Un anno di eventi
per il bicentenario dell’Infinito
RECANATI - Presentati gli appuntamenti che si svolgeranno nella città leopardiana e che avranno il loro cuore nell'esposizione del manoscritto a Villa Colloredo Mels
A Recanati inaugurato il progetto “Infinito Leopardi” a duecento anni dalla stesura dei versi immortali della poesia L’infinito. Un anno di mostre, spettacoli, conferenze. A Villa Colloredo Mels è possibile ammirare il manoscritto vissano del più celebre componimento di Leopardi. Un flusso continuo di eventi ed appuntamenti imperdibili. Così Recanati si prepara a celebrare il bicentenario. “Infinito Leopardi” è un progetto promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de L’Infinito di Giacomo Leopardi, istituito dal ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac), con la partecipazione di Regione, comune di Recanati, Centro nazionale studi leopardiani, Casa Leopardi, Centro mondiale della poesia e della cultura e Università di Macerata.
La programmazione rientra nel Piano strategico unitario della cultura messo in campo dalla Regione Marche per valorizzare al meglio il patrimonio culturale locale, che individua nel 2019 l’anno di Giacomo Leopardi sostenendo gli eventi ad esso collegati. Si tratta di un progetto complesso sia per le diverse tematiche trattate sia per la durata temporale, un fatto straordinariamente unico intorno a cui realizzare un evento lungo un anno che tra mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, possa sollecitare la necessità di tornare a pensare all’infinito e alle infinite espressioni dell’uomo nella natura, tema portante e modernissimo del pensiero leopardiano.
«E’ un grande onore poter dare il via alle varie iniziative che andranno ad arricchire l’anniversario importante dedicato alla stesura de L’Infinito – ha detto il sindaco Francesco Fiordomo –. Non nascondo che anche io, quando nei giorni scorsi i manoscritti leopardiani sono tornati a Recanati, mi sono emozionato. Trovarsi a contatto con qualcosa di così straordinario, il prodotto di un grande genio recanatese, è stato qualcosa di unico. Da mesi, insieme a tutti gli enti coinvolti nelle celebrazioni, stiamo lavorando al programma del progetto Infinito Leopardi il cui obiettivo è quello di far diventare Recanati un punto di riferimento dove ragionare, riflettere, ripercorrere storie e veicolare un messaggio positivo».
«Il progetto “Infinito Leopardi” rappresenta una lunga serie d’iniziative programmate per celebrare i duecento anni del celebre Canto – ha detto l’assessore alle Politiche culturali, Rita Soccio –, insieme alla Regione e al Comitato Nazionale degli Studi Leopardiani. In questi abbiamo cercato di fare di Recanati la città della cultura: un percorso che potesse valorizzare le eccellenze culturali e non solo del territorio, facendo rete con il Centro nazionale studi Leopardiani, Casa Leopardi, il Centro Mondiale della Poesia. Un percorso strutturato, costruito anche in collaborazione con le scuole e le insegnanti del territorio, quel luogo dove le giovani generazioni iniziano ad amare personaggi illustri quali Beniamino Gigli, Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi». La curatrice della mostra “Infinità/immensità. Il manoscritto”, Laura Melosi, ha detto: «non è una semplice vetrina per un celebre manoscritto autografo, ma un momento scientifico importante e insieme un’occasione per immergersi nel mondo di Leopardi attraverso la sua poesia più letta, più studiata, più tradotta. L’esposizione dell’intera collezione di autografi permette di ripercorrere alcune tappe dell’iter creativo leopardiano, partendo proprio dal manoscritto degli Idilli (L’Infinito, La sera del dì di festa, Alla luna, Il sogno, La vita solitaria e il frammento «Odi, Melisso»), ideati tra il 1819 e 1821, fino ad arrivare ad uno degli ultimi scritti del recanatese, la nuova prefazione al suo commento petrarchesco da ripubblicare nel 1837». Il presidente del Sistema museo, Gianluca Bellucci, ha sottolineato: «E’ questo un evento che va oltre l’organizzazione di una mostra. Poter offrire al pubblico la possibilità di visionare il manoscritto de L’Infinito, un oggetto che nella sua semplicità è straordinariamente empatico, è, forse, il lavoro più importante ed emozionante che abbia mai realizzato in 20 anni di lavoro in questo settore. Ed è per questo che è un onore essere qui questa sera e presentare chi ha contribuito a questo progetto». Soddisfazione anche per Fabio Corvatta, presidente del Centro nazionale studi leopardiani, che ha ricordato l’importante ruolo del Comitato Nazionale nel promuovere, preparare ed attuare le manifestazioni atte a celebrare la ricorrenza per i prossimi 3 anni. Alla presentazione hanno partecipato anche il consigliere del comune di Visso, Antonio Aureli, Laura Capozucca dell’assessorato Cultura della Regione, e i curatori Lorenzo Abbate, Alessandro Giampaoli e Marco Andreani.
