“Note di speranza”
Un concerto per sostenere
la ricerca sul neuroblastoma
MONTEFANO - Il concerto benefico organizzato dall'Enea Onlus, l’associazione di genitori che aiuta la ricerca scientifica, in programma sabato alle 17 al teatro Rondinella. L'evento in ricordo di quattro bambini vittime della malattia
«Note di speranza … sulle ali di Haiko, Maria Noemi, Andrea, Simone e di tutti gli altri bimbi guerrieri». E’ questo il titolo del concerto benefico organizzato dall’Enea Onlus, l’associazione di genitori che aiuta la ricerca scientifica a sconfiggere il neuroblastoma, nella splendida e suggestiva atmosfera ottocentesca delle linee liberty del teatro “La Rondinella” di Montefano. L’appuntamento con lo spettacolo che vedrà protagonista il pianoforte del maestro Paolo Vergari, introdotto dall’interpretazione di canti natalizi da parte del tenore Pierluca Trucchia, è in programma per sabato alle 17 e vuole essere, oltre ad un evento di raccolta fondi per aiutare la ricerca scientifica a combattere una neoplasia pediatrica ad alta malignità che rappresenta la terza causa di morte per malattia nell’età prescolare, l’occasione per ricordare quattro bambini guerrieri vittime del neuroblastoma nel territorio di Appignano, Montecassiano e Recanati, oltre a tutti i loro coetanei che affrontano ed hanno affrontato questa malattia.
Enea- European Neuroblastoma Association Onlus è l’associazione di genitori che si occupa di raccogliere fondi per aiutare la ricerca scientifica contro il neuroblastoma: attualmente sta realizzando un progetto internazionale di ricerca di drug repurposing in collaborazione con la fondazione di genitori inglesi aPodd ed i laboratori della Divisione Tcr (Translational Cancer Research) dell’università svedese di Lund, molto nota per l’elevato livello qualitativo dei modelli sperimentali di questa particolare neoplasia che colpisce i bambini. Il drug repurposing consiste nella ricerca di nuovi farmaci nell’ambito di medicine già approvate per altre malattie, in modo da identificare più rapidamente una nuova terapia utile grazie alla maggior celerità garantita dal reimpiego di una farmaco già esistente ed approvato rispetto allo sviluppo di uno completamente nuovo. Questo progetto rappresenta il miglior esempio di come la cooperazione internazionale possa permettere di unire le migliori forze di ogni paese e coinvolgere le eccellenze tecnologiche in modo da accelerare al massimo lo sviluppo di nuove terapie a beneficio dei tanti bambini affetti da queste gravissime patologie. Solo la collaborazione internazionale dà accesso ai migliori asset (laboratori, centri di ricerca, ecc.) ed al miglior know-how esistente al mondo, garantendo superiori livelli di efficienza: non è importante dove si fa ricerca, ma quando si producono risultati.
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