che prima o poi arriverà. E’ il terzo film che facciamo, penso che ormai si capisca che facciamo sul serio». Le tematiche sono forti ma l’intento del film è di far riflettere «senza moralismi – spiega il regista alla platea della sala uno -. Questo film è per i ragazzi come voi, vogliamo informarvi. La pellicola vuole semplicemente dirvi cosa può succedere. Poi sarete voi a scegliere, con le vostre teste». Il messaggio è importante anche per Cavallini, che raccoglie gli applausi in sala insieme ad attori, attrici, studenti del liceo artistico di Macerata e alla direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, Rossella Ghezzi, accompagnata dalla ex direttrice Paola Taddei e dalla docente Eleonora Sarti.

Ferdinando Cavallini insieme a Simone Riccioni
«La banca – spiega Cavallini – è sensibile a tutto ciò che possa migliorare la vita dei giovani. Abbiamo voluto dare spazio per esprimersi a questo brillante giovane di Corridonia (Simone Riccioni, ndr). Speriamo che eviti a qualcuno di cadere in qualche trappola da cui poi difficilmente si esce. E non da ultimo il film promuove queste zone». Per Aurora Ruffino il progetto «può veramente aiutare i giovani. Ed è il motivo per cui amo fare questo mestiere. Abbiamo incontrato tantissimi studenti». Maria Chiara Dimitri è alla sua prima prova da attrice e da protagonista: «Nel fim c’è il desiderio di passare il messaggio chiaramente ma senza fare moralismi, rendere consapevoli le persone di quello che stanno guardando».




Rossella Ghezzi

Studenti del liceo artistico insieme a Ferdinando Cavallini

Alberto Gelpi

Maria Chiara Dimitri

Enrico Verdicchio





Attore marchigiani emozionati.
Film di alto valore etico. Non è scaduto nell’odio delle vittime che può scaturire in vicende legate allo spaccio. Forse qualcuno lo avrebbe voluto più d’azione, con i cattivi spacciatori messi dentro. Come io stesso mi aspettavo… Sarebbe però andato fuori genere. Credo che questo sia il miglior film di Riccioni, pure per la presenza di un regista come Alberto Gelpi, che ha saputo creare un affresco, in cui alcune sequenze esaltano la bellezza unica del Maceratese, così legato alle visioni esoteriche del Leopardi.
Un sentito riconoscimento pure alla nostra Banca di Macerata, sensibile realizzatrice di questi significativi lavori cinematografici.
Il Ministero della Pubblica Istruzione dovrebbe programmarlo in tutte le scuole, con l’ostracismo, ovviamente, di quelle forze sociopolitiche che sono per lo spinello libero, la droga libera, la modica quantità ad uso personal, eccetera, e ovviamente dei mercanti di morte.