Minniti alla Festa dell’Unità:
«Il Pd deve riconquistare il popolo,
bravo Carancini nei fatti di Macerata»

POLITICA - L'ex ministro dell'Interno ha chiuso l'evento nel capoluogo. Il suo intervento è iniziato con l'elogio al sindaco per l'atteggiamento tenuto dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro e la «rappresaglia di Traini». Poi la ricetta per sconfiggere i nazionalpopulisti «Non basta cambiare nome, bisogna cambiare il partito»
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L’intervento dell’ex ministro Marco Minniti

(Foto Fabio Falcioni)

I fatti di Macerata, «la rappresaglia di Traini» e la trasformazione del Pd per «sconfiggere i nazionalpopulisti». Sono stati questi gli argomenti cardine dell’intervento di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno, arrivato a Macerata per chiudere la festa dell’Unità cittadina. Al suo fianco il segretario comunale del Pd e dal sindaco Romano Carancini.

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Minniti con il sindaco Carancini

Minniti ha esordito con un elogio proprio a Romano Carancini: «Il vostro sindaco si è trovato ad affrontare un momento difficile e ha dimostrato grandi capacità». Il riferimento è ai fatti di Macerata: «Questa città è stata al centro della cronaca e della politica nazionale, quando sono venuto per il “comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico” convocato d’urgenza ricordo che usai un termine: “rappresaglia”. Volutamente per associare la sparatoria di Traini alle rappresaglie naziste e fasciste che colpivano persone innocenti. Una rappresaglia conseguenza di un altro drammatico episodio come quello di Pamela». Poi l’autocritica sul risultato elettorale: »Non possiamo dire che gli elettori non hanno capito e nemmeno che non  abbiamo fatto bene ma non abbiamo comunicato altrettanto bene. Sono maniere di allontanare l’analisi di un distacco tra noi e un popolo che va riconquistato partendo dai territori». 

UPD_Festa_Minniti_FF-17-325x216n’analisi interna che non prescinde dalla preoccupazione per cosa c’è dall’altra parte.  Prende ad esempio il dramma di Genova: «A Genova non si è unito il paese lo si  è diviso cavalcando l’onda dell’odio. Il quadro si completa con la gaffe di Conte sull’8 settembre, un presidente del consiglio che brilla per assenteismo mente il suo vice Salvini vive sui social per rinforzare la sua strategia della paura. Un esempio è il caso della nave Diciotti. Nave italiana lasciata in mare come ostaggio per trattativa con Ue. Tutto si ripercuoterà sul prestigio del paese. Vedere una nave con marinai in divisa tenuti fuori dal loro porto di Catania come fosse straniera mi ha colpito non come uomo di sinistra ma come italiano. Parlano tanto di patria quell’episodio ha offeso patria e paese. Lo scopo è nascondere che in tre mesi non hanno fatto nulla».

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Il saluto con l’assessore regionale Sciapichetti

Poi torna ad analizzare le sorti del Pd: «Quando un partito perde le elezioni fa un congresso. Un grande partito quando perde reagisce così, non c è alternativa a tutto ciò. L’obiettivo del congresso è costruire uno schieramento alternativo e una risposta democratica ai nazionalpopulisti. Il nome del nuovo schieramento deve avere al suo interno la parola democratici, ma è più facile cambiare il nome che il partito. Quindi ci vuole un impegno ulteriore  ed è qui il punto cruciale. Ci vuole un  canale di comunicazione con la società.  Non basta cambiare nome del partito dobbiamo cambiare noi. Un partito deve essere passione organizzata».  Minniti si chiede se la passione si possa tenere sotto controllo e governare: «Questo è compito di un partito che se parla alla gente deve esprimere passione altrimenti non convince nessuno. Dobbiamo trovare una strategia per tornare al governo il prima possibile, bisogna parlate alla società italiana per sconfiggere i nazionalpopulisti. E’ difficile ma non ci sono scorciatoie. Un grande partito tiene insieme realtà e sogno».

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L’intervento del segretario Stefano Di Pietro

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