Nove quintali di droga dal mare:
due patteggiamenti e una condanna,
assolto il quarto imputato
LA COSTA MACERATESE da alcuni anni è diventata porto per i traffici di droga. Nel giugno del 2017 un caro enorme venne trovato a Porto Recanati. Oggi per quell’episodio si è svolta l’udienza davanti al gup del tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
«Il traffico di droga via mare da qualche anno si sta trasferendo sulle coste delle Marche, in particolare Maceratese e Ascolano». Lo aveva detto alcuni mesi fa a Cronache Maceratesi il procuratore generale della Corte d’appello di Ancona, Sergio Sottani. Uno sbarco in particolare aveva fatto piuttosto clamore, quello avvento a Porto Recanati il 29 giugno del 2017. All’alba i carabinieri raggiunsero la zona della pineta e trovarono circa nove quintali di marijuana divisi in 43 pacchi avvolti nel cellophane al cui interno c’erano ulteriori confezioni sottovuoto. Sulla spiaggia si era arenato anche un motoscafo da altura.
Qualche tempo dopo c’erano stati altri ritrovamenti: il 9 luglio 2017 due pacchi contenenti 32 e 58 chili di marijuana vennero trovati a Civitanova, il 13 luglio ne furono trovati altri 81 chili (sempre di marijuana), altro ritrovamento il 9 luglio, questa volta a Porto San Giorgio (25 chili anche qui di marijuana). Questa mattina per il rinvenimento dei 9 quintali di droga di Porto Recanati si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. Due degli imputati hanno patteggiato a 2 anni, mentre un terzo è stato condannato a 2 anni e il quarto è stato assolto. Sotto accusa c’erano 4 albanesi. L’indagine sul ritrovamento dei 9 quintali di droga era stata svolta dai carabinieri del Reparto operativo di Macerata. Sei le persone che erano state indagate, per quattro di queste erano state emesse misure cautelari. I carabinieri per risalire a chi avesse ricevuto lo stupefacente, probabilmente partito dall’Albania, si erano concentrate sia sull’analisi dei cellulari sia su taniche di carburante che erano state trovate insieme alla droga. Sotto accusa erano finiti Renato Koci, 35, residente a Casalpusterlengo, Elton Gjegja, 31, residente a Casalpusterlengo, Petrit Frroku, 49, residente a Fano, e un 27enne che oggi è stato assolto («per non aver commesso il fatto»), K. H., residente a Formello. Secondo l’accusa erano implicate anche altre persone, rimaste sconosciute. Koci e Frroku questa mattina hanno patteggiato 2 anni. Gjegja è invece stato condannato in abbreviato a 2 anni (l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, chiedeva 2 anni e 8 mesi). Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giorgia Pavoni (per il 27enne assolto), Carlalberto Pirro (per Gjegja), Domenico Liso e Pietro Siciliano (per Frroku) e Francesco Coli (per Koci).
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inquietante lapsus: caro a chi? un tempo gli ermi colli erano cari, ma erano colli assai diversi da questi…
Scusate leggo bene 2 anni? Per 9 quintali di droga che avrebbero reso milioni sul mercato, traffico internazionale e presumibile associazione a delinquere? Notizie come questa sono un incentivo ai trafficanti!
Il grande business della droga, estremamente conveniente e a rischio quasi zero.
Dall’articolo si desume che il totale ammonta a più di 9 q.li, anzi supera la tonnellata.
Mi vien da pensare che se tutto finisce così per i responsabili il danno vero e proprio è il mancato guadagno.Pazienza : questa volta è andata male,andrà meglio un’altra volta