GLI EVENTI – I dodici mesi saranno scanditi in due momenti principali, corrispondenti alla realizzazione di mostre di diversa natura prodotte da Sistema museo, la società che gestisce i musei civici recanatesi. La prima parte delle celebrazioni, dal 21 dicembre 2018 fino al 19 maggio 2019, vedrà la realizzazione di due sezioni espositive. La prima, a cura di Laura Melosi, direttrice della Cattedra leopardiana dell’Università di Macerata, in collaborazione con Lorenzo Abbate, dal titolo “Infinità/Immensità. Il manoscritto”, vedrà la riscoperta del patrimonio leopardiano dei manoscritti di proprietà del comune di Visso, attraverso la rilettura attenta di essi e la loro esposizione straordinaria a Villa Colloredo Mels insieme all’autografo de L’Infinito, cuore simbolico del progetto. Strumenti multimediali ne accompagnano la visione e consento l’approfondimento della storia che lo ha condotto fino a noi. Un’operazione che permetterà di mettere a punto un modello espositivo a rotazione nelle sale del museo civico del corpus leopardiano di documenti, manoscritti e cimeli del poeta, appartenenti alla collezione del comune di Recanati. Un percorso intrapreso nel dicembre 2017 attraverso un viaggio nelle sale di Villa Colloredo Mels alla riscoperta del patrimonio leopardiano che torna definitivamente, dopo molti anni, a disposizione di tutta la cittadinanza, dei turisti e degli studiosi. Con “Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, L’Infinito, A Silvia”, a cura di Alessandro Giampaoli e Marco Andreani, si porta in mostra la sequenza fotografica al centro di uno dei capitoli più affascinanti e meno indagati della storia della fotografia italiana del Dopoguerra e dei rapporti tra letteratura e fotografia. Saranno esposte A Silvia, il celebre foto-racconto ispirato all’omonima lirica di Leopardi, nella sua versione originale del ’64, di cui fino ad oggi si erano perse le tracce e in quella del 1988, insieme con la serie de L’Infinito per dare modo al pubblico di fare un confronto e avere uno spaccato della straordinaria evoluzione stilistica di Giacomelli nel corso degli anni. Le celebrazioni continuano dal 30 giugno al 3 novembre 2019 (inaugurazione prevista il 29 giugno, giorno in cui cade il compleanno del poeta recanatese), con due mostre che ruotano intorno all’espressione dell’infinito nell’arte, “Infiniti” a cura di Emanuela Angiuli e “Finito, Non Finito, Infinito” a cura di Marcello Smarrelli, per un percorso sensazionale dall’epoca romantica a oggi. Scandite attraverso l’allestimento delle mostre in programma, le celebrazioni saranno accompagnate da eventi collaterali curati da massimi esperti del panorama culturale italiano e internazionale con un’attenzione particolare per le nuove generazioni.

