La poesia di Saint-Exupéry
ammalia il pubblico del “Lauro Rossi”
MACERATA - Strepitosa esibizione del Teatro Impiria di Verona, con la regia di Andrea Castelletti
di Walter Cortella
Dopo tre settimane di interruzione, torna il Festival Macerata Teatro e per la rentrée gli organizzatori calano il loro asso nella manica presentando uno spettacolo sontuoso, allestito dal Teatro Impiria di Verona, una delle compagnie più acclamate nel vasto panorama amatoriale italiano. Parliamo di Ali – Una strada lastricata di stelle, scritto e diretto da Andrea Castelletti che nella stesura del testo si è ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry, autore del celeberrimo romanzo Il piccolo principe, un vero e proprio caposaldo della letteratura mondiale, tradotto in 253 lingue. Ma Castelletti, più che mettere in scena espressamente quest’opera, ha voluto esplorare il mondo poetico dello scrittore-aviatore francese. Ecco allora che si lascia conquistare da due suoi racconti, Volo di notte e Terra degli uomini, e ne trae il fior fiore delle deliziose citazioni con le quali compone un delicato bouquet e lo offre allo spettatore. Il risultato è sublime.
Il pubblico ha seguito lo spettacolo come rapito dalla poesia di Saint-Exupéry, estasiato dalla profondità di quelle citazioni. Ma anche Castelletti a modo suo è un poeta. Prende delicatamente per mano lo spettatore e lo guida nell’affascinante mondo delle prime imprese aeree compiute da quei cari pazzi pionieri, capaci di librarsi in volo affidando le loro vite ad incredibili macchine volanti. Ma per realizzare in teatro questo volo ardimentoso, in bilico tra sogno e racconto, il regista ha bisogno della complicità dello spettatore. È indispensabile che questi partecipi al suo sforzo con tutta l’immaginazione di cui è capace. Solo così ciò che avviene sulla scena potrà sembrare credibile. Gli spettatori hanno risposto appieno e allora la magia del teatro ha potuto compiersi. I due protagonisti, il bidello sognatore e la scolaretta quasi «dimenticata» dalla madre, possono spiccare il loro volo ed arrivare lassù, nello spazio infinito, oltre le nuvole, fin quasi a toccare le stelle, là dove può arrivare soltanto chi è capace di sognare, di dare libero sfogo alla fantasia, alla creatività come solo i bambini sanno
fare. Al «L. Rossi» soltanto gli spettatori-bambini hanno potuto cogliere l’essenza dello spettacolo.
Bravo il Castelletti autore, ma bravissimo il Castelletti regista-scenografo. Grazie alla sua creatività e impiegando semplici oggetti di scena, ha saputo creare le atmosfere giuste perché lo spettatore si sentisse partecipe delle strabilianti avventure dei due personaggi. Ecco allora che l’estroso bidello, assemblando una cattedra, un bidone dell’immondizia, una scaletta di legno, una sedia metallica ed un grosso fiore di carta realizza un aeroplano bizzarro sì, ma non molto dissimile da quelli dei tempi di Saint-Exupéry. E con dolcezza invita l’incredula ragazzina a prendere posto dietro il pilota. I due lasciato l’«Aeropuerto de Buenos Aires», partono per un viaggio fantastico, ricco di avventure e disavventure, di emozioni e pericoli, di paure e grandi scoperte. Sulle ali dell’immaginazione, compiono un’impresa incredibile, esaltante. Da sogno. Trascinati da quel grande fiore-elica, superano le più alte vette e le nuvole, vanno incontro al sole, dialogano con le stelle, sono travolti da furiose tempeste di neve e di sabbia, affrontano violenti uragani, compiono un atterraggio di fortuna in pieno deserto e lì c’è la sublime e tenera scena della rosa parlante e l’incontro con la volpe. Un momento di altissima poesia. Ma come tutte le più belle storie, anche la loro è destinata a finire. Lo squillo di un cellulare riporta i due sognatori alla realtà. La ragazzina raccoglie le sue cose ed esce di scena. Torna a casa, ma non è più la stessa ragazzina di prima. Il bidello, che in vita sua non è mai salito su un vero aeroplano, l’ha coinvolta in una strabiliante avventura e con l’immaginazione le ha fatto provare l’indimenticabile ebrezza del volo.
Sergio Bonometti è stato superlativo: il suo personaggio lunare e sognatore ha convinto appieno. Sicuro dominatore della scena, ha evidenziato una spiccata fisicità in una performance da saltimbanco di razza. Non da meno è stata la giovanissima Alida Castelletti, appena quattordicenne, ma già in possesso di notevoli doti attoriali che fioriranno in un immediato futuro, con la maturità. Delicata e misurata la sua interpretazione di ragazzina ancora ingenua ma desiderosa di scoprire se stessa e il mondo che la circonda. Poche parole sulla scenografia. Semplicissima e fatta di piccole cose, tende, ombrello, piumino della polvere, bottiglie di plastica e quant’altro che nelle sapienti mani del regista si sono trasformate in qualcos’altro di più nobile, quasi per magia. Grazie Castelletti, per averci introdotto con tanta leggerezza nel mondo poetico di Saint-Exupéry. Lo spettacolo ha riscosso grande successo ed il pubblico ha tributato calorosi applausi finali ai due bravissimi interpreti.
